La libertà del pensiero: da Ipazia a Dante

da Ipazia a Dante
da Ipazia a Dante

‘La libertà del pensiero: da Ipazia a Dante’ è un incontro che si è tenuto nello scorso giorno del Dantedì. 25 marzo: data introdotta nel 2020 dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la Cultura Franceschini per celebrare la ‘vita’ che il poeta fiorentino ancora ci permette di ‘vivere’ grazie ai suoi incomparabili versi.

Data in cui gli studiosi riconoscono in maniera concorde l’inizio del  viaggio di Dante nell’Aldilà affidato ai posteri come patrimonio universale grazie alla Divina Commedia. E da una formula diversa prende vita, nella bellezza di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, che ogni volta si rinnova allo sguardo umano in tutta la sua silente e per questo più forte tensione verso l’elevazione etica e spirituale, una rilettura del  pensiero del Sommo Poeta aprendo livelli di analisi e di riflessione e scegliendo di considerare due menti libere da schemi e da preconcetti, un uomo e una donna, Dante e Ipazia.. Ipazia e Dante per rispettare i relativi tempi storici della studiosa e politica e del sommo poeta: libertà del pensiero e  libertà di scegliere dell’umanità in ogni tempo.

L’incontro

L’impegno intellettuale, speso anche in ambito matematico, ha accompagnato la studiosa alessandrina e il sommo poeta con inevitabili risvolti civili e pubblici nel tempo storico che hanno vissuto: IV sec d. C. per Ipazia e XIII sec per Dante. Nel contesto attuale di menti pronte a quei processi creativi che i giovani sono sovente in grado di promuovere, significato di grande ampiezza riveste il contributo di Guido Trombetti, ad oggi Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che ha coinvolto con grande efficacia i 230 giovani partecipanti al secondo appuntamento dei ‘Dialoghi con il territorio’ dell’Acropoli dei Saperi attraverso aperture tra la poetica di Dante e il linguaggio matematico.

Relazioni e architetture di confronto anche nel volume “Suggestioni matematiche della Divina Commedia” di Guido Trombetti e Giuseppe Zollo della casa editrice Rogiosi. Massimiliano Marotta, presidente dell’Istituto Italiano degli Studi Filosofici, ha offerto e raccolto input importanti di pensiero sulla dimensione democratica mentre Monsignor De Gregorio, sempre presente agli appuntamenti dell’Acropoli, ha richiamato l’attenzione dell’uditorio su concetti chiave quale ‘unicità’ e ‘complessità’.

Di amabile armonia i raccordi del moderatore, il matematico Michele Petrucci, mentre la riflessione sulla soppressione della libertà di pensiero viene estesa anche al XV sec grazie alla riflessione sull’articolo di Raffaele Iovine ‘L’ inquisizione e la paralisi della giustizia in Italia’ che tracciando le condizioni di un sistema di tenuta sociale evidenzia la reattività del popolo partenopeo a certi schemi inquisitoriali; promosso da Enza Alfano il parallelismo tra libertà di pensiero e libero arbitrio.

E veniamo alla ratio dell’incontro che ha inteso porre su un solo piano livelli di ‘transizione’ per riconoscere nella matematica, fondata sulle relazioni e su verità dimostrate, il modello della democrazia quale organizzazione politico-civile. La connotazione matematica è stata funzionale alla valorizzazione del pensiero libero, valorizzazione che ha accolto anche altre espressioni da quella filosofica  a quello storica, da quello poetica a quella delle competenze per una sana ed efficace, seppur faticosa, dimensione democratica.

Nella nostra attualità dunque riflettere su temi che consentano di riconoscere possibili associazioni tra matematica e democrazia, potrebbe risultare un ossimoro intriso di analogie,  perché apre l’interrelazione tra dimensioni non proprio vicine: la matematica richiama a sé logica e assiomi; la democrazia fa pensare alle scienze morali, alla politica, alla sua opinabilità. Eppure dei legami esistono: il linguaggio della matematica è l’indicatore di un’attività di ricerca, inserita nel suo tempo e in determinati luoghi, necessariamente collegata a tutti gli aspetti delle società in cui si sviluppa con interazioni a volte più evidenti, a volte meno chiare.

Nell’ambito della formazione destinata a quanti operano nel mondo della scuola, si promuovono ad ogni livello approfondimenti sulle Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Bisogna conoscere le coordinate del linguaggio scientifico, integrato dalla componente umanistica, per partecipare alla vita e alla comunicazione di tutti i giorni: matematica o meglio discipline STEM per esercitare il diritto effettivo di cittadinanza basata su una mentalità critica…mentre l’assenza di democrazia si consuma a nocumento del mondo libero!  Presso il Politecnico di Torino nuove prospettive comprendono  moduli co-insegnati da coppie di docenti, con impostazione diversa per affrontare argomenti di interesse attuale. L’interazione tra i saperi resta la chiave per approcciare la complessità della realtà: Ipazia e Dante ne erano ben coscienti.

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