martedì, 02 Giu, 2020 Espresso napoletano

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La musica dei Soulftaara, l’elogio della diversità

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Un soul accattivante per un disco d’esordio ben fatto e che promette lunga vita. Un EP in cui confluiscono svariate matrici musicali e ideologiche, quelle di ognuno dei componenti della band: provenienti tutti dal Conservatorio di San Pietro a Majella, i Soulftaara hanno dato inizio alla loro ricerca nel recente 2017 e, con originale eleganza stilistica, permeano l’intero lavoro di molteplici sonorità e sorprendenti atmosfere che vanno dal soul al jazz, passando per l’elettronica e un lontano funky, che aiutano a definire il loro stile ‘neo-soul’.

Il progetto nasce grazie all’incontro di Pietro Scalera, al basso elettrico, Letizia Vitagliano, voce, e Cristiano Caiazzo, alla batteria; pian piano ad essi si sono aggiunti prima Lorenzo Catocci, pianoforte e tastiere, e poi Lorenzo Zollo, chitarra e tastiere. Il forte legame con il territorio è testimoniato dalla scelta del nome dato al gruppo: è a quella terra vulcanica che la band vuole ricondurre la propria nascita e il proprio successivo sviluppo progettuale.

soulftaara

Diverso – questo il titolo del concept – vuole testimoniare una scelta precisa verso i contenuti positivi della parola, a cui si è soliti associare distanza ed emarginazione. Qui invece rappresenta l’alterità capace di generare incontro e arricchimento reciproci e non solo a livello umano ma soprattutto sociale e politico, senza che l’assenza di conformità alle cose sia motivo di isolamento.

L’EP, uscito su etichetta ‘Maxsound’, traccia le linee di una ricerca contemporanea lontana da stilemi di appartenenza e di omologazione musicale. “La nostra intenzione – spiega Pietro Scalera – è fatta sostanzialmente di ricerca nel tentativo di superare certe barriere di mercato che sempre più spesso appiattiscono la musica allineandone l’offerta, che di fatto mortifica la creatività della sperimentazione. Ma questo forse è un problema italiano poiché a livello internazionale sembra siano molto più avanti: qui è proprio il concetto di avanguardia che tarda a camminare.

soulftaara

In questo lavoro, attraverso quelle che sono le nostre singole personalità, abbiamo voluto parlare anche di ciò che comunemente è ritenuto ‘scomodo’; abbiamo dato forma a pensieri disordinati ma comuni a tutti noi, pensieri che ci hanno fatto incontrare in questo primo viaggio discografico nel quale, peraltro, crediamo molto”. Il singolo Banalità, il cui videoclip ha anticipato l’uscita dell’EP, è forse più orecchiabile ma anch’esso diverso dagli altri brani che restano dissimili l’uno dall’altro, sebbene dotati di un imprinting del tutto riconoscibile. Un disco dai toni variegati, che si distingue per la ricercatezza degli arrangiamenti e delle sonorità, coniugati ad una vena cantautorale dal tipico tratto italiano; narra di confusione, disorientamento e incapacità sociale di accogliere chi è fuori dal coro.

Intanto i Soulftaara sono capaci di dare voce a chi è alla ricerca di punti di riferimento ma a cui Nessuno – titolo del primo brano – risponde. I loro ascolti e la loro formazione, che pare li abbiano ispirati, affondano le proprie radici in nomi internazionali come Moonchild o Hiatus Kaiyote, così come, per restare nel panorama nostrano, ci hanno parlato di Ghemon e Willie Peyote. Intanto, le atmosfere che regalano sanno di freschezza e di innovazione: non perdiamoli di vista.