domenica, 20 Set, 2020 Espresso napoletano

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La “Napoli ottimista” raccontata in musica dagli Acquazone

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Lo stesso giorno in cui ho letto la notizia della riunione, dopo tanti anni dei componenti degli Abba, il più che famoso gruppo musicale – ancora è tempo di cantare, sfrenarsi e divertirsi in una età che non può definirsi proprio tenera, con qualche capello bianco ma tanta voglia di fare – lo stesso giorno, dicevo, ho incontrato Raoul Marconi e Maurizio Saggiomo, fondatori del gruppo musicale “Acquazone”, piuttosto impegnati in questi giorni a causa dell’uscita, distribuzione e passaggi Rai del loro primo lavoro come band, dal titolo “Piazzetta Nilo”, che dà nome all’intero disco, curato nella grafica da Vasiliki Kolligri. 

acquazone

Rincontratisi dopo tanti anni, in parte per caso ed un po’ anche cercati, hanno deciso di ricominciare da dove si erano lasciati: sì perché, in giovane età erano stati già insieme, parte di un gruppo jazz, “I Megaride”; da quel momento ognuno ha intrapreso le proprie strade, i propri percorsi professionali che, si sa, non sono mai completamente sganciati dalle scelte private, da circostanze esterne, dal caso.

acquazone

E dunque Marconi, compositore, pianista, autore e arrangiatore, diplomato al Conservatorio di Napoli in Composizione e Direzione di Coro, compositore di Musica Sacra e Profana eseguita in varie manifestazioni e partecipazioni Rai, nonché socio ed insegnante alla scuola Emmemusica, ha seguito e progredito in un percorso più classico mentre Saggiomo batterista, autore e compositore, dal canto suo, nella propria diversa direzione musicale con collaborazioni con autori più propriamente popolari, Gragnaniello, Mauriello ed altri. Quando Marconi e Saggiomo hanno deciso di ripartire insieme, si sono praticamente raccontati attraverso la musica quel che avevano fatto tanti anni prima e ciò che ciascuno aveva fatto individualmente, considerato che entrambi oltre ad essere esecutori sono altresì autori di musiche e parole.

acquazone

E dunque, dal confronto, dallo scambio di opinioni, dai diversi arrangiamenti di brani già da loro creati precedentemente è quasi nato il disco! “Quasi” perché, naturalmente, dopo circa due anni di lavoro in coppia hanno cercato il completamento attraverso la ricerca della voce, trovata poi nella persona di Linda Coppola, e della chitarra, individuata in quella di Lello Cardone. A questi strumenti si sono poi aggiunte certe tonalità o melodie etniche con strumenti quali il BouzuKi irlandese e l’El-oud. E dunque, musica, prove e prove, fino allo stremo, fino a quell’accordo, a quella tonalità ideale, rappresentata nella mente prima di trovare conferma nel suono! 

acquazone

E così, attraverso le labbra e l’abito della vocalist, entrambi di un rosso che spacca lo schermo, le immagini degli splendidi luoghi di Napoli – come Piazzetta Nilo – si alternano e si sovrappongono ai tre volti della parte maschile del gruppo: l’effetto è una danza, una passeggiata, una corsa nei vicoli di Napoli. Sono vicoli silenziosi (le riprese sono state fatte alle 6 del mattino, di proposito), ordinati, non ci sono voci o urla che rischiano di diventare rumori molesti. No, nulla di ciò è rappresentato! E’ una Napoli bella e basta. Punto. E’ Napoli com’è! Senza interpretazioni, senza retro-pensieri, senza polemiche e senza politica. “E’ una Napoli che vuole essere ottimista”, mi dicono. “D’altronde, più che pensare ad un genere, noi cerchiamo di fare della buona musica!”. Ed ascoltando i loro brani non si può non affermare che ci siano riusciti!