mercoledì, 27 Ott, 2021 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

La Ronda del Cuore, una marcia di bene che continua da 16 anni

0

Era l’8 dicembre del 1994 quando si tenne per la prima volta la Ronda del Cuore a Napoli. La sua storia ha inizio con un gruppo di amici volontari, mossi dall’obiettivo di portare assistenza ai senza fissa dimora con aiuti di ogni tipo tramite generi alimentari, coperte e vestiario. Con gli anni l’associazione è cresciuta, accogliendo al suo interno un numero sempre crescente di volontari, trovando una sede stabile e collaborando attivamente con realtà del territorio. È così riuscita ad accogliere e soddisfare le richieste particolari delle persone che, con interesse e volontà, hanno maturato il desiderio di volersi riscattare e iniziare una nuova vita. Ma anche fare del bene ha le sue difficoltà.

L’operato dell’associazione

Dal 2007 la sede della Ronda del Cuore si trova in un locale della Parrocchia dei Fiorentini al centro del Vomero, grazie alla disponibilità e all’aiuto del suo parroco. La scelta di una sede “centrale” nasce dall’esigenza di avere un punto fermo che possa dare visibilità all’associazione attirando, così, nuovi volontari.

Ronda del Cuore conta all’attivo 60 operatori divisi in due gruppi. Il primo si occupa della cucina per la donazione dei pasti caldi e del magazzino per la raccolta e la gestione degli indumenti. Il secondo gruppo è invece operativo e scende appositamente in strada ogni mercoledì per portare il necessario ai senza fissa dimora. Questo consiste quasi sempre in un primo caldo, un panino, dell’acqua e della frutta. All’occorrenza portano con s’è del vestiario, raccogliendo le richieste nel giorno di ronda e consegnandolo il mercoledì successivo.

Operando su Napoli con mete fisse, come Museo/Duomo e la Galleria Umberto, l’associazione si sposta con un altro gruppo fino a Fuorigrotta, dal Mercato del Pesce a piazzale Tecchio. Tutti i luoghi sono conosciuti come punto d’incontro sia dai senza fissa dimora che dalle associazioni. Un’apposita rete, coordinata dalla Comunità di Sant’Egidio (autodefinita “associazione pubblica di laici della chiesa), permette alle varie associazioni simili a Ronda del Cuore di non coprire gli stessi luoghi, allargando così il proprio operato.

Ronda del Cuore in numeri

Grazie alle gesta dei volontari, ogni mercoledì vengono consegnati circa 200 pasti e una quarantina di pacchi di vestiario. In un anno tipico, diverso da quello appena trascorso, vengono distribuite circa 250 paia di scarpe, 200 paia di jeans e 100 giacconi al mese.

Il sacerdote della Parrocchia dei Fiorentini, molto legato all’associazione, consente una volta l’anno ai volontari di illustrare ai fedeli le proprie attività, riuscendo così a trovare nuovi volontari e aiuti economici che per la maggiore arrivano proprio dalla Parrocchia, dove i fedeli vengono invitati a fare delle donazioni

Fare del bene ai tempi del Covid

Abbiamo avuto modo di parlare con Alessandro, volontario della Ronda del Cuore da 8 anni. Oltre a illustrarci come normalmente opera l’associazione ci ha accontato le difficoltà e le sfide dell’ultimo anno.

“Non ci siamo mai fermati. Abbiamo voluto affrontare i rischi aggiungendo anche una seconda attività al nostro normale operato, prendendo a carico diverse famiglie del territorio in situazioni di disagio economico, aiutandole con dei pacchi alimentari. Questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione con vari catering e con il supporto del Comune di Napoli e della 5 Municipalità, che hanno sostenuto attività come quella della spesa sospesa”.

La volontà di non volersi fermare ha purtroppo dovuto fare i conti con le varie limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria.

“Ogni anno, a Natale, organizzavamo una speciale cena in cui accoglievamo circa 100 senza fissa dimora all’interno di una chiesa nel centro storico, Quest’anno non ci è stata possibile organizzarla per ovvie ragioni, ma abbiamo comunque voluto fare un regalo: uno zaino con snack, acqua, una borraccia, gel per le mani, mascherine e una cena (anche più ricca) sempre tramite aiuti esterni, per dare una dignità a queste persone in un giorno particolare come quello di Natale. Non sono mancati aiuti alle famiglie – aggiunge Alessandro – a cui abbiamo donato dei piccoli regali per i bambini insieme alle calze della Befana, un’altra novità per quest’anno”.

Anche se il Covid ci ha tolto tanto, Alessandro ha notato una crescita di persone che, in qualche modo, hanno voluto aiutare in questo momento di grande difficoltà quelle categorie di per sé già deboli e quindi più colpite. Come accade fin dalla sua fondazione, Ronda del Cuore si fa veicolo della voglia delle persone di fare del bene.

“Il mondo dei senza fissa dimora è un mondo particolare e delicato. – spiega Alessandro – Tante sono le persone che una volta entrate in questo mondo non ne escono. Provi ad aiutare, magari comprando un biglietto aereo e prendendo appuntamento in Comune per mettere a posto i documenti, magari per riportarli nel loro paese su loro richiesta, ma poi all’improvviso vengono meno e non si presentano. Li porti in strutture che si occupano di recupero o dormitori, ma alcuni scappano. Una realtà particolare, appunto, da cui non si viene sempre gratificati, ma il bene non lo si fa per quello. Il nostro attuale desiderio è quello di far conoscere alla realtà cittadina un contesto così vicino, non mostrare solo cosa si può fare ma rendere realmente le persone più consapevoli.”

Per questi motivi, l’associazione Ronda del Cuore è sempre alla ricerca di possibili volontari, donazioni e aiuti di ogni genere. Dalla possibilità di un pasto caldo alla raccolta di abiti. Perché è nei momenti più difficili che fare del bene diventa più necessario.

Potete contattare l’associazione tramite la loro pagina Facebook e tramite i recapiti indicati nella locandina.

Corteo del cuore

Classe '95, laureato in comunicazioni e da sempre amante delle parole e di ciò che sono in grado di trasmettere. Con un libro sempre in borsa, ho iniziato a provare il desiderio di raccontare del mondo in prima persona. Col tempo le mie passioni si sono allargate e nutrite, ma il mio motto resta sempre lo stesso: non fermarsi mai in superficie.