L’Aquarium di Napoli: Il sogno di Anton Dohrn

Aquarium
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Benedetto Croce definì la Stazione Zoologica, ovvero l’Aquarium di Napoli, “il grande albergo degli scienziati”.

Ed era davvero così, perché ricercatori di scienze naturali e biologi marini vi accorrevano da tutto il mondo, a partire dal 1874, data dell’inaugurazione della Stazione Zoologica.

Pochi immaginano che un lungo corridoio sotterraneo colleghi direttamente gli ambienti della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ovvero l’Aquarium, al mare del Golfo di Napoli. Dunque ciò che i visitatori ammirano nelle vasche dell’Acquario è, per così dire, proprio la vita quotidiana delle acque del Golfo. Già da fine ‘800 i naturalisti potevano “fittare” un tavolo, all’interno della struttura, per lavorare. Ogni posto era dotato di moderne strumentazioni per la ricerca. E, ogni volta che era necessario, gli scienziati, lasciando la propria postazione, con pochi passi raggiungevano il mondo vivo oggetto della propria passione. Bastava alzarsi dal tavolo e accostarsi alle vasche.

La Stazione Zoologica orgoglio di Napoli

L’Aquarium partenopeo è considerato uno dei 20 più importanti Istituti di Ricerca scientifici al mondo. Attualmente è in realtà denominato “Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie marine”. Il fondatore di questa meraviglia napoletana è stato Anton Dohrn, studioso di zoologia nato nel 1840 a Stettino, nell’attuale Polonia. Durante il suo iter di studi, Dohrn fu impressionato in modo fulminante dalle teorie darwiniane sull’evoluzione delle specie viventi. Da quel momento volle divulgarle in tutto il mondo. Cominciò a viaggiare molto, dovunque un porto o un golfo gli spalancasse davanti la vita sottomarina. Fu ad Amburgo, poi in Scozia, e anche a Messina. Qui maturò l’idea di contribuire a disseminare il globo di “stazioni” biologiche, vere e proprie “fermate” per i naturalisti perennemente in viaggio. La sua scelta, che è il nostro orgoglio, cadde su Napoli. Voleva una grande città, sul Mediterraneo ricco di specie biologiche.

Un ragazzo di Napoli, da inserviente dell’Aquarium a accademico dei Lincei

Della storia della Stazione Zoologica Dohrn fa parte la splendida vicenda di Salvatore Lo Bianco. Questo ragazzo napoletano entrò alle dipendenze dell’Acquario a soli quattordici anni, e pian piano si specializzò nei metodi di conservazione degli organismi marini. La sua abilità crebbe talmente da rendere la Stazione famosa per la bellezza degli esemplari marini conservati alla perfezione. Musei e Università si contesero campioni di specie marine del Golfo di Napoli, preservati dal tempo talmente bene da poter essere oggetto di studio o di osservazione. D’altronde era destino. Salvatore era nato su una barca in viaggio dalla Sicilia a Napoli, dai siciliani Antonio e Anna Calò. Era cresciuto a Mergellina, in mezzo ai pescatori, dove il padre era portiere di uno stabile. Dohrn gli affidò il reparto di conservazione quando aveva appena ventun’anni. L’Università di Napoli gli conferì la laurea honoris causa in Scienze naturali. Nel 1906 divenne socio dei Lincei.

La Stazione Zoologica Anton Dohrn
Entrata Stazione Zoologica di Napoli presso la Villa Comunale di Napoli – © 123rf 
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