La storia del “ciuccio”

1 agosto 1926, il Naples e la Fbt Internaples si fusero nell’Associazione Calcio Napoli.
Presidente l’allora 32enne Giorgio Ascarelli. Nativo del quartiere Pendino, il giovanissimo industriale Ascarelli in meno di sette mesi, dotò la città e la squadra del Napoli di un nuovo stadio, il “Vesuvio”, che fu edificato nel rione Luzzatti ed inaugurato con la partita Napoli-Triestina vinta 4-1 dagli azzurri, era il 16 febbraio 1930.

stadio vesuvio

 

Indelebile nella memoria dei tifosi fu, però, la partita del 23 febbraio contro la Juventus. I bianconeri conducevano 2-0, ma grazie a una doppietta di di Buscaglia il risultato si equilibrò sul 2-2. Il pubblico napoletano era in visibilio. Era l’atteso riscatto per la disfatta del primo campionato: un solo punto in classifica ottenuto in un pareggio a reti bianche con il Brescia. Campionato 1926/27: 61 reti incassate e 7 realizzate. Fu allora che lo stemma iniziale della squadra, un cavallino rampante, fu sostituito con ironica autocritica da parte dei dirigenti della squadra con il “ciuccio”.

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