domenica, 24 Ott, 2021 Espresso napoletano

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La tomba di Agrippina riaprirà al pubblico

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Bacoli e la zona flegrea sono state le zone predilette della classe imperiale romana del I secolo a. C. Ogni imperatore ci teneva ad avere una villa in quella che potremmo definire la “Beverly Hills” dell’antichità, e così, da Pozzuoli, Cuma, Baia e Miseno c’è un patrimonio archeologico senza precedenti, di cui solo una parte è visibile e visitabile dai cittadini. Molti sono infatti i luoghi archeologici abbandonati, ricoperti da case private, o cadenti: in qualsiasi altro luogo del mondo queste rovine sarebbero custodite e preservate come oro, per le future generazioni. Molte delle vicende degli ultimi imperatori di Roma sono legate alla zona di Bacoli, tra cui anche quella di Agrippina, madre di Nerone. Pochi lo sanno ma, nei pressi della Marina Grande di Bacoli, vi è un mausoleo dedicato a lei. La storia di questa donna merita di essere recuperata: nacque nel 15 d.C., appartenente alla dinastia giulio-claudia. Sposò in terze nozze l’imperatore Claudio, suo zio, e gli fece adottare suo figlio Nerone, avuto da Gneo Domizio Enobarbo. Alla morte dell’Imperatore Claudio (54 a.C.), il comando dell’impero passò nelle mani del giovanissimo Nerone, e fu Agrippina a guidarlo.

Nel corso degli anni il rapporto tra madre e figlio iniziò ad incrinarsi, in particolare quando Nerone preferì designare Sesto Afranio Burro e Lucio Anneo Seneca come consiglieri al posto di Agrippina. Ma ci fu un episodio che rovinò definitivamente il loro rapporto. L’imperatore si era innamorato dell’affascinante Poppea Sabina e voleva prenderla in sposa a tutti i costi, nonostante l’opposizione della madre. Così fede uccidere Claudia Ottavia e, insofferente ai tentativi di plagio da parte della madre, cercò di uccidere anche lei. Fece affondare la nave che conduceva Agrippina ad Anzio dopo una festa a Baia. In acqua però cadde un’amica di Agrippina che, essendo sicura di essere aiutata perché amica della madre dell’imperatore, chiese ai marinai di essere tratta in salvo. Quelli, essendo complici di Nerone, la uccisero a colpi di remi. La vera Agrippina che aveva assistito alla scena, nuotò silenziosamente tra le acque buie e fu tratta in salvo da alcuni pescatori che la condussero in una villa nei pressi del lago di Lucrino. Scansò così la morte, ma solo per poco: quando il figlio seppe che la madre era sopravvissuta, mandò subito alla villa alcuni sicari per ucciderla e questa volta ci riuscì. Di questa illustre morte resta un bellissimo complesso monumentale, da anni chiuso e in completo stato di abbandono.

È di questi giorni la notizia che presto la tomba di Agrippina riaprirà. Ce l’ha data Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli, sulla sua pagina facebook da cui spesso racconta le iniziative volte alla riqualifica del bellissimo – e per troppo tempo abbandonato – territorio flegreo.

È una notizia bellissima. La Tomba di Agrippina riaprirà ai turisti. Stanno per iniziare i lavori al teatro romano, nel borgo marinaro di Bacoli”. Il sindaco spiega che l’intervento di riqualificazione e valorizzazione verrà donato alla città Antonio Del Prete, imprenditore di Frattamaggiore e dal gruppo familiare “Mecdab” che a Frattamaggiore hanno già curato il restauro del Linificio e Canapificio Nazionale, esempio di architettura industriale di inizio 1900, che si trova nei pressi della stazione ferroviaria. “Un atto di mecenatismo, frutto della sinergia tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il Comune di Bacoli ed il gruppo Mecdab. Frattamaggiore e Bacoli saranno così accomunate da questo intervento di riqualificazione, come lo sono già nel culto e nella devozione a San Sossio, diacono e martire, nato a Miseno e patrono di Frattamaggiore”.

Il progetto di riqualificazione è funzionale alla riapertura e parziale fruizione al pubblico del complesso, composto da un teatro – ninfeo e da una parte di un’imponete villa marittima parzialmente distrutta, ed avverrà sotto la direzione operativa e scientifica del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che ne ha curato la progettazione tramite i suoi funzionari. Nello specifico si prevede il ripristino dell’esterno con relativa sostituzione degli elementi metallici, la realizzazione dell’impianto esterno con corpi luminanti e la predisposizione del relativo impianto di videosorveglianza, con mezzi e maestranze messe a disposizione dal gruppo Mecdab. Aspettiamo di tornare presto a rivisitare la tomba di Agrippina: speriamo che questo sia solo l’inizio di una rinascita per tutta la zona archeologica flegrea.

 

Foto in copertina dalla pagina Facebook del Sindaco di Bacoli.

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.