mercoledì, 21 Ott, 2020 Espresso napoletano

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L’amarezza del gruppo autonoleggiatori di bus turistici di Napoli e Salerno

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L’onda lunga della crisi da Covid-19 sul comparto dei noleggiatori di bus turistici.

Il dramma che si sta consumando in Italia dal 23 febbraio 2020 sta mettendo in seria difficoltà l’intero sistema socioeconomico del nostro paese. Le migliaia di morti che tristemente accompagnano le nostre giornate rappresentano la ferita più grave per la nostra nazione.

Se da un lato sono venute fuori le difficoltà di un sistema sanitario che, seppur eccellente nella qualità degli operatori, ha evidenziato la devastazione di miopi e affaristiche politiche di gestione, facendo trovare il settore in grosse difficoltà organizzative rispetto ad un’emergenza che da anni si prospettava, dall’altro si registra l’impotenza  di un sistema di reagire in fretta alla soluzione di un nemico invisibile e difficile da interpretare.

Gli effetti di una simile situazione, che chiaramente ha investito l’intero pianeta, hanno prodotto catastrofici risvolti sul sistema economico, paralizzando l’attività di settori strategici  e di peso nella costituzione del PIL del nostro Paese. Tra questi il turismo nella più ampia ed estesa accezione, sistema fulcro della nostra economia. Bene, all’interno di questo ampio settore sembra spesso sfuggire la problematica di coloro che svolgono un servizio che gli aziendalisti definiscono periferico ma che per tipologia di attività e numero di imprese, per capitale investito e addetti diventano centrali nell’erogazione di qualsiasi offerta turistica proposta: le imprese di noleggio di Bus turistici.

Sono imprese Capital intensive, considerando che il valore di ogni mezzo impiegato si aggira sui 300 mila euro, sono imprese alle quali viene dato il compito spesso  della prima accoglienza del turista, sono imprese alle quali viene richiesta una elevata professionalità degli addetti. Parliamo di un settore che conta 6000 aziende, circa 30000 addetti, aziende a cui viene richiesto un management sempre più adeguato alla complessità della globalizzazione e all’evoluzione dei gusti del fruitore di servizi turistici, per cui sempre più alta deve essere la capacità di interpretare i mutamenti di mercato.  

Dal 23 febbraio 2020 tutto si è fermato, proprio nel momento in cui stava per attivarsi  quel segmento di mercato del turismo scolastico che tanto giova al settore del noleggio dei bus turistici nell’ottica della destagionalizzazione del servizio e nella continuità aziendale. Inoltre, rimangono tutti gli investimenti fatti ed anche rilevanti per adeguarsi ad un mercato in crescita in ogni segmento turistico tout court. Basti pensare, ad esempio, all’incremento del 4% circa che avrebbe registrato solo a Napoli il traffico crocieristico e che ha richiesto l’adeguamento di risorse ad hoc per rispondere a tali esigenze.

Un settore in ginocchio, che rivendica la giusta attenzione da parte del Governo, chiedendo un allungamento dei tempi circa la sospensione delle consistenti rate di leasing contratte per far fronte ai numerosi investimenti effettuati in presenza di un trend di crescita previsto per il 2020 e a seguire, la sospensione degli interessi ad essi legati, un prolungamento della cassa integrazione e della Naspi, perché vale la pena ricordare che il settore delle imprese di bus turistici è per l’80% un settore a domanda derivata, per cui è legato al pieno regime del sistema turistico per ristabilire l’attuale status quo. Occorrono più fondi per sostenere attività ad alta intensità di capitale che in questo momento è completamente immobilizzato nella funzione operativa, ma che produce effetti finanziari penalizzanti e che mettono in discussione l’esistenza stessa delle aziende.

In questo video si sono uniti tutti gli autonoleggiatori dei bus turistici di Napoli e Salerno sia per far vedere i loro mezzi fermi ormai da più di un mese, sia per raccontare la loro rabbia, la loro amarezza, la loro ricerca di risposte, la loro voglia di non arrendersi.