L’antica Pompei al Museu Marítim di Barcellona

Pompei
Pompei

Il 31 maggio 2023, per un allestimento previsto fino al 15 ottobre, a Barcellona al Museo Marítim, nell’Arsenale Reale sul lungomare cittadino del porto vecchio, è stata inaugurata una mostra che porta Pompei e la romanità oltre confine.

Pompei a Barcellona. La romanità espressa dalla latinità illo tempore, la stessa romanità assorbita dal Mediterraneo occidentale fino a tutta l’età moderna, quella romanità che aveva ab origine attinto alla cultura greca inglobando i flussi del Mediterraneo orientale! In riferimento all’assetto linguistico, la filologia romanza si è occupata dalla seconda metà del XVIII sec., dal secolo cosiddetto dei “lumi” per intenderci, della ricezione del latino volgare nelle varie lingue derivate dal latino …tra queste anche lo spagnolo naturalmente, così vicino al latino come al napoletano!

Gli ambienti dell’antica Pompei che si sviluppano sulla Via dell’Abbondanza veicolati nella mostra, presidiata dal Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli ) per la direzione di Paolo Giulierini, affiancato dal suo team, per il considerevole repertorio di pezzi che ha inaugurato il flusso non solo artistico d’oltralpe, e coordinata da menti fervide napoletane, Raffaele Iovine per la direzione scientifica dei corridoi culturali, come ama definirli, e Roberto Pantè per quella artistica in uno con le relative società di comunicazione, fanno rivivere la straordinaria quotidianità delle popolazioni che ai piedi del Vesuvio diedero vita alla più alta rappresentazione simbolica, reale ed eterna ( ! ) della civiltà romana.

L’antica Pompei

Quell’eruzione del Vesuvio che venne non a caso detta pliniana; con tale denominazione è passata alla storia scientifica di ogni tempo quell’eruzione che nella sua prorompente drammaticità nel 79 d.C. consegnò, per millenni dopo di sé, la stratificazione di giorni di vita ordinari e sensazionali, vedendo dunque l’associazione a quel fenomeno naturalistico di uno dei nomi della latinità di maggior rilievo: Plinio il Giovane, nipote di quel Plinio il Vecchio, autore della Naturalis historia, che a sua volta si era mosso con tempestività per portare soccorso alle genti di Pompei e delle altre città colpite da cenere, lapilli e nubi di fumo quali Ercolano, Oplonti, Stabiae, nelle Lettere allo storico Tacito, narra della morte dello zio considerato da Italo Calvino alla stregua di un protomartire della scienza sperimentale.

Key words della mostra: dal Gladiatore alla socialità universale

Il Gladiatore è quella figura sociale, una sorta di modello finanche eroico, che attraverso l’affermazione, la crescita e l’evoluzione della sua stessa condizione, consente come filo di seta nella mostra in atto a Barcellona, di ripercorrere la distinzione per classi sociali propria dell’organizzazione romana, ma anche la spinta dell’umanità, sempre esistita, al miglioramento di sé e delle proprie opportunità. Il Gladiatore approda in questa nuova mostra itinerante come emblema mitologico eppure umano muovendo da una precedente mostra allestita dal Mann: Gladiatori, oltre il mito.

Da schiavo a possibile, e non certo, condannato a morte per la sorte, prevedibile fino a un certo punto, delle competizioni, da potenziale allenatore nella Schola Armaturarum Juventis Pompeiani a paladino acclamato anche per processi di riscatto delle proprie vicende di vita. Che si chiamasse Marco Attilio o Spartaco, le abilità conquistate al duro costo di addestramenti estremamente vincolanti entravano in scena nelle giornate dedicate a celebrazioni imperiali o di potere di magistrati del luogo in virtù della forte relazione tra queste forme di rappresentazione, non certo soltanto teatrali o ludiche, e l’assetto sociale della civiltà romana stessa e pertanto di quella dell’antica Pompei. 

E dunque tra armi, elmi ed armature partiti dal MANN ed approdati al MMB, il gladiatore vive negli schemi della società romana molto concentrata sul benessere di sé e sugli svaghi da offrire al popolo…ma anche classista e tendente a forme dittatoriali tranne che per il credo religioso.

Il corridoio della socialità

Il principale ‘corridoio’ esperibile è dunque quello che dalla classicità, intesa in senso ampio oltre tematiche specifiche, delle origini guarda all’umanesimo, rinvenibile in ogni maglia del tessuto socio-connettivale e civico, per quell’humanitas che è sia educazione sia cultura sia modalità di comportamenti umani che si ispirano a senso di giustizia, di accoglienza e integrazione nonché al rifiuto di ogni abbrutimento sociale. Proprio in riferimento alla connotazione dei corridoi culturali, la prospettiva è quella di promuovere un messaggio interattivo anche in altri contesti col valore aggiunto del linguaggio digitale che consente, come già a Barcellona, l’immersione nella realtà storica del tempo.

In fondo si sa dalla notte dei tempi …O forse prima?

È dalla notte dei tempi che Napoli, locus amoenus in cui è situato il Mann stesso, è un universo cosmopolita e multietnico. Ma di quali tempi?

Quelli che si perdono nella memoria personale e sociale dell’umanità? Quelli fatti di verità storiche ma anche di quel rapporto ancora così imperscrutabile tra scienza e mito che ha reso unica la formazione del profilo identitario della dulcis Parthenope e ad un tempo così eclettica, come suo elemento distintivo, la nostra coscienza identitaria?

Sicuramente sì, ma anche di tutto quanto la “macchina” del tempo dei Saperi ci consente di cogliere ogni volta. Quel profilo che si plasma di giorno in giorno ancora oggi, che si svela nella sua naturalezza come essenza che resta lì preservata ma mai statica, custodita nella sua dinamicità, proiettata verso ogni possibile evoluzione e in ciascun luogo. 

Si è nel mondo anche se si resta fisicamente a Napoli. E’ Napoli l’originario, imprescindibile, unico perché ibrido corridoio culturale da percorrere! Corridoio ma anche ponte, corridoio perché crocevia, corridoio ma già embrionale ed impalpabile “piattaforma” di transizione in senso diacronico tra tempi e culture uniche, diverse, sincroniche ma integrate in un processo di fusione alchemica che consente ogni volta di cogliere e distinguere sia gli originari elementi sia quelli nati da interazioni e contaminazioni…!

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