– All’inizio della storia del cinema, le persone che guardavano i primi film proprio non riuscivano a capire come facessero quelle sagome in bianco e nero proiettate su lenzuola o teli di cotone a muoversi da sole… doveva per forza esserci una specie trucco, o peggio un ‘imbroglio’!! Ecco perché a quel tempo quasi tutti gli spettatori si riferivano al cinema chiamandolo: ‘l’imbroglio nel lenzuolo‘! –
Il film ‘Le occasioni di Rosa’ e il suo regista Salvatore Piscicelli
Scomparso da poco, Salvatore Piscicelli è stato per il cinema italiano una bomba deflagrata nell’hinterland napoletano che ha saputo regalarci un nuovo modo di guardare il cinema e il mondo. Un regista che ha saputo esplorare le dinamiche sociali e psicologiche dei suoi personaggi con una sensibilità unica. Impossibile scegliere un solo film per parlare della sua poetica. Anzi tutta la sua filmografia dovrebbe essere recuperata. Dovendo per forza individuarne uno, però, il suo secondo film è forse perfetto per comprendere chi è Salvatore Piscicelli.
Il film
Le Occasioni di Rosa è un film del 1981, ambientato in una Napoli industriale autentica. Il film racconta la storia di Rosa (l’attrice Marina Suma), una giovane alla ricerca di una vita migliore, ma bloccata in una realtà opprimente e senza speranze. Questo dramma sociale non è solo un viaggio nella vita di una donna, ma un’analisi acuta delle condizioni socio-economiche dell’Italia meridionale del periodo.
Rosa è una giovane operaia napoletana che, con l’approvazione del compagno Tonino (Angelo Cannavacciuolo),
decide di iniziare a prostituirsi. Tonino stesso inizia a frequentare Gino, un ricco omosessuale (Sergio Boccalatte), anche lui con lo scopo di risollevarsi da una vita che gli appare monotona e insoddisfacente.
Una sgradevole proposta da parte di Gino metterà la coppia di fronte a una scelta che rischierà di far collassare non solo il loro rapporto, ma anche il loro equilibrio psicologico.
Come in tutta la sua filmografia, Piscicelli attraverso le ‘lacrime’ e i dolori dei suoi personaggi (in particolare Rosa), riesce a raccontare le ‘lacrime’ e i dolori di un luogo: la periferia napoletana degli anni ‘80.
La ‘prima volta’ delle Vele al cinema
Entrate nell’immaginario comune (quasi ‘pop’, si potrebbe azzardare) a partire dal film Gomorra di Matteo Garrone, le ‘Vele’ di Scampia sono ormai conosciute in tutto il mondo. Non tutti sanno, però, che il primo regista a mostrarle al cinema fu proprio Salvatore Piscicelli, in una scena iconica per gli amanti della settima arte: Marina Suma che, dopo aver sbattuto la porta di casa, cammina seguita dalla macchina da presa nel paesaggio scarno di Scampia. All’improvviso, le Vele svettano dietro di lei, fanno da sfondo, ma sono un vero e proprio personaggio che parla allo spettatore. Raccontano già la storia che stiamo per vivere.


