giovedì, 24 Set, 2020 Espresso napoletano

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Le Torture di Andres Serrano in mostra alla Galleria Alfonso Artiaco

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Mancava da dieci anni da Napoli Andres Serrano, artista e fotografo americano (New York, 1950) nato da padre honduregno e madre afro-cubana, noto al mondo dell’ arte per le sue provocazioni. Dall’ 11 febbraio è tornato con la sua terza mostra Torture, visitabile fino al 31 marzo, ancora presso la splendida Galleria di Alfonso Artiaco (le precedenti nel 1994 e nel1995).   L’esposizione raccoglie 18 lavori della serie “Tortura” che rimandano ad immagini di grande effetto visivo e straordinaria eleganza formale. Si tratta di una significativa mostra in cui Serrano racconta il suo interesse per un tema che trova origine nel 2005, quando il New York Times Magazine gli chiese di produrre un’immagine che accompagnasse la copertina e l’articolo di fondo dal titolo “Di cosa non parliamo quando parliamo di tortura”.

La specificità dei lavori è che sono stati composti in musei di tortura o ex campi di concentramento, in un’ex azienda in Francia, conosciuta come “la Fonderia”, oggi residenza per artisti guidata dall’artista Andrei Molodkin e dal gruppo a/political. In questa location l’artista ha lavorato creando un suggestivo setting dove il confine tra l’interrogato e il carnefice diviene un sottile diaframma inquietante e problematico, dove il gioco delle parti, (fatto di sofferenza, follia, crudeltà, perdita del senso) conduce allo smarrimento della percezione, del criterio ontologico, della dimensione etica. Serrano ha infatti fotografato diversi modelli simulando un interrogatorio con diverse tecniche di tortura. L’intento? Quello di “guardare alla tortura – come ha affermato – attraverso una prospettiva differente per fotografare il soggetto in modo da dargli un senso estetico”. Si tratta di una fotografia come ha scritto Celant “è un interrogatorio e una meditazione di natura religiosa, che vuole ottenere una comprensione del mistero della vita e nelle sue estreme manifestazioni, dal sesso alla politica, dal vivere a morire”.

Fra le tante immagini, tutte straordinarie, spiccano la serie degli Uomini incappucciati, per realizzare le quali ha chiesto di posare per lui agli “uomini incappucciati” del Nord dell’Irlanda, uomini che sono stati detenuti e torturati nel 1972, dalle autorità Inglesi, perché sospettati di essere membri dell’esercito della Repubblica Irlandese; Fatima, simbolo per tutte quelle donne che hanno dovuto subire torture ed umiliazioni dalle mani dei loro carnefici; una fotografia che mostra una stanza del campo di concentramento di Buchenwald; cinque fotografie in cui il corpo di uomini contorti raccontano la il loro dramma. Una mostra imperdibile, in cui la concezione di ognuno di questi scatti presuppone lo sguardo e l’ascolto attento dello spettatore, il cui procedimento di percezione e ricezione diventa motivo drammaturgico e catartico.

Andres Serrano è nato a New York nel 1950 dove attualmente vive e lavora. Serrano ha ricevuto attenzione internazionale con lo scandalo mosso dal lavoro suo Piss Christ (1987) infiammando un dibattito nazionale sulla libertà d’espressione artistica e il finanziamento pubblico per opere discusse. Ha continuato a concepire molte serie tra le quali il KKK, The Morgue e Merda. In tutto il suo impegnato lavoro, Serrano decostruisce e mette in luce le ipocrisie all’interno di costrutti religiosi, politici e sociali. Tra le recenti mostre personali si citano: Maison Europeenne De La Photographie, Parigi, Francia (2016) “Torture,” Collezione Lambert ad Avignone, Avignone, Francia (2016) Uncensored photographs, Musées Royaux di Belle Arti in Belgio, Brussels, Belgium (2016); The Denizens of Brussels / Residents of New York Congrès (gare), Bruxells, Belgio, organizzata dal Museo di Belle Arti di Bruxelles, Bruxells, Belgio (2016); Ainsi soit-il ? Collectione Lambert in Avignone, Avignone, Francia (2016); Ainsi soit-il Château de Villeneuve, Fondazione Emile Hugues, Vence, Francia (2015); Redemption Fotografiska Museo di Stoccolma, Svezia (2015)

 INFO

Andres Serrano – Torture

Galleria Alfonso Artiaco

Piazzetta Nilo 7- 80134 Napoli

081 497 6072

www.alfonsoartiaco.com/

Hours: mar-sab ore 10-1910:00 – 19:00

Storica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici di Napoli, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch / Casa Morra / Associazione Shimamoto / Vigna San Martino), e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È docente di italiano e latino e collabora presso la cattedra di St. dell'Arte contemporanea all'Accademia di BB.AA. di Napoli. Ha pubblicato cataloghi (Rogiosi editore) e contributi/saggi su libri e riviste per importanti case editrici.