sabato, 26 Set, 2020 Espresso napoletano

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“Legami Nutrienti” per sconfiggere la povertà educativa

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Se per povertà educativa si intende la privazione per un bambino del suo diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni, in altre parole svantaggio e vulnerabilità sociale permanenti, il progetto Legami Nutrienti, promosso dalla Cooperativa Sociale L’Orsa Maggiore in partenariato con nove enti del terzo settore e sette soggetti pubblici, e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo contrasto alla povertà educativa minorile, è lo strumento più adeguato per sconfiggerla e interrompere la catena intergenerazionale della deprivazione.

Il progetto, della durata di 48 mesi, poggia un assunto di fondamentale importanza: una relazione familiare basata sulla violenza, l’indifferenza e il rancore incide in maniera determinante sulla buona crescita di un bambino e, dunque, se il suo clima familiare non è sereno di conseguenza il suo sviluppo, le sue capacità intellettive e affettive sono irrimediabilmente compromesse. Destinato, per sempre, alla povertà educativa.

Proprio partendo da questa convinzione, oramai acclarata da numerosi studi scientifici, il progetto Legami Nutrienti, partito ufficialmente il 1 luglio, si rivolge a nuclei familiari con bambini della fascia di età compresa tra 0 e 6 anni e mira a sostenere le relazioni caratterizzate da accoglienza e sicurezza, non solo in ambito familiare ma anche con altre figure di riferimento e tra pari. E lo fa su un territorio complesso come quello di Soccavo-Pianura e della limitrofa città di Quarto, quasi sempre raccontato come il far west della periferia napoletana e mai come un luogo su cui fioriscono numerose e valide iniziative sociali.

Il progetto prevede un set di interventi che agganciano le giovani famiglie fragili nei luoghi per loro significativi, come le scuole e gli ospedali, partner del progetto, con l’intento di accompagnarle nel difficile compito della genitorialità e renderlo un percorso agevole e gioioso. 

Scena tratta dal documentario Selfie di Agostino Ferrente

Infatti, le attività sono contraddistinte da due concetti essenziali: la prossimità, attraverso interventi di Dimissioni Ospedaliere Accompagnate, Home Visiting e Gruppi Mamme a Domicilio, tutti improntati allo ‘stare accanto’ alla genitorialità a rischio o che lo potrebbe diventare; la relazionalità, attraverso Spazi Relazionali, Sostegno ai figli con i genitori in area penale minorile, Programmi di Accompagnamento ai Legami, Consulenze Psicologiche, interventi che si concentrano maggiormente sul rapporto tra le famiglie e tra i membri che le compongono. Particolarmente interessante è il lavoro con i giovani adulti, già padri, reclusi nell’istituto di pena minorile di Nisida, quasi sempre provenienti già da contesti familiari molto compromessi. Innovativa è poi l’App Mamme Insieme, una chat tramite cui le mamme comunicano tra loro e, mediante lo sviluppo di sezioni tematiche, vengono aiutate ad orientarsi sul territorio rispetto ai servizi pubblici e privati utili durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino.

“Il punto di forza del progetto – afferma Angelica Viola, Presidente de L’Orsa Maggiore –  è la costruzione di un modello integrato che vede coinvolte istituzioni e terzo settore nel creare trame accoglienti e non giudicanti per le famiglie vulnerabili, spesso oggetto di interventi frammentati che rischiano solo di disperdere le loro motivazioni al cambiamento e le allontanano dai luoghi di cura”. Trame accoglienti che fanno crescere non solo le singole persone ma l’intera comunità perché, soprattutto oggi, risuonano sempre più forti e vere le parole di Danilo Dolci: “Cresce solo chi è sognato”.

 

 

Sono affetta da tante patologie, tra queste la più preoccupante è la curiosità. Qual è il mio mestiere? Fare domande. Scrivo da quando ho memoria di me e grazie alle parole cambio spesso vita. Don't forget to write, ecco il mio imperativo categorico.