Stemma di Napoli tra storia e leggenda

Lo stemma storico di Napoli è uno scudo sannitico diviso in due parti orizzontali di uguale altezza, quella superiore colorata di giallo dorato e l’altra di rosso porpora. Sulla sommità dello scudo troneggia una corona turrita.

Ed in vero quali colori più acconci di questi potevansi scegliere? L’oro simboleggia il sole, l’astro più bello e più splendido che feconda ed illumina la natura. Il rosso è il primo dei colori, perché quello della porpora, che era la veste dei re e degli insigni personaggi. Anzi gli scrittori di araldica dicono che lo scudo spaccato di oro e di rosso dimostra nobiltà magnanima, sovrana giurisdizione con ricchezze, ed animo congiunto alla virtù.

Carlo Padiglione, Lo stemma della città di Napoli

L’indagine sull’origine dello stemma non è mai giunta a una rivelazione certa. La volontà conoscitiva degli storici e la fantasia del popolo hanno dato vita a un vasto ventaglio di storie e leggende sull’origine dei colori di Napoli.

La nascita leggendaria dello stemma giallorosso

Secondo la tradizione aneddotica, sostenuta anche dall’umanista Pietro Summonte, il giallo e il rosso furono i colori con i quali i napoletani accolsero in città l’imperatore Costantino I e sua madre Elena nel 324, quando la popolazione si convertì al Cristianesimo abiurando l’antico culto del sole e della luna. Questa ricostruzione, per quanto ragionevole, venne stroncata autorevolmente dallo storico napoletano dell’Ottocento Bartolommeo Capasso. In un perentorio intervento Capasso sentenziò: “le loro congetture non hanno fondamento alcuno”.

L’evoluzione storica dello stemma di Napoli

All’epoca della rivolta di Masaniello e dell’istituzione della Repubblica Napoletana del 1647  i rivoltosi misero al centro dello scudo la lettera P, quale simbolo della supremazia del popolo. Successivamente, con la fine del sogno repubblicano, la lettera centrale dello scudo fu la C di Civitas. Dal 1866 si abbandonò l’uso di sovrapporre allo stemma cittadino una corona ducale. Si sostituì con una corona turrita simbolo araldico di “volontà di libertà e di indipendenza municipale“. Durante il fascismo lo stemma fu uniformato alle norme stabilite da due Regi Decreti: dal 1928 lo scudo del Comune venne accostato al fascio littorio mentre dal 1933 il fascio littorio fu posto nella parte alta dello stemma.

Lo stemma oggi

A partire dall’età repubblicana, lo stemma è decorato dalla medaglia d’oro al valore militare. Questa onorificenza ricorda la sommossa popolare delle Quattro Giornate di Napoli, culminate con la cacciata degli invasori nazisti. Nel 2005 il Comune di Napoli ha riproposto lo stemma antico aggiungendo alla base un’onda di colore ciano. 

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