venerdì, 22 Gen, 2021 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

L’officina dei libri

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Come intrecciare le strade significa creare una città, cucire le pagine dei libri significa connettere le vie dello spirito e dell’identità umana. Legare volumi, fin dall’antichità, non è stata mai un’arte di servizio alla scrittura, ma di sua custodia e di sua bellezza, anche perché, sì, inutile appellarsi ai proverbi, un libro “si” giudica dalla copertina. Questo antico segreto è ben riposto alla Legatoria Artigiana di Napoli, con sede in Palazzo Marigliano, tra le poche e più antiche botteghe di una via — San Biagio dei Librai — che ha fatto dell’editoria il cuore pulsante di Napoli, rendendola un faro luminoso nella cultura europea degli ultimi secoli.

interno dell'officina

Ma la Legatoria ha scelto di essere antica per vocazione e moderna per ispirazione. La sua storia è infatti assai originale: con un’equipe di maestranze capitanate dalla titolare Annalisa Mignogna, soltanto la restauratrice Pina è figlia d’arte (con una bottega che comincia 80 anni prima la sua attività, in Piazza del Gesù), mentre gli altri membri hanno deciso di imparare ex novo l’arte, ed andando direttamente a bottega, scommettendo sulla professionalità e sulla piacevolezza del lavoro artigianale di elevata caratura.

tavolo di lavoro

L’officina del libro ha infatti Roberta, Gennaro e Luigi quali principali legatori; poi, Giovanni per doratore, e Gianni, esperto di libri antichi. La bottega è una miniera di conoscenza, a partire dall’infinità di strumenti di precisione, e dalla parete-archivio con centinaia di punzoni; e, sebbene l’arte libraria faccia oggigiorno fatica ad andare avanti, i mastri della Legatoria ci tengono a sottolineare che presso di loro le tecniche di elaborazione del libro sono rimaste le stesse della tradizione, e tutto è rigorosamente fatto a mano.

particolare dell'interno dell'officina

Quando giunge un libro, a prescindere dal suo stato, viene scucito e ricucito più fresco e saldo. Se particolarmente antico e attaccato dai tarli, va restaurato — e sul banco Pina ha un preziosissimo esemplare dell’ “Historia di Napoli” di Giovan Antonio Summonte, stampato nello stesso quartiere 340 anni prima. Viene perciò posto in una sorta di borsa detta “camera a gas”, per un periodo sufficientemente prolungato da uccidere tutti i parassiti. Quando la pagina è a rischio, eccola patinata da una invisibile guaina, detta “carta giapponese”, e spennellata da una soluzione che ne rinvigorisce la naturale “croccantezza”. Una volta cuciti tutti i fascicoli del volume, i fili vengono lasciati “sfioccati” per essere meglio incollati alle pagine di guardia, ed anche il dorso riceve un’ulteriore incollatura.

particolare dell'interno dell'officina

E poi, il restauro delle copertine. Un’arte che è più una scienza, con un procedimento rigoroso ed un frasario completo. E con i suoi piccoli trucchi: ad esempio, la tinteggiatura nel caffè o nel thè della carta da foderatura, per fingerla antica. Il doratore Giovanni svolge un rotolo di foglia d’oro a 24kt per un’incisione che personalizza una cornice.

tecnico al lavoro

Dopo aver ottenuto un’impressione a caldo e passato un composto a base di chiaro d’uovo e aceto, riveste di foglia d’oro e imprime nuovamente, per ottenere un lavoro senza sbavature. Sul suo banco i caratteri mobili, e alle sue spalle una serie ricchissima di punzoni, di tutte le epoche e per le diverse tecniche d’impressione, tra cui spiccano i numerosi fregi decorativi e quelli personali, ciascuno di un’istituzione: case reali e nobiliari, ecclesiastici, pontifici, comunali, militari etc. E perfino i più curiosi: Napoleone, il cavallo rampante, le anime del Purgatorio.

caratteri a stampa

La legatoria, dell’antico porta il patrimonio di competenza, ma funge da perno editoriale per diversi progetti culturali: Gennaro, ad esempio, lavora alla rifinitura di un grande volume in folio dedicato alla storia fotografica del Marocco per il fotografo napoletano Patrizio Esposito, che sarà presentato a Berlino. Ma oltre alla cura dei testi antichi e la rilegatura ordinaria di ogni fascicolo a stampa, la bottega abbraccia la produzione propria con una linea di prodotti di raffinata qualità, ben esposti nello show-room, un passo in là da colle e pennelli.

rilegatore al lavoro

Scatole, faldoni da scansia, blocchi, libri da scrittura, portagioie, album per fotografie e tanto altro, dove l’inventiva è pari solo alla qualità, che ricorda il libro antico: dai tasselli alla pergamena, alla carta marmorizzata fatta da Roberta, al pellame ed alle stoffe che vengono da Parigi. Altro progetto sono le pochette-libri: volumetti di tutto punto decorati, con titolo e dorso, ma che sono in realtà borsette personalizzate, che giocano a farsi libri anche nella nomenclatura antica di ex libris: questo volume è di proprietà di “…” con il nome del possessore inciso.

interno dell'officina

Il valore globale della bottega è la sua maestria, data dalla collaborazione di artigiani che insieme producono legature e prodotti la cui qualità squillante parla da sé. Alla Legatoria Artigiana vive l’unico modo possibile di guardare al passato, senza malinconie e rimpianti: facendolo diventare un pezzo attivo di presente, con la consapevolezza di consegnare al mercato pezzi unici, su cui restano ancorate l’anima e la conoscenza di chi li ha prodotti.