Luna ‘napoletana’: suoni d’amore nella canzone della nostra città!

Naltramusica Luna napoletana
Naltramusica Luna napoletana

La luna ‘napoletana’, che cosa rappresenta nella nostra canzone?! Breve viaggio nel tempo attraverso tre diverse lune, da Luna rossa, passando da La Maschera, fino a Liberato    

Vincenzo De Crescenzo la descrive nella sua Luna Rossa, Roberto Colella, cantante de La Maschera, la ripropone nella Serenata e Liberato, solo ultimamente, ritorna a guardarla in Lucia (stay with me), in cui la luna è testimone di un non-amore.

Significati antichi e moderni

Naltramusica Luna napoletanaVarie sfumature si sovrappongono l’uno sull’altro formando sostrati di tradizione. Nella canzone napoletana, la luna viene nominata di continuo. Essa è il simbolo del mutamento e della ciclicità. Sorveglia sui nostri cambiamenti umorali e diventa la spettatrice per eccellenza durante le ore notturne, dove il sentimento amoroso è vivido e il cuore palpita di più.

La luna, però, racchiude anche la nostra vita onirica. I sogni si avvicinano di più alla realtà e di notte, con quella luce che brilla in alto, sembra che tutto sia più raggiungibile. Essa tempesta i luoghi di Napoli con la sua musicalità, sotto ai balconi del centro storico, per le strade più strette, nel mezzo degli androni dei palazzi. È così che un innamorato scioglie la sua voce.

A Napoli, la serenata è un tributo verso l’amato ma il dialogo è indirizzato a lei, alla luna, unica testimone, che sussurra spesso e volentieri: «Si ‘o vvuó’ sapé, ccá nun ce sta nisciuna».

La ‘Luna’ nei testi…

Luna Rossa

“Luna rossa,

chi mme sarrá sincera?

Luna rossa,

se n’è ghiuta ll’ata sera

senza mme vedé.”

Claudio Villa, Peppino di Capri, Frank Sinatra, Mario Trevi, Renzo Arbore e L’Orchestra italiana… tantissime sono state le interpretazioni di una delle canzoni napoletane più famose: Luna rossa, brano musicale di Vincenzo De Crescenzo che uscì in Italia nel 1950. E mille e più appuntamenti ha avuto l’innamorato, accendendo sigarette e bevendo caffè, ma alla fine è solo questa luna rossa che gli parla dell’amata mentre prega i santi fino a notte fonda e la gente lo caccia, gli urla che è tardi e lui, nel frattempo intestardito, chiama il suo nome.

Naltramusica Luna napoletanaSerenata

E poi la tradizione non si perde, popola il tempo. Lo attraversa. Per questo la luna ritorna a colorare Serenata (ascolta qui), un pezzo de La Maschera pubblicato nel 2017. Le intenzioni dell’amante sono nascoste tra le nuvole, taciute ai più e rivolte solo a chi si affaccerà dalla finestra socchiudendo le persiane e decidendo forse di restare in ascolto.

“È mezzanotte, e c’ù sta bella luna

Nisciuno sape l’intenzione mia

‘A sape sule chi s’add’affaccià

‘A sape sule chi vo’ bbene a me.”

Si alternano poi, al significato d’amore, quella vergogna del rifiuto, quell’incertezza di non essere ‘voluti bene’. È una sensazione che non si scrolla da dosso, resta appiccicata all’attesa pudica: “Ije mo’ nun canto pe tté, canto pe’ n’ata”. Ma sarà davvero così?

Lucia (stay with me)

Una nuova visione… Arriva, in fondo, la rimembranza del passato, quel cambio di scena che non rivede più ’o guaglione in mezzo alla via ma si trasporta, invece, dall’altra parte, incarnandosi nella figura di cui si può sapere solo il nome. Sembra quasi che con questa canzone, uscita nel 2024, si rompa l’incantesimo: Lucia (stay with me) (ascolta qui) di Liberato.

Si aprono spiragli dolorosi quando, a un certo punto, ecco che la verità sale a galla:

“Lu-u-ucia

Nun te piace nisciuno

Lieva a ‘mmiezo ‘st’aniello

Ca faje sulo scemo

A chi guarda ‘sta luna”.

Ancora una volta, fino al volgere dell’alba, è la luna che porta la croce della speranza.

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