‘Mani Sicure’, il disco d’esordio dei maestri del tamburo Emidio Ausiello e Michele Maione

mani sicure
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‘Mani Sicure’, un album di dieci tracce per i due percussionisti partenopei

Tradizione e innovazione questo il binomio molto ben riuscito su cui si muove “Mani Sicure”, prodotto da Soundfly, di due virtuosi-studiosi del tamburo a cornice, Emidio Ausiello e Michele Maione che, seppur appartenendo a generazioni diverse, con il loro “Tammurrianti World Project” sembrano parlare lo stesso linguaggio o meglio sembrano saper mezclare al punto giusto le loro sensibilità ed esperienze.

Mani sicure

E ‘Mani Sicure’, album d’esordio, composto da dieci tracce in chiaroscuro dalle venature elettroniche, per una buona parte inediti scritti e musicati dai due tamburellisti, ne è la prova provata.

Raccontano Ausiello e Maione:

Ci siamo conosciuti diciotto anni fa e nel tempo abbiamo constatato la totale inesistenza di letteratura sullo strumento che da anni studiamo e suoniamo, un po’ anche perché proviene da una cultura contadina antica e le tecniche per impararlo ad usare erano demandate alla trasmissione orale.

Album e libro

I due percussionisti nel 2008 hanno allora ben pensato di raccogliere tutta una serie di ritmiche e tecniche tradizionali dando vita all’opera didattica in dvd “Tammurrianti – vol 1. Metodo pratico per tammorra e tamburello”, accompagnata da un libro la cui prefazione è stata affidata ad Antonio Infantino, asse portante della musica etnica meridionale.

Da questa lunga storia nasce “Mani Sicure”, un disco in cui si vede il sole e la luna, si attraversa il deserto e il mare nostrum, si odono linguaggi antichi e più moderni, si sperimenta l’istinto e la libertà della composizione musicale così come la sentono e la traducono Emidio Ausiello e Michele Maione, senza alcun intellettualismo di sorta.

Il primo approccio è sempre di pancia, ma alla nostra produzione musicale ha anche giovato l’eclettismo artistico in cui viviamo collaborando, ciascuno, con più progetti creativi che ci spingono a ragionare sul ruolo del tamburo nei diversi generi musicali.

mani sicure

Le sonorità di ‘Mani Sicure’

Il risultato di questo metodo si traduce in suoni, intesi anche come parole, che ci avvolgono completamente e ci ‘costringono’ ad intraprendere un vorticoso e irregolare viaggio intorno al mondo al termine del quale gira piacevolmente un po’ la testa, e campeggia un’inspiegabile sensazione di benessere come se quei suoni avessero attraversato i confini del nostro corpo passando per le sue viscere. Ma anche al termine del quale l’antichissimo tamburo a cornice ci ricorda, più di ogni altra cosa, che “tutto il mondo è paese”, quindi, aggiungiamo noi ben volentieri, che non ha alcun senso parlare di confini e differenze in termini di minacciosità.

Brani come “Kanaghis”, “’A Rareca”, “Sole ‘a luntano”, solo per citarne alcuni, sugellano questa tesi. Basta semplicemente ascoltarli ad occhi chiusi.

Musica da vivere

Soprattutto ‘Mani Sicure’ va ascoltato dal vivo perché quello dei “Tammurrianti World Project” non è un concerto tradizionale, iniziando dal fatto che è animato dalla voce e dalla mimica del performer Enzo Esposito: sul palco i quattro artisti (la pattuglia include anche Andrea Esposito al violino elettrico e al mandobird) si accompagnano vicendevolmente e, allo stesso tempo, ognuno di loro ha lo spazio di un solista, con il risultato di uno show decisamente sui generis.

Qual è – secondo gli ideatori – il brano-manifesto di questo album diviso fra gioco, follia ed estrema ricerca?

È molto difficile rispondere a questa domanda perché potremmo citare ‘Tammurrianti’ o ‘Sole ‘a luntano’, così come anche la nostra personale rilettura di Luna Nova di Salvatore Di Giacomo.

Ma forse è più giusto che lo decida il pubblico perché mercoledi 22 giugno alle 20.30 a Mariglianella presso il laboratorio di un gigante della tradizione, ‘Tonino ‘o stocco”, i “Tammurrianti” promettono scintille, anzi, distorsioni a tutto campo.

La copertina del disco è a cura di Alexandr Sheludcko 

Link al singolo estratto: qui.

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