#IoRestoACasaMo, la cover ideata da Maurizio Casagrande fa il giro del web

maurizio casagrande
maurizio casagrande

L’attore e regista napoletano con i più grandi protagonisti dello show business italiano ha messo in piedi una cover di un vecchio successo di Renzo Arbore: il videoclip, pubblicato sulla sua pagina Facebook, è già diventato virale. 

La pandemia ha fermato quasi tutto, l’arte è stata sospesa fin dai primi giorni, teatro, cinema, set, concerti, musei e gallerie, ma gli artisti hanno trovato altri modi per commentare la crisi e anche l’attore e regista Maurizio Casagrande, che ha sospeso il tour teatrale con il suo spettacolo “Mostri a Parte”, in questo periodo di quarantena ha trovato anche un modo divertente e scanzonato per avere un impatto sul suo pubblico attraverso il proprio lavoro. Così è nata  #IoRestoACasaMo, sulle note di Ma la notte no! (1985) sigla della trasmissione Quelli della notte.

«Sorridere è un atto di resistenza» afferma Maurizio Casagrande, che ha unito diversi artisti in una video canzone di straordinaria libertà di espressione divertente e di positività per ricordare che, indipendentemente da quanto le cose peggiorino, torneremo molto più forti, non facendosi influenzare da questi eventi, sia nei pensieri sia nelle azioni. Gli artisti che hanno partecipato sono, in ordine alfabetico: Luca Abete, Paolo Belli, Massimo Boldi, Paolo Conticini, Raul Cremona, Tiziana De Giacomo, Ella Goldmann, Nino Frassica, Massimiliano Gallo, Carmen Giannattasio, Pino Insegno, Simona Izzo, Angelo Pintus, Shalana Santana, Antonio “Stash” Fiodispino, the Jackal: Fabio Balsamo, Ciro Priello, Gianluca Fru e, infine,  Ricky Tognazzi. I musicisti Fabrizio Buongiorno al basso, Giancarlo Ippolito alla batteria, Lorenzo Maffia alle tastiere e Pippo Seno alla chitarra.

«In questo periodo, ho raccolto diverse testimonianze – racconta Maurizio Casagrande – dove potevi toccare con mano la fragilità delle persone, per l’avvilimento della morte di tante persone  e presa dalla paura di questo virus maledetto. Ciò che mi preoccupa, però, è la gente da sola in casa, depressa, abbattuta, debole psicologicamente, angosciata e spaventata. E, quindi, ritengo che, in questo momento, le persone hanno bisogno di un sorriso, il mio grido di speranza è: “Sorridere è un atto di resistenza”. È per resistere che bisogna sorridere. Non è mancanza di rispetto per chi ci ha lasciato e a chi sta male, ma è sorridere per fare forza e dare sollievo a chi, in questo momento, è debole e sconfortato per la grave situazione».

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