giovedì, 12 Dic, 2019 Espresso napoletano

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Minacce al titolare del Lanificio 25: «Non ci arrendiamo, torneremo presto»

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Il Lanificio 25, dal 2006 sede della Carlo Rendano Association, sorge all’interno della della quattrocentesca Insula di Santa Caterina a Formiello e rappresenta il simbolo della rinascita culturale e urbana dell’area di Porta Capuana. Dal suo anno di apertura ospita senza sosta progetti culturali, concerti, mostre e rassegne teatrali, tutte supportate dallo spirito partecipativo del quartiere e dei suoi associati. Negli anni il centro culturale, che negli anni ha dato vita anche all’iniziativa di Made in Cloister, è diventato un vero e proprio riferimento per i cittadini napoletani, attirando associazioni, fondazioni ed artisti che hanno a valorizzare il fascino secolare di questo spazio.

Pochi giorni fa il patron del Lanificio 25 Franco Rendano, stimato chirurgo da sempre impegnato nella scena culturale della città, ha reso noto con un post su Facebook un episodio di minaccia che risale allo scorso ottobre. Una confessione inaspettata, accompagnata dall foto della lettera minatoria ricevuta a ottobre che all’interno custodiva un proiettile.

Lanificio 25 - minacce

Questo il messaggio scritto ai suoi contatti sui social:

«Carissimi amici del Lanificio 25,
pubblico oggi la foto di una missiva anonima e violenta che mi è stata recapitata a casa il 15 ottobre scorso. Il mittente è di fantasia e la minaccia di morte è chiara. Da allora non frequento più il Lanificio 25 e ne ho “mollato” temporaneamente la gestione Ho deciso solo ora di rendere pubblica la gravissima intimidazione perché le forze dell’ordine mi hanno suggerito di non farlo prima per non intralciare le indagini (ringrazio Polizia e Carabinieri).
Dal maggio 2006 al Lanificio 25 abbiamo organizzato oltre mille eventi di ogni genere; musica, teatro, cinema, convegni, dibattiti, presentazione di libri, mostre ed ogni genere di eventi intrattenimento culturale. La passione e l’entusiasmo dei direttori artistici (last but not least il mitico Giuseppe) hanno determinato un crescente interesse per le nostre attività e, fin dall’inizio, un flusso continuo di pubblico trasversale di ogni estrazione ed età ha frequentato il Lanificio 25. Il nostro obiettivo era rendere viva e vitale Porta Capuana; una parte di Napoli ricca di storia e di tradizioni preda di un degrado crescente. Abbiamo lavorato per rendere tutti partecipi del nostro ambizioso e difficile progetto, artisti e pubblico, dando vita ad un magnifico progetto di rigenerazione urbana partecipata.
Questo ha infastidito qualcuno.
Alla mia paura si è aggiunta quella della mia famiglia. Ho ricevuto la minacciosa missiva direttamente a casa e non al Lanificio 25, sede delle attività. Per giunta la busta mi è stata consegnata personalmente dal portiere tornando a casa con la mia compagna che aveva appena partorito nostro figlio e che rimasta terrorizzata ancor più di me. La paura di frequentare quei luoghi si è accentuata dopo l’attentato all’amico Gino Sorbillo che poco tempo fa è stato protagonista di un applaudito spettacolo di show cooking al Lanificio 25 realizzando una magistrale pizza fritta illustrandone da par suo la storia ed i segreti di realizzazione.
Che fare? Abbandonare la presa? No! Non è da noi!
Il Lanificio 25 continuerà a vivere appena riusciremo a sbloccare una vicenda che, in mia assenza, ha causato la chiusura dello spazio. E’ successo durante una allegra festa di beneficenza organizzata da 4 associazioni benefiche, che fanno capo all’Università Federico II, per raccogliere fondi per la lotta contro l’AIDS.
Torneremo presto (spero!).
STAY TUNED!!!»

Letterata per formazione. Giornalista per vocazione. Scrivo di teatro perché è magia e immaginazione, rimedio e cura. Perché quello che accade dietro il sipario mi sembra più vero di quello che c'è fuori.