Una storia che parla dell’amore per la musica non può non nascere nel cuore di Napoli.
Mixed by Erry è un film che racconta una vicenda realmente accaduta nel quartiere Forcella di Napoli, la nascita e lo sviluppo di una tendenza di metà anni ’80 destinata a diventare la base di un impero fatto di videocassette contraffatte. In quel quartiere a Forcella, nascono i primi pirati d’Italia; Enrico, Peppe e Angelo.
L’ideatore di tutto è Enrico, un ragazzo appassionato di musica che desidera fare il DJ, ma a causa della sua timidezza e riservatezza viene spesso tagliato fuori da questo mondo non avendo internazionalità o personalità, come gli viene criticato. E si sa che, quando si viene tagliati fuori dal mondo se ne costruisce uno proprio. Questo è quello che fa Enrico, comincia a compilare delle cassette basate sui gusti musicali della gente fino a dare vita all’etichetta musicale ‘Mixed by Erry’, la prima in Italia. É un film autobiografico intrinseco di elementi fortemente napoletani, eppure sembra varcare l’atmosfera napoletana proiettandosi in una dimensione più internazionale.
Il film di Sydney Sibilla inizia sulle note della canzone I Want You Back dei Jackson Five, immergendo lo spettatore nell’atmosfera della Napoli degli anni ’80.
Questi ragazzi non sembrano appartenere alle strette mura di Forcella ma al dinamismo irrequieto del mondo. Enrico, Peppe e Angelo sono ormai immischiati in affari imprenditoriali con gente importante, ma nel loro modo di gestire gli affari e nel loro modo di pensare è evidente la componente napoletana; infatti, per estendere il mercato offrono lavoro a molta gente del quartiere di Forcella, scampando più volte a pericoli e a denunce per la loro attività illegale. Ma facciamo un passo indietro.
Come può un ragazzo timido come Enrico ad aver dato vita a un impero così ampio? Chiunque lo avrebbe fatto per soldi, mentre lui lo fa per amore della musica, nonostante il denaro accumulato, ciò che lui desidera dall’inizio e alla fine del film è essere un DJ, rallegrare la gente con la musica. E anche quando si trova al capolinea, minacciato, in trappola, sul punto di arresto, lui non vuole cessare la sua attività, nonostante abbia una quantità di denaro sufficiente per poter vivere il restante della sua vita. È proprio il forte amore di Enrico per la musica mi ha fatto balenare in testa l’amore di Fabietto -personaggio del film È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino – per il cinema.
Tra i due personaggi ci sono delle affinità che si possono cogliere: il timore di non farcela per l’ambiente da cui si proviene, il carattere introverso che sembra essere inadeguato e non conforme all’ambito lavorativo in cui ci si vuole inserire. Ma è proprio da questa unicità e particolarità che alla fine, i nostri personaggi riescono a trionfare in un mondo che sembra enorme se paragonato a quegli stretti quartieri di Napoli. E Infatti, quelle di Napoli, sono strade strette che portano sempre a strade grandi percorse da uomini di tutto il mondo.


