mercoledì, 11 Dic, 2019 Espresso napoletano

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Mostra Internazionale del Presepe a Napoli

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È stata inaugurata la Mostra Internazionale del Presepe, esposta nella Chiesa di Sant’Angelo a Segno, in via dei Tribunali 45, aperta al pubblico fino 14 gennaio 2020. Al taglio del nastro, Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, il magistrato Catello Maresca, l’imprenditore ed editore Rosario Bianco e gli artisti Peppe Barra e Lello Esposito.

Il presepe racconta una storia antica, ma sempre nuova. Traduce in scena valori di una religiosità profonda e intensa. Accoglie tutti: dagli angeli agli animali, dai ricchi ai poveri, dal popolo napoletano agli stranieri. Il presepe a Napoli è cultura, è tradizione, è arte, ma è soprattutto spiritualità. Un rituale imprescindibile che, non solo a Natale, ci invita alla contemplazione e alla riflessione, e lo fa attraverso l’ingegno e le mani dei più sapienti artigiani partenopei.

“Esporre i presepi vuol dire richiamare, rinnovare, quella tradizione che è ricca di umanità e spiritualità – dichiara Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe –. Rappresenta il mistero principale della fede, ma, nello stesso tempo, è anche la concreta raffigurazione della vita di tutti i giorni. E in questo i napoletani sono stati e continuano a essere maestri: inseriscono questo mistero fondamentale nella quotidianità, coinvolgendo tutti. Nessuno escluso. Nessuno escluso dal presepe. Ci sono il lavandaio, il venditore di frutta, di carne, di pesce. Nessuno escluso dalla centralità di questo mistero che è Cristo. Sarebbe un grosso peccato, soprattutto culturale, dimenticare questo messaggio e sostituirlo con gli alberi, che non parlano, non sentono, non agiscono. Il presepe è una cosa vivente: parla al cuore dei credenti e dei non credenti”.

La Mostra Internazionale del Presepe, allestita dall’architetto Martina Cicatiello, rientra nel più ampio progetto “Il Presepe napoletano come strumento di evangelizzazione”, proposto da Rosario Bianco e Catello Maresca, con l’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni e l’Associazione PartenArt. Il progetto, che muove i passi dalla consapevolezza del ruolo che il presepe napoletano riveste nel patrimonio culturale e spirituale della città, vede tra i suoi maggiori ispiratori e promotori Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, ed è patrocinato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e dall’Arcidiocesi di Napoli.

“Dovremmo recuperare il tema di questo progetto che Catello Maresca e io stiamo portando avanti – dichiara Rosario Bianco –. Innanzitutto bisogna recuperare il valore della famiglia. Abbiamo bisogno di tanta famiglia, in questo momento. Quello del presepe è soprattutto un richiamo al senso della famiglia. È su questo che dovremmo soffermarci, come tema sia di cristianità, sia di fondamenta del bene familiare. Un bene così prezioso che consentirebbe a noi di stare meglio e ai nostri figli di crescere meglio. Poi, dopo, viene il resto”.

Il percorso espositivo è composto da 21 pezzi: alcuni provenienti dalle preziose collezioni private di Peppe Barra, Rosario Bianco, Catello Maresca, Lorenzo Mazzeo, altri realizzati dai più grandi maestri presepisti partenopei, come Antonio Cantone, Alfredo Molli e i fratelli Sinno e altri ancora appartenenti alla Fundación Díaz Caballero del Museo Internacional de Arte Belenista di Mollina (Málaga) e al Museo Salzillo di Murcia, custodi dell’arte presepiale nel mondo.

“Abbiamo cercato di ispirare l’esposizione e il congresso anche alla tradizione napoletana – racconta Catello Maresca –. La tradizione napoletana del Presepe nasce nel 1700 ed è stata seguita, per un periodo importante, fino a 50 anni fa, da un Congresso, che, ogni anno, si celebrava nella città di Napoli e che dava conto proprio di questa origine artistica, legata a scultori famosi. Il più grande modellatore di statuine del presepe era Giuseppe Sanmartino, noto per il Cristo Velato, uno dei monumenti più apprezzati della città. Quindi, puntiamo al recupero di questa tradizione, anche nella scia della nostra cultura e nella valorizzazione delle cose belle di Napoli. Quando, poi, si riesce ad abbinare l’intervento sociale, con i ragazzi dell’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni che saranno impegnati nell’accompagnamento alla visita dell’esposizione, nella custodia e nella vigilanza della mostra, credo che Rosario Bianco, io e tutti gli amici che ci sostengono, siamo sulla strada giusta”.

Il progetto culminerà in un Convegno Internazionale sul Presepe, che si terrà il 10 gennaio 2020 presso l’Auditorium multimediale della Curia Arcivescovile (in Largo Donnaregina, 22), ponendosi come importante momento di approfondimento e di confronto tra i maggiori esperti del presepe a Napoli e nel mondo, a cinquant’anni dall’ultimo congresso sull’argomento.

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