Il 23 novembre del 1980. Una data conosciuta ai più, indelebile nella memoria di chi l’ha vissuta, ma anche di chi ne ha solo sentito i racconti. Alle ore 19.34 l’Irpinia e la Basilicata sono colpite da un devastante terremoto che causerà migliaia di morti e incalcolabili danni a strutture ed edifici. Con l’Italia completamente mobilitata, anche la scena culturale del Paese si muove per intercettare e cristallizzare nel tempo un momento così drammaticamente catastrofico. In particolare, il gallerista Lucio Amelio decide di coinvolgere i più grandi artisti contemporanei per interpretare la tragedia del terremoto in maniera personale: nasce la mostra Terrae Motus.
Chi è Lucio Amelio
Nato a Napoli nel 1931, Lucio Amelio è stato tra gli indiscussi protagonisti dell’arte internazionale tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. Nel 1969 inaugura in Piazza dei Martiri la galleria d’arte che porterà il suo nome e che ospiterà, nel corso degli anni, opere di artisti del calibro di Keith Haring, Mario Merz, Mimmo Paladino e Robert Rauschenberg. È grazie a lui che Andy Warhol arriva per la prima volta a Napoli e che, nel 1980, incontra l’artista Joseph Beuys con cui realizza la mostra Beuys by Warhol. Nel 1988, invece, Amelio è tra i co-fondatori della galleria d’arte contemporanea Gallerie Pièce Unique di Parigi, attiva ancora oggi.
Nella sua vita è stato anche attore, recitando in vari film della regista Lina Wertmuller e nel film Morte di un matematico napoletano di Mario Martone.
Terrae Motus

Ovviamente colpito dalla tragedia che si era abbattuta sull’Irpina, Amelio fa appello ai più importanti artisti dell’epoca per dare vita ad una mostra che abbia come tema l’avvenimento. Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Miquel Barceló, Mimmo Paladino, Gilbert & George, Enzo Cucchi sono solo alcuni dei grandi nomi che prendono parte alla collezione che coinvolge in totale 66 artisti internazionali.
Molto impattante, tra le varie, l’opera di Andy Warhol, che riprende l’iconica prima pagina del quotidiano Il Mattino con il titolo “Fate Presto” restituendola in scala di grigi.

Presentata per la prima volta nel 1984 a Villa Campolieto (Ercolano), viene poi portata al Grand Palais di Parigi. Oggi è esposta in maniera permanente alla Reggia di Caserta.


