Napoli Esoterica: la storia di Eusapia Palladino

Bari, Napoli, Milano, New York e Parigi: Eusapia Palladino è stata la medium che ha convinto dei suoi poteri medianici il maggior numero di scienziati e filosofi tra fine ‘800 e inizio ‘900.

A Napoli la morte è l’altra faccia della vita: non la si caccia, la si accoglie, ci si allea per non separarsi definitivamente da chi è stato amato in vita. Barese di origine, napoletana di adozione, Eusapia Palladino ha sconvolto le convinzioni scientifiche di grandi menti, quali Pierre e Marie Curie, facendo sì che i due non si lasciassero nemmeno dopo la morte.

Eusapia nacque a Bari nel 1854, figlia di Michele e Irene, la cui morte prematura, avrà probabilmente scaturito in lei il desiderio di restare in contatto con l’altra dimensione, frutto di un caso secondo alcuni.

Raggiunse Napoli a solo 12 anni, e qui guadagnava pochi spicci come bambinaia, ma il destino aveva in serbo ben altro per lei. Fu infatti quasi per gioco che la giovane donna si trovò a partecipare ad una seduta spiritica a casa di un’anziana donna. Nessuno, inclusa Eusapia, era a conoscenza delle sue “doti”, ma da quel giorno del lontano 1874, fu accolta dall’ambiente esoterico napoletano e divenne spunto di ricerche che misero in crisi la scienza di quegli anni.

L’incontro decisivo avvenne qualche anno dopo, quando Ercole Chiaia, medico napoletano appassionato e studioso di scienze occulte, decise di coinvolgere Cesare Lombroso per “osservare un sigolarissimo caso di una donnicciola di infima classe”. Lombroso decise di studiare diverse volte il caso, ma, se da uomo di scienza fu inizialmente scettico ed attribuì il tutto a degli squilibri neo psichiatrici, fu presto costretto ad arrendersi ai poteri magici di Eusapia e ne divenne il primo sostenitore.

Fu così che ebbe inizio il lungo viaggio della medium in Italia e nel mondo. Nell’autunno del 1892 a Milano i “fenomeni eusapiani” furono studiati da una commissione in diciassette sedute, e il risultato spaccò in due l’opinione pubblica. Era infatti impensabile, in anni in cui la scienza progrediva più che mai, accettare che fosse possibile restare in contatto col regno dei morti…Eppure, chi ha assistito alle sedute e agli esperimenti ha raccontato di aver visto oggetti scomparire e ricomparire altrove, o addirittura comparire volti di persone scomparse sulle pareti.

Negli anni successivi, la fama della Palladino si diffuse in tutta Europa, e molte delle menti più eccellenti dell’epoca le hanno dedicato diversi studi scientifici: dallo psichiatra tedesco Albert von Schrenck-Notzing, al francese Albert De Rochas, celebre per le sue ricerche sulle basi scientifiche dei fenomeni paranormali, fino a Pierre e Marie Curie.

Sia Pierre che Marie hanno assistito a diverse sedute di Eusapia, ma solo il Sig. Curie non ha mai dubitato della veridicità di quanto visto, e addirittura pochi giorni prima della sua scomparsa nel 1906, scrisse all’amico fisico Georges Gouy che «non era più possibile negare l’esistenza di un intero dominio di fatti e stati fisici completamente nuovi nello spazio di cui non abbiamo alcuna concezione.»

Fu dopo la morte del marito invece che Marie sembrò convincersi dell’esistenza dei poteri di Eusapia, e dopo il suo funerale scrisse nel suo diario «ho appoggiato la testa contro la bara e con grande angoscia ti ho parlato… Ti ho detto che ti amavo e che ti ho sempre amato con tutto il mio cuore.» E poi accadde qualcosa di strano «mi è sembrato che dal freddo contatto della mia fronte con la bara sia venuto fuori qualcosa» scrive Marie «come un’intuizione che avrei trovato ancora il coraggio di vivere»; e continua «era solo un’illusione, o si trattava di un accumulo di energie proveniente da te?»

Davvero Eusapia era capace di parlare con i morti e trasmettere addirittura le sue energie per restare in contatto con i propri cari?

L’ultima tappa del percorso fu la Federico II al Corso Umberto, dove il beffardo destino le consentì di riunire menti brillanti per un ultimo incontro con gli spiriti…dopo il quale Eusapia fu etichettata come prestigiatrice e truffatrice.

Anima infelice e irrequieta, morì il 16 maggio 1918 nella paradossale solitudine del Borgo di Sant’Antonio, ma c’è chi ancora oggi giura di poter sentire una donna piangere nei seminterrati dell’Università. Che sia Eusapia, una donna di scienza come Marie Curie, o qualsiasi altra donna che cerca di comunicarci che il legame con l’altro mondo esiste non lo sapremo mai.

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