NapoliLAB – Intervista a Davide Dioguardi di Fridays For Future

Fridays For Future, un movimento di giovani per ridisegnare il futuro. Abbiamo parlato con Davide Dioguardi, giovane attivista napoletano di Fridays For Future e portavoce nazionale del movimento.

Fridays For Future (i ‘Venerdì per il futuro’, ndr) è una realtà che prende il via cinque anni fa dagli ‘scioperi scolastici per il clima’ di Greta Thunberg, studentessa quindicenne di Stoccolma, che aveva intenzione di sensibilizzare il Governo svedese rispetto agli obblighi climatici assunti con gli accordi di Parigi. Quella iniziativa individuale, che si è a lungo ripetuta ogni venerdì della settimana, è stata d’ispirazione per la nascita del movimento internazionale spontaneo e pacifico attualmente esistente.

Davide Dioguardi ha 24 anni ed è studente di scienze politiche e relazioni internazionali all’Orientale di Napoli, giornalista collaboratore presso il Magazine Informare. Già attivista in passato per la ‘terra dei fuochi’ con la rete Stop Biocidio, attualmente fa parte di Fridays For Future ed è uno degli otto portavoce nazionali del movimento.

Davide Dioguardi, portavoce nazionale di Fridays for Future

Che cos’è Fridays For Future

Fridays For Future – ci dice Davide Dioguardi – è un movimento impegnato principalmente sui temi della giustizia climatica e quindi della ‘crisi’ climatica che oggi sperimentiamo. Ma essere presenti su questa situazione significa occuparsi anche dell’insieme delle scelte legate a risorse, trasporti, lavoro e sanità. Priorità queste che peraltro sono contenute nel Pnrr e che dunque ci riguardano tutti da vicino. La crisi climatica inoltre presenta il suo conto in modo profondamente asimmetrico nel mondo. Noi europei viviamo un vero e proprio privilegio di classe. E gli attivisti provenienti da Asia, Sudamerica e Africa ci hanno documentato molto bene quanto sono drammatiche le conseguenze degli sconvolgmenti climatici nei cosiddetti paesi ‘Mapa’ (Most Affected People and Areas, ndr), dove la siccità, le esondazioni e i fenomeni estremi già oggi condizionano quotidianamente la vita di milioni di persone”.

Fridays For Future e i giovani

La mia generazione avverte molto quella che è stata definita ‘eco-ansia’ – continua Dioguardi -. Un misto fra disagio, frustrazione e, paradossalmente, senso di colpa per ciò che non si riesce a cambiare. Ma si tratta in realtà di un’impellenza, che a sua volta deriva da una profonda presa di consapevolezza. Rispetto al 2019 però, quando milioni di giovani ancora disorientati aspettavano uno schiocco di dita da parte di Greta Thunberg per mobilitarsi, noi del movimento FfF nel frattempo siamo decisamente cresciuti sia in numero che in organizzazione, e abbiamo definito un’identità più precisa che in parte è anche diventata ‘eco-rabbia’, energia propulsiva che ci ha spinto ad agire concretamente. Prova ne sia la manifestazione del 6 ottobre, proprio qui a Napoli, che ha inaugurato la stagione delle iniziative ed è andata meglio di come ci aspettavamo. I giovani, anche quelli delle scuole, hanno partecipato in tantissimi. Temi fondamentali per questi appuntamenti rimangono sempre la transizione ecologica e il Pnrr, rispetto ai quali abbiamo formulato una precisa proposta contenuta nella nostra ‘Agenda Climatica’”.

La conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Dubai, Cop28

Questi appuntamenti oramai non sono più credibili – aggiunge il portavoce di FfF -. La stessa Greta Thumberg si è, diciamo così, ‘rotta le scatole’, e aveva anticipato che non sarebbe stata presente a Dubai per Cop28, dopo che gli ultimi incontri si erano rivelati del tutto infruttuosi, con plateali ammissioni di incapacità da parte degli esponenti internazionali a risolvere le questioni in ballo. Inoltre è risaputo che queste conferenze sono sponsorizzate anche dalle stesse aziende internazionali che inquinano, distruggono ecosistemi o sono indagate per gravi episodi di corruzione”.

Locandina per la manifestazione del 6 ottobre a Napoli

Le nostre idee, da comunicare a tutti

L’hashtag con cui abbiamo lanciato l’attuale stagione di mobilitazioni – conclude Davide Dioguardi – è #ResistenzaClimatica, in esplicita contestazione nei confronti del nostro governo e delle componenti che cercano di ostacolare la giusta transizione ecologica. Qualcuno infatti vorrebbe far credere che ‘il clima’ sia una tematica ugualmente prioritaria per tutti i soggetti politici e sociali. Ma oramai è ampiamente documentato il disinteresse totale di alcuni ambienti, così come, al contrario, l’impegno militante e di lunga data da parte di altri. Noi insomma rivendichiamo con chiarezza il nostro ruolo e abbiamo idee ben precise. Per questa ragione dovremo anche imparare a comunicarle meglio all’esterno. Dovremo essere, per così dire, più ‘umili’ e usare linguaggi maggiormente accessibili, anche sulle piattaforme, per favorire la partecipazione diffusa e allargare il dibattito sulle tematiche più urgenti concrete per tutti noi”.

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