mercoledì, 21 Ott, 2020 Espresso napoletano

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Nicca Iovinella presenta “Ancient freedom”.

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Nicca Iovinella, presso la sala 34 del Museo Nazionale di Napoli (MANN), dal 2 marzo al 3 aprile 2017, presenta “Ancient freedom”.

Dopo due anni dal lavoro I am,  realizzato nel 2015 presso il parco dei Camaldoli, Nicca Iovinella  si ripropone di esplora più nel profondo il percorso già tracciato e la strada già seguita con maggiore maturità e consapevolezza.

Grazie al direttore Paolo Giulierini e alla dottoressa Ornella Falco, che hanno creduto nel progetto, è stato possibile alimentare il lavoro dell’artista partenopea con l’energia che risiede nelle sale e nelle opere dello splendido e prestigioso Museo Archeologico Nazionale e grazie anche al supporto dal dottor Marco de Gemmis e dalla dottoressa Lucia Emilio, il progetto ha preso forma fino a potersi modellare ad hoc sull’ambiente che lo ospita.

Con Ancient freedom, lavoro che porta la curatela di Adriana Rispoli, Iovinella, si interfaccia con il pubblico direttamente nel momento della performance mentre la proiezione di I am sullo sfondo ricorda e collega un tempo e un luogo passato con un presente in divenire.

Una duplice visione per una duplice chiave di lettura: vita e morte, passato e presente, realtà e proiezione. Forti contrasti definiscono l’installazione e la performance: leggerezza delle ali e pesantezza del corpo, fragilità del ramo e spessore della corda. Gli elementi fisici dei rami e dei cappi, che fanno da collante visivo tra le due performance, accompagnano l’artista nella sua evoluzione, nel mettersi in gioco creando un rapporto diretto con lo spettatore.

La corda “alata” sotto la quale, in I am, l’artista lasciava un segno del suo passaggio depositando delle gambe in terracotta, diventa in Ancient freedom un momento di arricchimento in cui la tuta bianca di Iovinella diventa palcoscenico per lo scorrere di immagini di opere scultoree custodite nelle sale del museo nel tentativo di mitizzare il suo lavoro, utilizzando un linguaggio contemporaneo.

Le mura della sala, nella quale l’artista ha ricreato un mondo panìco, dividono la realtà quotidiana dalla “finzione” artistica, questo locus amoenus diviene scenario di un incontro tra donne, oltre il limite del tempo, concretizzandosi in una fusione nella quale Iovinella pone la sua figura dietro il profilo di antiche statue identificandosi con queste donne, annullandosi e dedicando ampio spazio alla loro immagine.

L’artista è, al contempo, oggetto e soggetto dell’opera: lasciandole visibili, rende quelle donne protagoniste, ma si immedesima in quei modelli di emancipazione, usufruendo dei loro corpi, mescolando passato e presente, vittorie antiche e conquiste moderne.

A testimonianza del Progetto, realizzato da Nicca Iovinella e dalla sua assistente Federica Palmer, verrà creato, con il supporto tecnico del centro studi ILAS, un catalogo che racchiuderà l’intero lavoro svolto nell’arco di questi due anni.

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