martedì, 22 Set, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

“Noi di qua, voi di là”, il finissage della mostra di Ferruccio Orioli

0

Venerdì 15 febbraio, alle ore 18, si svolgerà presso Fiorillo Arte (Riviera di Chiaia, 23) il finissage della mostra “Noi di qua, voi di là” di Ferruccio Orioli. La selezione è costituita da appunti per immagini, raccolti durante ricerche e peregrinazioni sul tema delle barriere che separano i popoli. La mostra, curata da Brunella Velardi, comprende opere di grande formato, serie e installazioni, realizzate tra il 2013 e il 2018 ed esposte per la prima volta, che restituiscono un’analisi lucida e amara sugli strumenti di delimitazione dei territori.

È a partire da muri, reti, fili spinati che si sviluppa l’indagine di Orioli, mai assuefatto alle contraddizioni che affollano la nostra quotidianità. Attraverso le lievi velature dell’acquarello con cui riprende le cromie di paesaggi sublimi e sconfinati, spezzati da una linea scura e decisa che interrompe l’idillio della natura, l’artista ci ricorda che il confine è il mezzo con cui l’uomo afferma la sua identità, e che in un mondo complesso e interconnesso la strada più semplice per definire se stesso continua ad essere nella dichiarazione di ciò che non è. Così, se il presupposto per essere nel mondo deriva da un principio di negazione che accomuna tutti, da Israele all’Iraq e fino al nostro Mediterraneo, violenze e conflitti divengono ineluttabili.

Parte del ricavato della mostra sarà devoluto all’UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Ferruccio Orioli

Ferruccio Orioli, veneziano, architetto, ha lavorato dopo la laurea in Basilicata – a Tricarico e a Matera – e poi a Roma occupandosi di pianificazione urbanistica e di opere pubbliche. Il suo rapporto con Napoli inizia nel 1982 come consulente del Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post terremoto. Da Roma si trasferisce definitivamente a Napoli dove lavora anche per committenti privati, in particolare l’albergo Vesuvio, dove ha realizzato, in collaborazione con Gianmarco Biele, una interpretazione in gres porcellanato del vulcano dal cui interno spunta un ulivo. Da sempre utilizza la tecnica dell’acquarello applicandola a vari formati: da quello piccolo dei carnet 21×13 a un formato standard di 70×50 con il quale compone immagini di varie dimensioni. Tra queste una visione di Napoli, dall’interno della città verso il mare, da Posillipo al porto, lunga circa 27 metri e alta 4, in procinto di essere installata all’ingresso della nuova Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II a San Giovanni a Teduccio.

Letterata per formazione. Giornalista per vocazione. Scrivo di teatro perché è magia e immaginazione, rimedio e cura. Perché quello che accade dietro il sipario mi sembra più vero di quello che c'è fuori.