sabato, 26 Set, 2020 Espresso napoletano

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Nonna Antonietta, novant’anni e diecimila mascherine cucite per aiutare gli altri

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Giugliano è terra di lavoro e di persone per bene. Tra queste, c’è la signora Antonietta. Sorriso, un viso bellissimo e la tempra di un’altra epoca. Nonna Antonietta, da quando è iniziata la pandemia, ha cucito oltre diecimila mascherine, senza fermarsi un attimo. Tutto è iniziato quando la figlia Nunzia, uscendo a fare la spesa, vedeva che molti negozianti non avevano le mascherine, mentre chi le vendeva aveva dei prezzi esorbitanti.

Da qui è nata l’idea di fare mascherine gratis per chi ne aveva bisogno. Nunzia racconta: “Ho preso un po’ d’informazioni su come farle e, poiché possedevo del tessuto idrorepellente, che in fin dei conti non sarebbe altro che la copertura dei divani, ho deciso si mettere questo all’esterno e puro cotone all’interno”. Così Nunzia e la signora Antonietta, con un po’ di TNT, lenzuola, spilli e cotone, hanno iniziato a produrre mascherine gratis per chi ne aveva bisogno.

La nipote Marianna documenta tutto su Facebook e prende gli ordini delle mascherine tramite messaggi sui social o cellulare. Poi, quando sono pronte, vengono a prendersele. C’è chi ha offerto soldi ma loro hanno rifiutato, cercano solo tessuti e volontari per distribuire le mascherine. “Prendo le richieste telefonicamente – spiega Nunzia – Molti tra quelli che chiamano sono infermieri, case di riposo, case di cura”. Vengono consegnate da lei oppure da persone di fiducia, e sono tanti i destinatari che le richiedono: cittadini di tutta Italia, volontari, ma anche medici e infermieri degli ospedali. Di recente, una fornitura di mascherine è stata recapitata direttamente al personale sanitario dell’Ospedale di Giugliano.

Nonna Antonietta lavora da mattina a sera, instancabile: “Lo faccio perché mi piace lavorare e perché non tutti possono permettersi di comprare le mascherine. Mi dispiace tanto questo modo di pensare, io non sono stata mai così. Quando ero giovane, ho sempre aiutato gli altri, anche in tempo di guerra. Mio padre perse il lavoro e io mi misi a lavorare per aiutare le mie sorelline. Eravamo sei. So cosa significa non avere niente”. Nonna Antonietta racconta che a sette anni ha imparato a cucire, a quindici ha comprato la macchina che usa tuttora. Ha cucito tutta la vita per mantenere i suoi tre figli, essendo rimasta vedova alla giovanissima età di ventisei anni. “Le abbiamo date agli ospedali, agli infermieri, a chi ne ha bisogno. Ho cucito da mattina a sera. Mi aiuta mia figlia e qualche amica. Lavoro con piacere. Con la speranza che finirà questo. Mi dispiace che tante persone stanno morendo”. Di recente, la signora Antonietta è arrivata alla cifra record di diecimila mascherine, ma il suo lavoro non si fermerà qui. La nipote Marianna fa un appello sui social: “Oggi siamo arrivati a più di settecento mascherine consegnate. Continuo a rinnovare la richiesta di materiale TNT, tessuto idrorepellente, lenzuola di cotone ed anche cotone e spilli. Dato il bisogno costante di mascherine, nonostante le scorte della nonna, il materiale è quasi esaurito. Abbiamo paura che prima o poi tutte le scorte finiranno”. Marianna ribadisce che le mascherine resteranno sempre gratuite, per tutti.

Chi può, aiuti Nonna Antonietta che, alla sua veneranda età, in quest’epoca così incerta, ci ha dato una lezione di vita difficile da dimenticare.

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.