‘Nun v’annammuràte’, il nuovo album dei Suonno d’ajere

Suonno d'Ajere
Suonno d'Ajere
I Suonno d'Ajere in concerto - Foto di anna.abet

Suonno d'AjereTradizione e contemporaneità nel secondo album dei Suonno d’Ajere, ‘Nun v’annammuràte’ 

Presentato ad aprile nel gremito ed entusiasta Teatro della Canzone Napoletana (il Trianon Viviani), Nun v’annammuràte, il secondo disco del giovane trio Suonno d’Ajere, uscito su etichetta Italian World Beat, è un viaggio irriverente, tormentato e brioso nei meandri della canzone napoletana che, partendo dagli anni Venti e arrivando ai Cinquanta, ci conduce alla scoperta di piccole e antiche perle a cui la voce sensuale e potente di Irene Scarpato, impreziosita dai plettri di Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandola, mandoloncello, cori) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra acustica, cori), restituiscono nuova linfa vitale.

La rivitalizzazione dell’antico

Nove tracce del passato, più una inedita, scritta dal giovane trio e intitolata ‘Fotografia’, che sono come preziosi quadri conservati nei depositi del Mann o degli Uffizi: opere meravigliose e poco conosciute ai più, ma che una volta rimesse a lucido rivelano tutta la loro sorprendente bellezza facendoci arrossire per la nostra ignoranza. In questo caso, i Suonno d’Ajere grazie alle corde di Smigliante e Libeccio hanno rivitalizzato le canzoni ‘stipate’ del secolo scorso dando spazio ad arrangiamenti (anche) dalle venature jazz e blues dentro i quali la voce di Irene Scarpato, presenza vocale e fisica, ha soffiato ulteriore vita. Soprattutto, lo hanno fatto con eleganza e rispetto dimostrandoci come la tradizione sia cosa viva e vivente. 

Il tema

Nell’album dei Suonno d’Ajere è centrale il tema dell’amore declinato in tutte le sue forme. C’è quello venduto sul ciglio di una strada o in una casa di appuntamenti come in ‘Munno Cane’, da cui è tratto il titolo del disco, che richiama la triste storia della Filumena Marturano costretta ad offrire il proprio corpo per soldi ma che vorrebbe «scetà ‘o core pe’ na mezz’ora». E poi c’è l’amore ‘busciardo’, a cui la voce profonda e carnale di Raiz regala una specie di dolce tormento o ancora come ‘A Gelusia, l’amore drammatico.

Ma c’è spazio anche per l’ironia e la macchietta con ‘Il Vesuvio a Parigi’ che, abbellito dalla partecipazione delle Sorelle Marinetti, racconta l’amore tra una parigina e un napoletano, e con ‘E ggioche ‘e prestiggio’: «perciò nce l’ho detto a mia moglie, piccere’, tu cu me nun scherza’, quacche vota m’a filo, m’a squaglio, sparisce Scamorza e fernisce e mangia’», che tanto richiama alla mente quei personaggi di Eduardo Scarpetta in perenne equilibrio precario sulla miseria. Naturalmente non può mancare l’amore per Napoli che prende forma in un brioso swing dal titolo ‘Mparame ‘a via d’ ‘a casa mia’ al cui ascolto ci ritroviamo a portare il ritmo senza nemmeno accorgercene.

Ascolta il brano ‘Ammore Busciardo’ (special guest Raiz)
https://music.youtube.com/watch?v=qI8pwJARDlk

Il nome del trio, un omaggio a Pino Daniele

Il trio nasce nel 2016 con l’idea ben precisa di studiare con rigore i classici napoletani, stando molto attenti alla lingua, e di riproporli con un approccio più contemporaneo ma del tutto ossequioso della tradizione. In poco tempo, i Suonno d’Ajere, che traggono il loro nome dall’omonimo brano di Pino Daniele (presente nell’album ‘Terra mia’ del 1977), si avviano rapidamente verso esperienze artistiche di spicco ed incontrano il favore del noto musicologo Pasquale Scialò. Nel 2019 vincono il premio Bianca D’Aponte International e vari altri, iniziando a portare le loro canzoni in giro per l’Italia e non solo. Nel 2021 esce su etichetta Italian World Beat il primo album, ‘Suspiro’, e il trio intensifica le esibizioni candidandosi a diventare ambasciatore della canzone classica napoletana nel mondo. Il 2022 lo vede, infatti, al Lincoln Center di New York, al SunFest di London (Ontario – Canada), all’Eargail Festival di Letterkenny in Irlanda e al WOMEX di Lisbona, solo per citare alcune tra le numerose presenze. E ancora, nel 2023, i Suonno d’ajere si esibiscono in Slovenia, Germania, Belgio, Spagna, e poi nel mondo, con date in Tunisia, Giordania, Capo Verde, Corea del Sud e India (cantando al Jodhpur Riff Festival, unici artisti italiani finora esibitisi al celebre festival patrocinato Mick Jagger).

(foto anna.abet)

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