martedì, 19 Ott, 2021 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Nuove tecnologie digitali alla Brau della Federico II

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Certamente quando, dopo anni di studio e di organizzazione, a fine gennaio 2009, si è inaugurata la BRAU – Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica – dell’Università Federico II, le sue sale e il suo vastissimo patrimonio librario secolare, quasi esseri umani per quanto affiancano studiosi di ogni età, non avrebbero mai immaginato di assistere non soltanto alla digitalizzazione, in atto già allora, ma di sperimentare la possibilità di poter usufruire di un prototipo di occhiali “smart” per la fruizione del patrimonio culturale. E se Sepulveda e Petrini in “Una piccola idea di felicità”, hanno appena elogiato la “lentezza”, nulla è contraddittorio. Infatti è sufficiente che il Tempo di oggi conviva con quello di ieri senza iato e con grande rispetto. E, poi, non è detto che Smart o App che siano non possano essere anche sinonimo di “lentezza”. Certo, produttiva e di nuovo “tipo”.

Oltre agli occhiali “smart”, ecco la festa, alla Brau, che presenta una App per smartphone come Guida turistica Elettronica personalizzata ai visitatori del Centro antico. Proprio a cominciare dalla Biblioteca sita nel complesso di Sant’Aniello a Caponapoli, piazza Bellini, cuore e partenza di ogni possibilità di scoprire tutti i tesori di Napoli antica. Sono, questi, i fiori all’occhiello di “Napoli, smart cities e social innovation”, tema dell’evento con cui si presenta alla città, il progetto OR.CHE.S.T.R.A., acronimo di “Organization of culture heritage for smart tourism and real time accessibilità”.

Finanziato dal MIUR, Ministero università e ricerca scientifica, il progetto è finalizzato a sviluppare nuove soluzioni per una fruizione sempre più completa del nostro patrimonio culturale, dal territorio alle opere d’arte; dalle tradizioni alle identità culturali, sino alle bellezze e unicità di ogni tipo.

cartellone miur

E se fino a…”ieri” si parlava di libri, arte, luoghi, “toccati” e vissuti “de visu”, oggi il patrimonio materiale ed immateriale, diffuso e unito lungo due infinite parallele, “s’interseca in due culture, digitale ed umanistica, per raggiungere un mix di grande interesse”, sottolinea il Presidente del CNR, Luigi Nicolais. E tutto assume le nuove sembianze de “L’isola che c’è”.

Infatti, come si poteva…”ammettere” che la Napoli del sottosuolo potesse “sposare” il futuro? Eppure sì, basta crederci e non sentirsi spocchioso verso una cultura che è già il domani.

Ripetiamo, tenendo l’equilibrio ben fermo sulla Storia.

Insomma, “un grande valore aggiunto”, come dice Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II dal 1° Novembre prossimo.

Gaetano Manfredi

Partner di “Orchestra” – responsabile scientifico del Progetto, il docente “federiciano” Stefano Consiglio, economista – sono, Università degli Studi Federico II, CNR, IBM, la Lauro, le Autostrade Tech. Il tutto per “mettere a sistema tutte le parti che partecipano a realizzazione e mantenimento di una piattaforma tecnologica – sono parole di Consiglio – finalizzata alla valorizzazione dei Beni culturali nel loro insieme”.

Insieme talmente sfaccettato da far emergere due interventi prettamente “umanistici”, eppure proiettati nel futuro, quelli dei Proff.- di atenei napoletani -: Isabella Valente, Storia dell’Arte contemporanea alla Federico II, e Marino Niola, sociologo, Università degli studi Suor Orsola Benincasa.

Suor Orsola Benincasa

Incontri che si ripeteranno, specialmente durante il periodo estivo, per coinvolgere il mondo intero che, certo, sarà strabiliato nell’ascoltare le “Improvvisazioni musicali”, lungo il Centro Antico, della Classe di Musica d’Insieme del Conservatorio S.Pietro a Majella, anch’esso sosta d’autore del luogo. E, anch’esso, aperto ad ogni tipo di sperimentazione che unisca il sapere.

Tutto si tiene.