“‘O cappiell ‘e Pulecenella” per il Carnevale napoletano

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A Napoli l’offerta gastronomica dei locali – soprattutto quelli ubicati nel centro storico – è quasi sempre inversamente proporzionale alla grandezza degli stessi: posti piccolissimi, equivalenti a poco più di una comune stanza, sono dei veri e propri laboratori del gusto ove menti creative sono continuamente a lavoro e “sfornano” (nel vero senso del termine) decine di idee che – opportunamente combinate – vengono concretizzate in centinaia di prodotti golosi.

alessandro borella

“Bell e Kavr” è uno di questi: questo piccolo universo del gusto, sito a via Portamedina 7, salta subito all’occhio per il colore verde acceso del logo dell’insegna, poi ripreso anche nelle finiture dell’ingresso. Subito l’attenzione si sposta sulla vetrina colma di squisitezze: frittatine per tutti i gusti (notevoli quella con i friarielli, quella con la zucca e lo speck e quella farcita col salame Napoli e il crocchè), calzoni (fritti e al forno), arancini, pizze a portafoglio, la classica “Frittata ‘e maccarune”, la pizza fritta…

il pignatiello

Ma non è finita qui! Ci sono due “opere d’arte” che meritano una menzione a parte: il “Pignatiello” e “O’ cappiell ‘e Pulecenella”. Alla base di entrambi c’è l’impasto della pizza, che il giovanissimo pizzaiolo Alessandro Borella fa lievitare per oltre 48 ore. Il primo viene plasmato dalle mani di Alessandro a mo’ di “pignatiello”, il secondo invece assume la forma di un cono che viene prima fritto e poi passato al forno (per elevarne il grado di croccantezza).

o cappiell e pulecenella

Per le farciture non vengono posti limiti alla provvidenza: si può scegliere quella classica, con pomodoro e mozzarella, oppure una versione light con la scarola, od ancora una gourmet con provola di Agerola, mortadella, crema e granella di pistacchio di Bronte. Dal forno di Bell e Kavr ogni giorno Alessandro sforna centinaia di pizze: dalle classiche (marina a margherita sono ovviamente le preferite) a quelle speciali (ad esempio quella al gusto “Alessandro”, oppure la pizza con tarallo sbriciolato, pomodorini del piennolo e mozzarella, od ancora la “San Gennaro” con pomodorini gialli, pomodoro, mozzarella e basilico).

impasto del cappiello

Tutte farciture sono ideate da Alessandro e da Marilena Alberoni, “supervisor” di produzione, appellata nel quartiere come “Donna Sofia” per la sua beltà e la sua simpatia. Gli ingredienti adoperati sono di primissima qualità ed alcuni sono “fatti in casa”, come il pesto di pistacchio o il sugo alla Genovese.

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