Spegnere 35 candeline per il Museo Nazionale di Pietrarsa non è cosa da poco. È un traguardo che merita di essere celebrato e la Fondazione FS Italiane ha scelto di farlo attraverso diverse iniziative, partendo con due giornate di Open Day in programma sabato 14 e domenica 15 settembre. I biglietti d’ingresso per l’Open Day saranno in vendita fino alle ore 16:00 al prezzo simbolico di un euro; il sito storico aprirà i cancelli in orario compreso tra le 9:00 e le 17:00. L’evento rientra tra le iniziative della Fondazione FS Italiane per promuovere la cultura attraverso le bellezze storiche e paesaggistiche presenti su tutto il territorio nazionale. Carrozze e locomotive d’epoca, antichi macchinari e altri reperti esposti raccontano l’evoluzione tecnologica che ha contribuito all’Unità d’Italia, allo sviluppo economico-sociale e alla crescita del nostro Paese.

Un laboratorio vivo da 177 anni
Pietrarsa è una storia in divenire, un laboratorio vivo da 177 anni, cioè da quando Ferdinando II di Borbone fondò qui il Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive, divenuto Museo nel 1989 in occasione delle celebrazioni per i centocinquant’anni delle Ferrovie Italiane. Nei suoi trentaseimila metri quadrati di esposizione il museo racchiude una delle collezioni più importanti d’Europa in materia ferroviaria, mentre trovano spazio locomotive a vapore, carrozze e littorine, testimoni di un’eccellenza tecnica. In Italia, dunque, Pietrarsa rappresenta un esempio unico di archeologia industriale risalente al periodo borbonico, sebbene la sua storia trovi più ampio sviluppo nelle fasi successive.
Gli esemplari esposti presso il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa
Collocato a ridosso della linea di costa, il Museo custodisce cinque esemplari particolarmente suggestivi della storia delle locomotive italiane. Tra queste, la carrozza reale: uno dei tre vagoni che componevano il treno commissionato negli anni Venti alla Fiat e destinato al re e alla sua famiglia. La carrozza esposta corrisponde a quella della sala da pranzo e reca un interno, realizzato su disegno dell’architetto Giulio Casanova, riccamente decorato con lamine d’oro e medaglioni impreziositi dagli stemmi delle quattro repubbliche marinare. La locomotiva Bayard, invece, riproduce un treno originale della Napoli-Portici del 1839 e risulta costituita complessivamente da tre carrozze di cui una di prima classe, due di terza e un bagagliaio. I diversi colori delle vernici aiutavano una distinzione agevole delle diverse classi anche in presenza di passeggeri analfabeti.
Concludono l’esposizione un insieme molto ampio di modelli, esposti nella sala delle ex tornerie, tra cui spicca il plastico trecento treni, avente un’estensione pari a circa 40mq e dedicato alle stazioni di Firenze Santa Maria Novella e Bologna Centrale. L’esposizione, infine, si chiude con le littorine e alcuni esemplari d’officina esposti in una apposita sala macchinari, dedicata alla storia produttiva dell’ex Opificio e delle sue attrezzature.


