martedì, 22 Set, 2020 Espresso napoletano

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Pasqua al MANN, un’immersione virtuale nella bellezza

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Grazie al lavoro instancabile e virtuoso del direttore Paolo Giulierini, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è ritornato al suo splendore, collocandosi nella classifica tra i primi musei più visitati al mondo. Uno degli aspetti più interessanti del vero e proprio restyling del Museo riguarda la digitalizzazione delle opere. In questa direzione va l’iniziativa del MANN pensata in occasione dell’imminente Pasqua per tutti i cittadini che, nonostante il lockdown, hanno voglia di esplorare.

“I musei sono chiamati oggi a una sfida speciale, che va oltre la divulgazione: curare con l’arte e la bellezza​ il nostro spirito,​ mantenere vivo il rapporto con la loro comunità e naturalmente lavorare per il futuro. Grazie ai social e alla digitalizzazione il Mann sta tenendo vivo il suo dialogo con Napoli​ e il mondo, diffondendo​ contenuti originali e approfondimenti tematici”, dice il direttore Paolo Giulierini. Per la Pasqua, sulle pagine Facebook ed Instagram del Museo sarà possibile ammirare non soltanto i capolavori delle collezioni permanenti, ma anche alcuni preziosi reperti conservati nei ricchissimi depositi del Mann: un’anteprima virtuale della mostra fotografica “Sing Sing. Il corpo di Pompei” di Luigi Spina permetterà di entrare nelle famose celle dei sottotetti del Museo, quei box ribattezzati negli anni Settanta “Sing Sing”da Giuseppe Maggi che si riferiva al carcere di massima sicurezza americano. I lavori sui sottotetti e sulle coperture dell’edificio storico del Mann hanno avviato, infatti, un’imponente attività di catalogazione e schedatura dei reperti, cui è stata legata la procedura di sistemazione degli ambienti.

I depositi non saranno soltanto spazio di ricerca per gli studiosi, ma anche oggetto di visita da parte di gruppi guidati: si partirà con il “Vecchio Sing Sing” (oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane, raccolta Borgia, materiali tratti da campagne di scavo ottocentesche nelle necropoli dell’Italia meridionale), per proseguire nel “Nuovo Sing Sing” (le celle racchiudono materiali provenienti da antiche raccolte, come la collezione Spinelli, reperti tratti da scavi novecenteschi e manufatti oggetto di sequestro).

La Pasqua social del Mann non riguarderà soltanto i depositi del Museo, ma traccerà anche dei particolari itinerari tematici per i cyber visitatori: tra i motivi da approfondire vi sarà l’alimentazione con  riproposizione online dei contenuti della mostra “Res rustica. Archeologia e botanica nel 79 d.C”.

In tema, anche la ricostruzione in 3D dell’Efebo di via dell’Abbondanza: la statua, che forse raffigurava in origine un atleta, è un tipico esempio di produzione bronzistica romana dei primi anni dell’Impero, con proporzionate percentuali di rame, stagno e piombo e con ageminature di rame sulle labbra ed i capezzoli del petto. Non resta che immergersi in queste bellezze virtuali, in attesa di farlo dal vivo, speriamo il più presto possibile.

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.