giovedì, 13 Ago, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Patrizia Lopez: Non sono quella che canta, canto quella che sono

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Chitarrista per Bennato e Toni Esposito, Giunta a Napoli per caso, ha un legame forte con la città al punto di fare e disfare le valigie e non riuscire mai a partire.

Patrizia Lopez dalla California a Napoli, un caso, destino, o amore a prima vista?

Immagina per una straniera appena arrivata qui a Napoli, sentire mille voci, “Uhe uagliò” “accattat”, “iamm signò”, e non capire nulla. Sembra essere catapultati un caleidoscopio di suoni e colori fantasmagorico. Che bello non capire nulla, mi dissi. E così mi sono innamorata follemente. Preparavo la valigia e la disfacevo, e ogni volta che pensavo di dover andare via stavo male a tal punto da non potermi muovere.  La prima volta a Napoli è stato quasi per caso. Ero arrivata in Italia, a Firenze, sperando di riuscire a fare bene, mi inventai fotografa. Una sera, la sera prima di ripartire, ricevetti la telefonata di una mia amica che mi chiedeva di fare un concerto all’Università Federico II a Napoli. «Fu un bel successo. L´organizzatrice mi disse: rimani un paio di giorni in più, che ti costa? E, così… sono ancora qui!

Conobbi il produttore Renato Marengo con cui feci il mio primo disco: ci suonavano Eugenio Bennato, Tony Esposito e molti dei migliori musicisti napoletani dell´epoca». Comincia la storia d’amore con Napoli. Cominciavo a ad imparare il napoletano e si apriva un  universo. Come aggiungere e scoprire nuove stanze quando visiti un castello. Adoro l’eccentricità e l’elasticità mentale di Napoli e dei Napoletani. Tanti esseri umani che convivono in un fazzoletto di terra “un ‘ncuoll a n’at”. All’inizio pensavo fossero tutti “incazzati”! Poi ho capito! Che bello!

Quale binomio tra la canzone partenopea e quella americana?

La grande musica è grande musica e basta. La canzone classica napoletana è na’ pittata, un affresco delicato, struggente che fa vibrare il mio cuore di emozioni profonde.

Nei miei concerti eseguo sempre due brani, che adoro. Diversi, scritti in epoche diverse, pur tuttavia simili. “Avvertimento” e “House of the risin´ sun”.

La prima, di Viviani, racconta di una donna che sbaglia per amore e si trova costretta a praticare la prostituzione. Questa, rivolgendosi a una ragazza più giovane, la scongiura di non fare il suo stesso errore.

La seconda, un  testo di un blues tradizionale ripreso negli anni Sessanta da Bob Dylan. La grande musica è grande musica e basta.

Sul suo biglietto da visita si legge . Non sono quella che canta, canto quella che sono”.

Già! La risposta a questa domanda è naturale! Gliela racconto in musica con la canzone che ho inciso nel 2006, Solatia.

Sunny morning, lady day… cares and clouds just blown away e tutta ‘na città pe’ mme… Napule, Napule. Narrow street and castle high… washing flutters in the sky. Io non vurria lassare mai Napule, Napule. Solatia… in the mood, che bell’ ‘o sud, I am Solatia, solatia. Well everything we do or say leale a pattern on the  day e nun sapimme mai pecchè a Napule, a Napule. Solatia… what a mood, che bell’ ‘o sud, I am solatia, solatia. What I lost while being free has finally come back to me e so’ ffelice accussì a Napule, a Napule, a Napule I am Solatia… in the mood, che bell’ ‘o sud, I am Solatia, solatia.

(traduzione) Mattina assolata, giornata pigra, problemi e nuvole spazzati via, ho tutta la città per me… Napoli, Napoli. Vicolo stretto e castello in alto… il bucato fluttua nel cielo. Non vorrei mai lasciare Napoli, Napoli. Solatia… sto così bene, quanto è bello il sud, sono Solatia, solatia. Quel che facciamo e diciamo ogni giorno lascia sempre una traccia e non sappiamo mai perché a Napoli, a Napoli la vita è in qualche modo più viva, strade strette ma cuori larghi… è una magia e tu lo sai… Napoli, Napoli. Solatia… Quello che ho perso per essere libera l’ho finalmente ritrovato e sono felice così a Napoli, a Napoli sono solatia.

 Dopo il suo cd Solatia, che prende il nome dal singolo, a cosa si sta dedicando?

Ho recentemente partecipato alle scene di “L’Amore buio” di Capuano, che emozione, vedere il cinema Napoletano trionfare a Venezia. E nel 2010 avevo anche un assolo con “Munasterio ‘e Santa Chiara” con Turturro, poi la scena non rientrava nella dinamica del film, ed è stata tagliata. Sono state, comunque, due esperienze stupende.