martedì, 20 Apr, 2021 Espresso napoletano

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Piano Napoli: il jazz nudo di Elisabetta Serio e Lorenzo Hengeller dentro le canzoni napoletane di oggi

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Piano Napoli è l’atto di coraggio di due pianisti partenopei molto diversi per stile ed esperienze ma uguali nella lucida follia di omaggiare Napoli con solo due pianoforti e le voci di artisti contemporanei che, attraverso le loro canzoni, l’hanno raccontata con parole e sonorità molto eterogenee e veraci.

Undici tracce di altrettanti musicisti di razza che le ricantano “nudi sotto la pioggia” camminando dentro i vicoli di un jazz dinamico, ironico e gaudente arrangiato da Serio e Hengeller e prodotto da un big di Napoli, Gigi D’Alessio.

L’Espresso Napoletano ha intervistato i due pianisti per saperne di più.

Come è nata l’idea di un disco insieme e, in particolare, di Piano Napoli che contiene brani di musicisti partenopei di diversa estrazione sonora e stilistica?

Elisabetta Serio: Da tempo ci dicevamo di voler lavorare insieme e per quanto distanti per esperienze musicali, il nostro è stato un feeling immediato dal momento in cui ci siamo conosciuti. Nell’immaginare il disco abbiamo voluto pensare a qualcosa che non fosse stato ancora detto, così siamo passati dai classici napoletani alla musica contemporanea di Napoli rileggendola in una chiave diversa.

Lorenzo Hengeller: Rispetto all’incontro mio con Elisabetta, vorrei aggiungere che mi è sembrata la persona più interessante con cui fare questo disco perché è una pianista molto diversa da me e questa diversità mi piace molto.

Lorenzo Hengeller ed Elisabetta Serio

La diversità. Sembra che sia proprio il punto di partenza di Piano Napoli in cui avete chiamato a raccolta musicisti appartenenti a mondi sonori decisamente differenti tra loro, da Concato a Servillo, Bollani, Luché e molti altri.

Lorenzo Hengeller: Sì, ci sono più anime in questo disco ma quando sento dire ad un’artista “la mia Napoli” resto sempre un po’ perplesso perché Napoli è di nessuno, e nel nostro lavoro musicale abbiamo voluto affermare proprio questo concetto: la città non è di Gragnaniello o di Servillo o di Ricciardi ma è di tutti loro. Questa è la novità.

Elisabetta Serio: Il nostro è un disco che abbatte le barriere di genere: fa entrare la Sanità dentro la collina di Posillipo e viceversa. Fa cadere barriere e pregiudizi, come lo possono essere ad esempio quelli su Gigi D’Alessio che è stato davvero incredibile oltre ogni aspettativa.

Ecco, Gigi D’Alessio. Come è entrato a far parte della vostra follia?

Lorenzo Hengeller: Intanto vorrei dire che il suo brano inserito in Piano Napoli, “Chiove”, a me ed Elisabetta è sempre piaciuto molto. Lui è stato il primo a cui abbiamo chiesto di collaborare con noi e ci ha risposto subito di sì. Non solo, ma ci ha addirittura proposto di andare al suo studio a Roma per registrare l’intero disco. E lì abbiamo avuto conferma della sua bravura come pianista e della sua estesa conoscenza della musica, da quella di nicchia a quella mainstream.

Elisabetta Serio: Peraltro Gigi D’Alessio ha mantenuto tutte le promesse che ci ha fatto. È stato impeccabile.

Lorenzo Hengeller, Gigi D Alessio ed Elisabetta Serio

Nel vostro disco ringraziate tutti gli artisti che hanno accettato di cantare i loro brani “nudi sotto la pioggia” cioè accompagnati da solo due pianoforti. Come li avete convinti a farlo?

Elisabetta Serio: Per alcuni di loro non è stato difficile perché già si sono sperimentati in questo senso, come ad esempio Stefano Bollani. La novità è stata, forse, quella di entrare in una situazione in cui il pianoforte era una seconda voce.

Lorenzo Hengeller: Non abbiamo incontrato alcuna ritrosia, anzi abbiamo sentito delle belle emozioni provenire da tutti loro. L’emozione di chi era di fronte al pianoforte e voleva fare del suo meglio cimentandosi con il jazz.

Lorenzo Hengeller, Stefano Bollani ed Elisabetta Serio

Mi raccontate qualche dietro le quinte della registrazione del disco?

Elisabetta Serio: Più che un episodio in particolare, mi va di dire che abbiamo scoperto Gigi D’Alessio una persona davvero sorprendente, curiosa e accogliente e che inoltre ha anche voluto suonare per noi il suo bellissimo pianoforte.

Lorenzo Hengeller: E’ stato molto bello vedere la voglia di suonare e di raccontarsi da parte di tutti gli artisti, senza nessuna presunzione o vanità. Persone che avevano solo il desiderio di entrare in relazione con noi e tra di loro. Poi….le cene e i pranzi a casa di Gigi, a base di gamberoni (ride, ndr). 

Quale brano vi ha fatto emozionare di più mentre lo registravate?

Elisabetta Serio: Per me “Senza voce” di Gragnaniello e “Uommene” di Franco Ricciardi.

Lorenzo Hengeller: Per me Gragnaniello e “La canzone di Laura” di Fabio Concato.

Lorenzo Hengeller, Gigi D Alessio, Franco Ricciardi ed Elisabetta Serio

Sono affetta da tante patologie, tra queste la più preoccupante è la curiosità. Qual è il mio mestiere? Fare domande. Scrivo da quando ho memoria di me e grazie alle parole cambio spesso vita. Don't forget to write, ecco il mio imperativo categorico.