PINO NAPOLI, un nuovo concept di ristorazione nel giardino storico di Chiaia

Fase 3, le aperture di bar e ristoranti proseguono e, in questa nuova era, c’è chi reinventa gli spazi o scrive nuove pagine di una storia antica. Ripresentarsi al pubblico con un nuovo concept e un nuovo look è stata l’idea imprenditoriale di Massimo e Carmine Iorio, che, in Vico II Alabardieri 4, hanno riaperto gli spazi dello storico Donna Margherita, a cui hanno dato un nuovo nome: Pino Napoli. Un giardino illuminato da luci lucciole, poltroncine in nabuk, quadri e arredi di design alle pareti e, soprattutto, un grande bar, simbolo di accoglienza. È il gemello napoletano del milanese Pino in Duomo. Un luogo elegante, in cui, nel pieno rispetto delle distanze e di tutte le norme di sicurezza imposte dall’emergenza legata al Covid 19, è possibile cenare in piena tranquillità.

“Con Pino Napoli continua una storia iniziata a Milano 45 anni fa – raccontano Massimo e Carmine Iorio –. Lo storico locale è Pino al Corso Garibaldi di Milano. Più recente è Pino in Duomo, un nostro piccolo successo. Abbiamo pensato che, dopo questo periodo strano, pericoloso, triste e incerto per tutti, le persone, che lentamente tornano alla tanto attesa “normalità”, meritassero un nuovo posto in cui incontrarsi. Pino è l’evoluzione della trattoria napoletana, con un’eleganza e un design molto curati. L’obiettivo non è l’alta ristorazione. I costi restano accessibili come sempre e il menu è stato implementato con la sperimentazione che incrocia le pietanze della tipica trattoria partenopea. Pizze tradizionali accanto a quelle gourmet e chicche di gusto da scoprire. Di Donna Margherita resta la cura dell’ospite, in controtendenza con le catene di ultima generazione, dove l’ospite è solo un numero”.

“Le ultime regolamentazioni ci hanno tolto tanti posti a sedere. Non riusciremmo più ad avere la capienza di prima – continuano i fratelli Iorio –. Nel week end ci sarà attesa e quindi abbiamo creato il bar per renderla meno noiosa. Bar al quale si potrà accedere anche dopo cena. ‘Accoglienza’ è la parola chiave. Le persone, ora, hanno bisogno di stare bene e questo è stato l’obiettivo che ci siamo posti portando Pino qua in città”.

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