domenica, 08 Dic, 2019 Espresso napoletano

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Ponticelli: quando la street art diventa riscatto socioculturale

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La street art, con la sua attitudine all’immediatezza e alla provocazione, invade Napoli Est e lo fa con uno scopo ben preciso: nel quartiere Ponticelli, territorio con il più alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione, dove la criminalità minaccia le prospettive di sviluppo individuali e dell’intera comunità, si parte dall’arte di strada per avviare un vero e proprio riscatto socioculturale.

street art

L’iniziativa è partita da Inward, Osservatorio sulla Creatività Urbana, fondato da Luca Borriello, che ha “adottato” il Parco Merola, ormai ribattezzato “Parco dei murales” attraverso la realizzazione, sulle facciate dei palazzi, di 6 opere di street art, ormai diventate altrettanti simboli di speranza. Da Diego Armando Maradona a San Gennaro ad Ael, la zingarella: dietro ogni opera c’è un lavoro di integrazione e di condivisione che vede la partecipazione dei residenti, soprattutto dei più piccoli.

san gennaro

Ma l’azione di Inward va oltre il territorio di Napoli: basti pensare al murale raffigurante Falcone e Borsellino realizzato a Palermo, o La madre di Arghillà a Reggio Calabria, contro ogni forma di razzismo. Gli interventi di arte urbana, attraverso un linguaggio capace di arrivare al grande pubblico, si fanno vettori di messaggi di uguaglianza, civiltà, coscienza e al contempo aiutano a mantenere viva la memoria. Gli artisti vengono selezionati con molta cura, spesso in relazione al territorio in cui bisogna operare. Jorit AGOch è uno di questi, la cui arte ben si confronta con l’importanza dell’iconografia realistica per il popolo napoletano.

street art

Cominciato con l’opera di Jorit, il progetto si è sviluppato, coinvolgendo sempre di più la comunità tramite laboratori sociali, attività ludico-educative incentrate su temi attuali come la tutela e la cura delle proprie radici. “Molti bambini non sono mai entrati in un museo” spiega Luca Borriello “ma adesso non solo conoscono le tecniche più utilizzate nel mondo della street art, ma iniziano a comprendere il valore degli interventi. Tramite la partecipazione del nostro team, di tutor, psicologi e volontari del servizio civile nazionale vengono ascoltati sogni e necessità di una comunità che poi gli street artist più sensibili rielaborano nel proprio stile”.
Alcuni enti e organizzazioni hanno saputo cogliere subito l’importanza e la forza comunicativa di questi interventi: dapprima l’associazione Econote, poi l’aeroporto internazionale di Napoli. Il ricavato, peraltro, sostiene la cooperativa sociale Arginalia, nata per favol’occupazione per i ragazzi di Napoli Est.