Port’Alba: la via della Storia e delle storie

Port'Alba
Port'Alba
Foto da 123.rf

Port’Alba è un “luogo dell’anima” cittadina in cui il clamore della storia incontra la quiete della lettura. Un crocevia di cultura in cui leggere, ricordare e sognare Napoli.

La via del pertuso e delle sciuscelle

Via Port’Alba è il breve ma suggestivo tratto del decumano centrale che, attraverso una porta monumentale, collega piazza Dante con piazza Bellini. La piazza intitolata al Sommo Poeta era originariamente chiamata largo Mercatello poiché i napoletani adibirono un piccolo mercato proprio in quello slargo appena fuori dalle mura occidentali della città. La porta che dà ancora oggi il nome alla via fu aperta proprio per favorire l’accesso al “mercatello”. Come spesso accaduto a Napoli, la soluzione urbanistica fu “suggerita” dalla popolazione partenopea. Sicché le porte della città erano distanti dall’attuale piazza Dante, l’ingegno (e la pigrizia) dei napoletani li spinse a scavare un pertuso nelle mura angioine tramite il quale accedere facilmente al mercato.

Tradizione vuole che sia stata proprio l’insistenza dei napoletani a muovere il viceré spagnolo don Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba, ad erigere nel 1625 al posto dell’umile pertuso il varco monumentale che oggi chiamiamo Port’Alba in suo onore. Probabilmente per pura casualità, ma forse anche per senso di giustizia, i napoletani dell’epoca rifiutarono di onorare il viceré. Preferirono infatti chiamare la via “Porta sciuscelle, dal nome dei frutti di carrubo che arrivavano in strada dal giardino del convento di San Sebastiano.

La via dei librai 

A Port’Alba, da tempo, i libri hanno preso il posto delle sciuscelle. La via, prima impregnata dall’aroma particolare delle carrube, ora è perennemente profumata delle pagine ingiallite dal tempo, mature come i frutti che si staccavano anticamente dal grande albero. Port’Alba è un buco nero di caratteri e copertine che sfida tanto il tempo quanto lo spazio. La via è breve, percorribile in pochi secondi, ma la forza attrattiva delle sue bancarelle antiquarie è tale da creare un mondo sterminato in cui trascorrere ore, immersi nella Storia e nelle storie.

L’immagine che ne emerge è quella di una bolla di serenità, memoria, sogno che sembra essere estranea al caos cittadino, ma che non potrebbe esistere senza di esso. A tenere in vita Port’Alba è il continuo brusio di passanti che danzano da una bancarella all’altra.  Tra gli avventori di Port’Alba ci trovi chiunque. Giovani curiosi che non sanno da dove iniziare la loro polverosa scoperta e lettori navigati che puntano dritto al manuale che hanno in mente. Nell’atteggiamento di ognuno si legge uno stato di rilassatezza mista ad euforia. La sensazione di chi sa di trovarsi in un posto speciale.

Nata da un pertuso come via di passaggio, Port’Alba ha saputo reinventarsi diventando un mondo in cui perdersi e non uscirne più.

Per saperne di più su Port’Alba clicca qui.

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