Posillipo, mito e storia della collina che “fa cessare il dolore”

Posillipo
Posillipo
Palazzo Donn'Anna, Posillipo

Dal suggestivo racconto mitico al ricco immaginario popolare, la storia di Posillipo è quella di un paradiso naturale in cui si “fugge dal dolore”. 

Il mito di Posillipo e Nisida

La leggenda narra dell’amore non corrisposto del giovane Posillipo nei confronti di Nisida, fredda ammaliatrice. Tormentato dalla sofferenza amorosa, il giovane si sarebbe lasciato vincere dalla follia e avrebbe cercato la morte lanciandosi in mare. Il destino dei due sarebbe però stato unito da un sortilegio che avrebbe alleviato il dolore del giovane. Posillipo si sarebbe tramutato nel promontorio che si bagna nel mare e allo stesso modo Nisida si sarebbe trasformata nello “scoglio” che Posillipo guarda in eterno.

Pausylipon, la villa di Pollione

Al di fuori dalla cornice mitica, non meno nobile è la vera storia di Posillipo. Già i greci la consideravano luogo di bellezza selvaggia e preziosa. In epoca romana, la sua bellezza estasiante rese la zona meta rinomata per le villeggiature dei patrizi. In particolare, la collina di Posillipo fu resa celebre dalla lussuosissima villa del liberto Publio Vedio Pollione, e fu proprio da questa enorme costruzione che prese il nome – tutt’ora in uso – l’area costiera da Mergellina a Coroglio. 

Prima di Pollione, la collina di Posillipo era il Mons Ammenus, così chiamato per la gradevolezza del clima e la tranquillità dell’area. Il toponimo attuale deriva invece dal greco Pausilypon, letteralmente «tregua dal pericolo» o «che fa cessare il dolore». Questo era il nome della villa di Pollione, che vedeva nella sua residenza un’oasi di paradiso dove rifugiarsi per scacciare il caos dell’Urbe.

Le dimensioni della villa, che si estendeva su tutto il promontorio fino ad arrivare a lambire la costa, erano tali che Ovidio la paragonò ad una città vera e propria. Dopo la sua morte, la villa passò tra i possedimenti dell’impero, diventando la villa imperiale, prima di Augusto e poi di Tiberio e Adriano.

Posillipo nel medioevo

La fragile situazione geopolitica che caratterizzava l’area mediterranea durante il medioevo, resero Posillipo un luogo isolato. Le ragioni di questa regressione urbana furono principalmente due: da un lato, Posillipo era considerata un’area estremamente pericolosa poiché era  di frequente soggetta alle scorrerie dei saraceni; dall’altro, tra le leggi del vicereame spagnolo c’era il divieto di edificare al di fuori delle mura cittadine

L’urbanizzazione di Posillipo

Anche in età moderna, la bellezza della zona fu il motore per lo sviluppo dell’area. La volontà di Anna Carafa, moglie del viceré spagnolo, di abitare nell’area di Posillipo portò all’edificazione di un palazzo monumentale talmente a ridosso sul mare, che i napoletani lo descrissero dicendo che aveva “nu pere ô nfuso e n’ato all’asciutto”. Il Palazzo Donn’Anna, dal nome della donna, fu realizzato da Cosimo Fanzago alla metà del Seicento. Ben presto, il palazzo divenne uno dei simboli della città, in quanto luogo dal fascino immortale, accresciuto dalla sua incompiutezza che ricorda le antiche rovine romane.

Nel 1718, cadde la legge per la quale la città si limitava alle mura e Posillipo seguì la strada di urbanizzazione delle altre aree extra-urbane. Sotto il regno di Gioacchino Murat, nel 1830 fu terminata via Posillipo, la strada che si estende per tutto il versante meridionale della collina. L’urbanizzazione dell’area posillipina fu completata solo nel 1926, quando Posillipo divenne a tutti gli effetti un quartiere di Napoli, attraverso il collegamento della nuova via Petrarca alla zona del Vomero.

“Pusillico” tra oggi e ieri

Oggi Posillipo è un quartiere diverso. Non è più il Mons Ammenus dove domina la natura selvaggia, né la città-villa di epoca romana, tantomeno il rifugio isolato dei nobili.  Tuttavia, l’evoluzione del quartiere non ha potuto cancellare le tracce del suo lungo e complesso passato. Se certamente la vocazione residenziale ha modificato in gran parte l’antica idea di luogo ameno al di fuori della città, Posillipo resta comunque un luogo in cui il passato emerge in tutta la sua forza.

Ancora oggi, le tracce della vita romana nel Parco Archeologico Ambientale del Pausilypon e nel Parco Sommerso di Gaiola, così come i capolavori architettonici di Villa Rosebery e Palazzo Donn’Anna, raccontano al mondo l’unicità della collina che “fugge i dolori”.

Altri luoghi di Napoli: Port’Alba, Vomero, Palazzo Reale, Piazza Dante  

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