Presepe Cuciniello e la storia dei suoi 800 pezzi

foto da @wikipedia

Napoli non è solo la custode di un’arte presepiale unica al mondo, ma ne custodisce anche molti che ne rappresentano la massima espressione.

Tra questi c’è il Presepe Cuciniello, un’incredibile rappresentazione tanto dettagliata da sembrare vera, che si mostra in una location assolutamente unica. Una storia, quella dietro agli 800 pastori che lo compongono, tanto particolare da racchiudere la vita del suo collezionista e autore. 

Il padre del presepe Cuciniello 

Non tutti lo sanno, ma la “paternità” di un presepe, a differenza di altre opere, non viene data in base all’autore (cioè colui che cura la cosiddetta “messa in opera”). Il loro nome deriva invece dal collezionista che è stato capace di metterlo insieme. In questo caso, il presepe Cuciniello rappresenta un esempio singolare, in quanto porta il nome di colui che l’ha collezionato e che ne ha anche curato la messa in opera, ovvero Michele Cuciniello. 

Napoletano, classe 1823, Michele Cuciniello ha vissuto la sua vita dedicandosi ai suoi eclettici interessi. Una laurea in architettura, autore di varie opere teatrali, appassionato di viaggi fin dall’adolescenza. Vivrà per un periodo a Parigi, dove si dedicherà totalmente all’arte drammatica. Non è ben chiaro quando sia nata la sua passione per i “pastori”, da cui poi nascerà la sua collezione e il suo personalissimo presepe. Quel che è certo è che diverrà molto corposa dopo il suo rientro a Napoli da Parigi. In particolare, Cuciniello collezionerà molti pastori del ‘700. 

Un presepe che è tutta una storia 

Ma cosa può raccontarci di Michele Cuciniello il suo presepe, oltre alla sua passione per i pastori? Sappiamo che strinse rapporti d’amicizia con molti personaggi di spicco dell’epoca, tra cui figurano Giuseppe Fiorelli e Demetrio Salazar. Due nomi essenziali nel proseguo di questa storia. 

Fu infatti proprio Giuseppe Fiorelli a convincere l’amico a donare la sua incredibile collezione alla città di Napoli. Fiorelli, dopo l’Unità d’Italia, divenne anche direttore generale dei Musei di Napoli. Un consiglio, dunque, che non sembra frutto del caso. Ma se il suo nome non vi sembra nuovo c’è un motivo: Giuseppe Fiorelli è stato anche l’artefice dei calchi in gesso che oggi ci permette di vedere le sagome delle vittime dell’eruzione di Pompei, con un metodo inventato da lui stesso. 

Quanto a Demetrio Salazar, figura centrale del Risorgimento napoletano, pittore e autore di diverse opere di pregio di storia e di arte, era direttore del Museo di san Martino, che da quel momento in poi diverrà la casa del presepe Cuciniello. 

Michele Cuciniello pose comunque delle condizioni affinché la donazione andasse a buon fine: allestire egli stesso la scenografia per l’allestimento (che viene chiamata “scoglio”) e modellare la volta dell’ambiente in cui il presepe è ad oggi collocato affinché avesse la luce adatta. È da queste condizioni che viene fuori la sua anima da architetto. Ma come accennato, Cuciniello fu anche autore di opere teatrali. Molti ravvedono nella cura delle varie scene rappresentate proprio quella passione nella rappresentazione stessa della vita umana, declinata per l’occasione nel presepe. 

Com’è fatto il presepe Cuciniello?

Quando e se vi ritroverete ad ammirarlo da vicino, potrete notare ad occhio nudo come lo “scoglio” del presepe Cuciniello sia composto da tre sezioni. Queste corrispondono altresì a tre episodi che, tradizionalmente, compongono la storia che il presepe vuole raccontare:

  • la Natività, che nel presepe Cuciniello trova posto nel rudere di un tempio romano. È molto probabile che la scelta di questa collocazione corrispondesse al gusto archeologico dell’epoca. Questa scelta ha, peraltro, anche un significato religioso, ovvero il trionfo del cristianesimo sulle altre religione pagane;
  • la Taverna, con i suoi avventori, vivande in quantità e gli zampognari;
  • infine l’Annuncio ai pastori, collocato in un ambiente rustico con contadini e pastori. 

Come vedere il presepe Cuciniello

Così come nel 1878, anno del suo allestimento, il presepe Cuciniello si trova presso il Museo di San Martino, in Largo San Martino 5, a Napoli. La prenotazione è facoltativa ed è possibile visionarlo tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 8:30 alle 17:00. 

 

 

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