martedì, 02 Giu, 2020 Espresso napoletano

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Primo maggio, le parole di Mattarella: “Non ci può essere repubblica senza lavoro”

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“Viviamo questo primo maggio con il pensiero all’Italia… non ci può essere repubblica senza lavoro, come afferma solennemente il primo articolo della nostra Costituzione…”. Così ha sottolineato il nostro Presidente nel suo discorso sulla significativa giornata. “Nella ripartenza – ha detto – il governo deve fornire ‘indicazioni ragionevoli e chiare’”.

Nel suo intervento, ancora una volta si coglie la saggezza, la piena visione dei problemi reali del Paese, la concretezza di un’analisi completa e la fiducia nelle capacità dei cittadini che, nella storia, nonostante tutto, hanno sempre dimostrato di avere una grande forza di reazione alle avversità. Già! Come al solito il Capo dello Stato dà messaggi molto chiari, richiamando – seppure nel rispetto di ruoli e funzioni – l’attenzione di chi ha la responsabilità di affrontare i gravi problemi del Paese con adeguate e tempestive soluzioni. Peccato che nella realtà coloro che dovrebbero dare risposte – ormai improcrastinabili – non sempre riescono a fornirle in modo puntuale e con contenuti risolutivi. Nella vita, niente si improvvisa! Ci vuole sostanza! 

“Non ci può essere repubblica senza lavoro” ha dunque sottolineato il Presidente, richiamando non a caso l’articolo uno della Costituzione. Proprio così! Il primo problema è questo. Il lavoro! Non certamente l’assistenzialismo, che mortifica la dignità delle persone senza risolvere le criticità familiari, né risollevare l’economia. Anzi, la danneggia! E contrariamente a quanto pubblicamente asserito da un giornalista di un noto quotidiano nazionale, non è assolutamente accettabile affermare che in questo momento storico ci troveremmo nella necessità di una comprensibile sospensione di fatto della costituzione. Follia giuridica! E il parlamento? Ricordo a me stesso che il rispetto dei valori della costituzione è alla base della democrazia. Solo il parlamento può temporaneamente legittimare, in presenza di emergenze, particolari iniziative, ma sempre e comunque nel pieno rispetto della dignità e della vita dei cittadini.

La costituzione dunque resta sacra ed inviolabile, altrimenti si rischia di scivolare in forme di governo che certamente non ci appartengono. La storia insegna. La libertà è stata conquistata con il sacrificio di migliaia di giovani la cui memoria va salvaguardata proprio tutelando i valori costituzionali. E tra i valori da difendere, ritengo che sia importantissimo quello della libera e corretta informazione – alla base della democrazia,- che sia rispettosa dei lettori e anche di coloro che scrivono. Questi, infatti, devono essere sempre consapevoli di assolvere una funzione primaria che richiede un’etica professionale straordinaria. Non basta la penna! Né il cervello. Servono cuore e coscienza! Onestà intellettuale! In merito, purtroppo, è sempre più diffusa una forte preoccupazione per l’evidente condizionamento che si registra nei diversi canali di comunicazione, con conseguenti contraddizioni a danno della stessa serenità dei cittadini.

Tutti sono ormai in preda ad uno stato ansioso per inopportune notizie allarmistiche che ogni giorno determinano un panico non certamente giustificabile. Numeri di morti, peraltro non attendibili poichè non distinguono tra decessi causati dal Covid-19 da quelli riconducibili prevalentemente all’età e non solo: tumori, infarti, incidenti stradali, droga, etc… Funerali negati, con impagabili danni affettivi, immagini di bare e fosse comuni, devastanti soprattutto per quanti, sofferenti per pregresse gravi patologie, avrebbero necessità di confortanti messaggi. E che dire dei bambini che comunque vedono e sentono! E invece… Psicologia del terrore! Ma nessuno interviene! Fake news, smentite, disorientamenti, depressione, sconforto, il contrario di quanto sarebbe necessario. Tante contraddizioni che non sembrano affatto casuali.

Cui prodest? Quali le reali finalità? E che dire del disastro economico ormai devastante per la stessa sopravvivenza delle famiglie? Industrie, agricoltura e turismo in caduta libera! Tutto in nome e a causa della pandemia! Eppure, pandemie molto più gravi hanno colpito nella storia, anche recente, l’umanità, senza giungere a tanto! Quale futuro? Un clima irreale che sta stravolgendo la nostra vita, colpendo gli affetti e non solo! Manca la serenità. Le aziende, soprattutto le più piccole, sono ormai in fallimento. Le filiere non possono garantire la continuità delle produzioni. Addio ‘Made in Italy’! Che fine faranno le nostre aziende? Saranno svendute ai cinesi? Probabile! …la via della seta! E in questo contesto la manodopera sarà cinese o italiana? Quale sarà il futuro dei nostri figli e nipotini? Il futuro del nostro Paese? Tanti giovani disoccupati che vanno all’estero… Intelligenze perdute! Mancano riforme adeguate per promuovere il lavoro valorizzandoli. A casa nostra. Interventi strutturali completamente assenti! Solo parole! Possibile che i problemi reali del paese non trovino soluzioni adeguate? In fondo, è proprio vero, nella vita non si improvvisa niente. Cuique suum! Recitava la saggezza romana, seppure in un contesto diverso… 

Solo minore capacità di gestione o anche altro? La gente è ormai stanca ed esasperata. Occorrono precise competenze in tutti i settori della vita economico-sociale e non soltanto. Si richiedono preparazione, formazione, concrete esperienze, scelte meritocratiche, controlli, responsabilità! Persone capaci di gestire! Non improvvisazioni per tentativi! Altro che task forces, con soggetti certamente provenienti da percorsi formativi di alto livello, ma non sempre supportati da indispensabili specifiche esperienze e da una visione reale dei gravissimi problemi del Paese. Che tristezza! …un quadro deprimente e preoccupante! Una sola speranza!… il nostro Presidente. Ciò peraltro, considerando con rispetto quanti – anche politici – nelle istituzioni stanno lavorando per il bene esclusivo della collettività… E non per altri fini, comunque confermati dalla frequente diffusione di continui miserevoli sondaggi che, prescindendo dalla loro attendibilità, certamente non risolvono i problemi della gente. Mi ricordano vecchi compagni di scuola che non perdevano l’occasione per avere consensi e dire: ‘come sono bravo!’ A prescindere dalla sostanza! Ma Ronzinante li conosceva bene!

E allora pensiamo al personale sanitario, alle forze dell’ordine, ai volontari e ai religiosi che operano a sostegno dei bisognosi. Ai magistrati, carabinieri, poliziotti, finanzieri e altre numerose vittime, tutti caduti per fare il loro dovere… Mentre criminali, mafiosi e terroristi, ottengono la libertà. A quanti, cittadini volenterosi, nonostante le gravi criticità e la mancanza di aiuti concreti, cercano ancora una volta di rialzarsi per ripartire con la sola forza delle proprie gambe. Ce la faremo? Non sarà facile. Ma abbiamo il dovere morale di non mollare. Dobbiamo in questo delicato contesto mostrare senso civico rispettando quei divieti imposti per tutelare la nostra salute… Ma, ribadisco, la ripartenza deve essere in ogni caso rispettosa dei valori costituzionali e quindi delle libertà e della dignità dei cittadini. Nonché idonea a fare riavviare l’economia. Dobbiamo sperare che molti riflettano sugli insegnamenti e sulle esortazioni del Presidente Mattarella, indispensabili per superare la particolare situazione. Ai cittadini non interessano le ideologie, ma le concrete soluzioni dei loro problemi. Lavoro! Lavoro! Lavoro! Ciò nel pieno e doveroso rispetto di coloro che operano già con questo spirito e non per altri fini. E vorrei chiudere richiamando in merito le preziose esortazioni di Papa Francesco… Solo creando opportunità di lavoro, si restituisce la dignità alle persone.