Procida si fa bella con la supervisione dell’architetto Paola Bovier

Paola Bovier

“Procida è un vero gioiello che nulla ha di meno delle altre isole del Golfo di Napoli”

Così esordisce durante la nostra intervista Paola Bovier, architetto funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e del Paesaggio per l’Area Metropolitana e, dal 2013, funzionario dell’isola di Procida.

“Sto seguendo l’alta sorveglianza dei cantieri di restauro di molte Chiese di quest’isola. Ne aprirò uno mio, a breve, per il restauro del campanile dell’Abbazia di San Michele. Il mio lavoro riguarda anche tutti i progetti che coinvolgono il paesaggio perché l’isola è vincolata ai sensi del decreto legislativo 42- 2004 e dal piano territoriale paesistico del 1971. L’interno comprensorio procidano è sottoposto a vincolo, anche se vi sono zone di maggior pregio e altre meno. Procida, essendo stata zona di caccia di Ferdinando IV di Borbone, ha dei palazzi storici settecenteschi molto belli, che hanno dei grandi giardini che affacciano sulla Chiaia. Al loro interno vi sono dei particolarissimi giochi d’archi che si arrampicano dando vita alla cosiddetta “architettura spontanea” che spero, vivamente, non venga distrutta. Il Comune di Procida è molto attento e vigile tanto da essere stato il primo a fare “il piano del colore” anche se, spesso, è usato non proprio alla lettera dai residenti”.

Procida capitale della cultura 2022

Il Comune di Procida è retto dal sindaco Raimondo Ambrosino, la cui giunta è al secondo mandato e costituita da molti giovani. Ha portato avanti il progetto PROCIDA CAPITALE DELLA CULTURA 2022, con l’obiettivo di rendere l’isola più ospitale, tramite gare per il restauro dei costoni.

Si è dato l’avvio all’importante consolidamento della Falesia, che verteva in uno stato di pericolo per l’erosione ad opera del mare e del sole e al restauro e alla conservazione del costone di Terra Murata che abbraccia l’Abbazia di San Michele Arcangelo. È previsto, inoltre, il consolidamento della Chaia e, in un prossimo futuro, di Ciraccio con Punta Seva che si sta distaccando dal contesto.

Procida, anche se è una piccola isola, ha tante Chiese importanti. Bellissima è l’Abbazia di San Micheleubicata a Terra Murata il cui restauro, reso possibile grazie al Bonus facciate, non è semplice in quanto due facciate sono su strada e facilmente accessibili, mentre la terza è a picco sul costone e saranno necessari scalatori per effettuare i lavori.

“Sono particolarmente legata a questa Chiesa, ho cercato infatti di attivare dei fondi per il restauro. Ad essa si accede dalla strada ma vi sono tre piani ipogei adibiti a museo il cui materiale andrebbe catalogato essendovi delle pregiate opere d’arte, quali pastori e incunaboli; occorrerebbe istallare un ascensore al fine di abbattere le barriere architettoniche e aprire questi spazi al pubblico”.

Tra le strutture che sono coinvolte da restauri recenti c’è la chiesa di della Madonna delle Grazie, in Piazza dei Martiri che affaccia sulla Corricella che verte in buone condizioni e sono quasi terminati i lavori di restauro alla Casa Canonica.

Restaurata anche la Parrocchia della Santissima Annunziata e della Libera dove si stanno eliminando dei vecchi marmi “a mo’ di macelleria” come ci riferisce l’architetto, e la Chiesa finalmente tornerà nella sua essenza religiosa ripulita e abbellita con il restauro del campanile.

Alla Chiesa di Sant’Antonio Abbate stanno rifacendo le facciate e alla Chiesa della Pieta e San Giovanni Battista, a Sancio Cattolico a Marina Grande, costruita dai marinai, sarà restaurato il comprensorio.

“Il lavoro più importante sarà eliminare il ferro installato nelle cuciture armate del campanile nel post terremoto che, a contatto con la salsedine, si è ossidato ed ha avuto come grave conseguenza il buttare fuori l’intonaco”.

È quasi terminato il restauro della Chiesa dei Turchini dove c’è il Cristo ligneo del ‘600 e la Madonna Addolorata. Le due statue, il venerdì Santo, vengono portate dalla Cappella dei Turchini ubicata al centro dell’isola, a braccio, a terra murata nell’Abbazia di San Michele ed il venerdì Santo, ritornano in processionealla Chiesa dei Turchini con avanti la Madonna Addolorata e, dietro, il Baldacchino con l’ecce homo.

“Manca all’appello del restauro la piccola Chiesa di San Rocco, gioiello dei pescatori, di cui si sta cercando uno sponsor per il restauro.  Mi auguro, infine, che i procidani non perdano mai di vista la loro intima essenza e mantengano la connotazione semplice di questa bellissima isola”.

Conclude con questo monito la Bovier.

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