lunedì, 28 Set, 2020 Espresso napoletano

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Quale futuro per l’umanità post-Covid?

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È un interrogativo che noi, meno giovani, ci poniamo pensando ai figli e ai nipotini. Giustamente ci preoccupiamo. Forse perchè facciamo parte di una vecchia generazione che ha costruito il proprio avvenire attraverso tanti sacrifici ed ora teme le conseguenze di un mondo alla deriva, avendo smarrito il senso dell’esistenza con i suoi valori.

È vero, Giambattista Vico, noto filosofo napoletano del XVII/XVIII secolo, fu sostenitore della cosiddetta teoria dei ‘corsi e dei ricorsi storici’, convinto del fatto che gli eventi della vita, più o meno gravi, seppure a distanza di tempo, si sarebbero ripetuti secondo un preciso disegno della divina provvidenza. In parte è probabilmente così, in quanto la storia testimonia che molti fenomeni, peraltro tutti riconducibili, direttamente o indirettamente, alla mano dell’uomo, sembrano ripetersi, segnando nel bene e nel male il cammino di quest’ultimo.

Ed è proprio questo l’aspetto che preoccupa maggiormente: il protagonismo dell’individuo, sempre responsabile, proprio nel bene e nel male, di un divenire caratterizzato da infinite incertezze. “La vita si vive nell’incertezza, per quanto ci si sforzi del contrario… L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana” (Bauman, L’arte della vita, 2008). È una visione non certamente stimolante, che talvolta trova il conforto della fede, costante riferimento per quanti, a fronte di eventi non favorevoli, pongono ogni loro speranza proprio nella Divina Provvidenza e nella sua infinita misericordia.

L’abbiamo visto con il diffondersi della cosiddetta pandemia originata dal Covid-19, che ha portato a scoprire la fragilità di un’umanità troppo legata alla sua mediocrità, ricca di ipocrisia e di egoismo. Una povertà assoluta di valori. Di fatto, ci siamo resi conto che basta poco per sconvolgere la mente umana. È sufficiente neutralizzare la sua capacità di pensare liberamente, condizionandola psicologicamente con la malizia di chi ha cavalcato e sta cavalcando le emergenze per finalità diverse da quelle reali: economiche e politiche.

I devastanti danni per l’economia mondiale sono ormai noti a tutti. Verosimilmente, non sono casuali. C’è una regia studiata per interessi di qualche paese o anche di lobbies che non hanno alcuna considerazione dell’etica umana. Pure in Italia la situazione è drammatica, e non solo per il crollo dei settori produttivi. La gente è disperata! Altre situazioni gravissime stanno infatti minando il sistema generale. La cronaca ogni giorno conferma ciò, nonostante il tentativo di silenziare fatti che certamente non sono in linea con gli interessi generali dei cittadini e con i valori della nostra Costituzione, una volta faro per tutti.

Stanno emergendo troppi aspetti estranei a quello sanitario, peraltro comunque da non sottovalutare. Si spera nella ‘ricerca’ per avere un vaccino efficace in breve tempo. E qui preoccupa non poco la corsa in atto con una forte competizione che certamente non è in linea con la prioritaria esigenza di unire le forze per salvare vite umane. Ciò che conta è ancora una volta il ‘dio denaro’… ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle…’, come scrisse Dante.

E in questo contesto è emersa palesemente la determinante forza dell’informazione spesso ‘orientata’ nel dare notizie, peraltro contraddittorie, al solo scopo di esercitare una pressione psicologica sulle menti –imbavagliandole, unitamente alla bocca – soprattutto dei più deboli. Ma il timore per il nostro futuro è legato non soltanto ai rischi di virus vaganti, comunque studiati nei laboratori con dubbie finalità. E in merito asteniamoci dal considerare le contrastanti versioni fornite dai virologi, probabilmente ‘espressione’ di diverse formazioni universitarie. La gente è ormai disorientata.

Pensiamo invece – ancora una volta – ai fenomeni che riguardano la sopravvivenza del pianeta, fortemente condizionata da scelte spesso scellerate dei potenti della terra che prediligono realizzare altri obiettivi riconducibili alle solite potentissime lobbies, la vera rovina dell’umanità. È infatti noto che ignorano volutamente il rispetto della vita, assolutamente inconciliabile con i loro spregevoli interessi.

È sempre stato così, ma la particolare tendenza è diventata più preoccupante da quando la rivoluzione industriale, il colonialismo, la crescita demografica, la ricerca di nuove fonti energetiche e lo sfruttamento di risorse del sottosuolo hanno cambiato la vita dei popoli con pericolose gestioni del tutto incompatibili con la difesa dell’armonia del pianeta, troppo piccolo per continuare a subire offese. Molti segnali negativi si stanno registrando nei fenomeni atmosferici e nella vita della terra.

Inquinamento, siccità, incendi di foreste, incapacità nello smaltimento dei rifiuti urbani e industriali, desertificazione, compromissione delle sorgenti di acque potabili ed altro ancora stanno distruggendo i nostri ecosistemi, cioè la vita. Eppure, l’ignoranza e l’arroganza di pochi soggetti continuano a determinare scelte disastrose, anche per i persistenti esperimenti con il nucleare, le cui scorie restano radioattive per migliaia di anni. Le conseguenze sono irreparabili per l’ambiente e l’uomo.

Si pensi alle gravi forme di leucemie e alle delicate patologie del sistema nervoso, nonchè ad altre malattie incurabili, soprattutto a danno dei bambini. Tumori in aumento in prossimità delle centrali nucleari, seppure in assenza di incidenti. Anche se dopo Chernobyl la sicurezza nell’industria nucleare è aumentata notevolmente, i rischi restano elevati. Forse sarebbe ora di puntare decisamente su fonti di energia alternativa, già presenti e poco sfruttate per i soliti contrastanti interessi della lobby del petrolio, che condiziona non poco le scelte politiche nel settore energetico.

L’Italia non è certamente immune. Il Paese delle ‘meraviglie’, un vero paradiso per il suo patrimonio immenso di valori ambientali, non è stato capace di evitare azioni devastanti di un territorio che doveva essere tutelato. Abusivismo, inquinamento, urbanizzazione mai razionale e controllata, spazio ai cosiddetti palazzinari, fiumi fortemente inquinati (il Sarno in testa), tratti di coste non balneabili, deforestazioni ed altro ancora hanno deturpato il nostro patrimonio. Ovviamente, il turismo si è trasferito in Grecia, Spagna ed altri Paesi che hanno dimostrato di avere una maggiore capacità di gestione del territorio ed un turismo meno costoso. E la politica? Cosa ha fatto per evitare un tale disastro con riflessi devastanti sull’economia e sull’occupazione?

Poco o niente. Nulla si improvvisa! È mancata la capacità di gestione. L’interesse generale non si concilia con l’orticello. Il nostro mare è in buona parte fortemente inquinato, con l’eccezione di alcune regioni, come la Sardegna, che hanno saputo difendere il territorio da scelte poco responsabili ed autolesive. E allora? Quale futuro ci attende?

Il nostro ‘zibaldone di pensieri’, non certamente all’altezza, per contenuti, dello Zibaldone leopardiano, ricco di appunti, meditazioni e aforismi di ben altra portata, è soltanto una ennesima riflessione di un ‘intelletto’ che – ricordando Aristotele – immodestamente non solo conosce certe realtà, ma è anche consapevole della loro conoscenza per averle vissute sul campo.

Speranze? Possiamo contare sui corsi e ricorsi storici del Vico e, in particolare, su un aiuto della Divina Provvidenza per sperare in un futuro più tranquillo? Ebbene, da mediocre cattolico, credo possa essere utile ricordare il significativo proverbio: ‘aiutati che Dio ti aiuta’! Quindi non aspettiamoci, nel panorama poco rassicurante descritto, miracoli della Provvidenza, ma rimbocchiamoci le maniche e ricominciamo a pedalare, con l’auspicio che qualcuno non ci azzoppi nuovamente cavalcando qualche altro ‘virus vagante’, asseritamente prodotto da incolpevoli pipistrelli.