Quartieri Spagnoli: come vivere l’autentica anima di Napoli

quartieri spagnoli
quartieri spagnoli

I Quartieri Spagnoli conservano quella Napoli che ancora resiste ai rintocchi di un mondo sempre più globalizzato. Viaggiando per l’Europa e per il mondo, ci si trova spesso a spulciare guide turistiche alla ricerca di esperienze “realmente inglesi” o “realmente francesi”. Ma non dovrebbero essere già così, ci si trova, ad esempio, a Londra o a Parigi?

Benché la globalizzazione abbia certamente degli aspetti positivi, ha in negativo quello di spogliare questi luoghi della loro unicità. Non è raro, infatti, girare per città come Londra o New York e, pur cambiando zona e quartiere, trovarvi sempre gli stessi ristoranti franchise o l’immancabile Starbucks ad ogni angolo. Per miracolo, tutto questo a Napoli non è successo. I Quartieri Spagnoli, sono riusciti a preservare inalterata la loro ‘napoletanità’, ma non per questo ostacolando il turismo. Anzi. Ogni giorno accolgono folle di persone curiose non solo di visitarlie, ma anche di provare un esperienza napoletana a 360°. Se siete in città non può dunque mancare una visita ai Quartieri Spagnoli. 

Perché sono i quartieri sono famosi?

In passato, purtroppo, i Quartieri erano noti come una zona pericolosa da vivere e da attraversare. Un po’ per la loro storia, che nella prima metà del 1500 li vide come quartiere chiave per i soldati spagnoli che stanziavano in città sotto il viceré don Pedro di Toledo. Un po’ proprio per la loro conformazione, così densamente popolata. Ma si sa, il pericolo e la possibilità di rinascita animano da sempre i cuori di chi una città la vive (anche solo da turista) e tutto ciò non ha fatto altro che attirare i curiosi. È nei quartieri infatti che, nonostante tutto, si può respirare una parte dell’anima di quella Napoli tanto decantata nel cinema e nelle canzoni. Coi suoi ‘vasci’, i panni stesi ad asciugare da un balcone all’altro e le piccole osterie che li rendono tanto pittoreschi quanto animati.

In tempi più recenti i Quartieri si sono vivacizzati anche grazie alla vicinanza di molte sedi universitarie sparse nella zona. Sono quindi sempre popolati da studenti non solo di giorno, ma anche di sera, avendo essi scelto di abitare i Quartieri come residenti per essere più vicini alla propria università. Ha poi certamente influito l’apertura della fermata della metropolitana linea 1 “Toledo” nelle sue immediate vicinanze. 

 

Cosa visitare ai Quartieri Spagnoli?

Una tappa irrinunciabile per qualsiasi itinerario ai Quartieri non può non comprendere l’ormai famosa fermata della metro Toledo linea 1. Essa è stata decantata come la più bella d’Europa da molte testate estere, e cattura lo sguardo per la sua architettura che richiama le profondità del mare.

Arrivando dalla stazione, verrete accolti da mosaici azzurri e blu, da pannelli con un effetto ottico che riprende delle onde in movimento e una particolare apertura che, attraversando tutta la stazione in altezza, vi mostrerà il cielo di Napoli dal sottosuolo. Continuando a salire si arriverà a un livello in cui predominerà il beige, a richiamare una spiaggia con la sua calda sabbia. Poco prima di sbucare in via Toledo vi ritroverete circondati dalle mura aragonesi emerse durante gli scavi per la costruzione della fermata. Tutto questo… e siamo solo all’inizio! 

Una volta usciti dalla metro potrete decidere di visitare il Mercato della Pignasecca, uno dei mercati storici di Napoli che si tiene proprio qui, tutti i giorni dalle 8 alle 12. Vi si vende prevalentemente pesce ma anche frutta, verdura e una speciale selezione di street food partenopeo. È uno dei modi più rapidi per immergervi fin da subito nei suoni e negli odori del quartiere. 

Camminando camminando o, come dicono i napoletani, iènn iènn, vi sarà impossibile non notare i numerosi murales sparsi per i Quartieri Spagnoli. Ad esempio potrete imbattervi nei murales di Iside e Maradona, in via Emanuele De Deo, ad opera rispettivamente di Francisco Bosoletti e di Mario Filardi. E ancora, il murales i Luciano De Crescenzo di Michele Quercia e Francesca Avolio, in vico Tre Regine, realizzato per il primo anniversario della sua scomparsa. Poteva mai mancare Totò? Quelli a lui dedicati strovano a via Portacarrese, oggi soprannominato proprio vico Totò, ad opera di Ozon, di Luca Carnevale e tanti altri artisti. 

Sono presenti anche numerose chiese di notevole importanza storica. La più famosa è forse la Chiesa di Sant’Anna di Palazzo. Costruita nel 1572 in onore della Madonna del Rosario, ritenuta artefice mistica della vittoria della battaglia di Lepanto contro gli ottomani, è stata testimone di vari avvenimenti quali il battesimo del pittore Luca Giordano nel 1634 e il matrimonio della rivoluzionaria Eleonora Pimentel Fonseca nel 1778. 

Se non disdegnate una salita di 400 scalini potrete dirigervi sulla Pedamentina. Una strada del XIV secolo che vi porterà fino alla Certosa di San Martino e da cui è possibile godere di un panorama particolare sulla città. 



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