Raccolta fondi per salvare il dipinto “Processione di San Gennaro”

COMUNICATO STAMPA

Salviamo il dipinto più prezioso della città! Si tratta della Processione di San Gennaro dipinta su una lunga predella alla base di un polittico del ‘500 in S. Maria di Montecalvario a Napoli, opera dell’artista veneto Giovanni Demio.

Il dipinto, databile attorno al 1570, narra lo svolgimento della Processione di San Gennaro. Ancora nel Cinquecento era l’unica processione del santo esistente ed è documentata fin dal ‘300. Solo dopo sono venute le altre due: quella del patrocinio il 16 dicembre, legata all’eruzione del Vesuvio del 1631, e quella del martirio il 19 settembre.

Siamo di fronte alla prima e unica raffigurazione conosciuta della annuale Processione delle reliquie di San Gennaro (detta anche Processione dei busti o Processione degli Inghirlandati) – processione universale per la città, la dice Pietro De Stefano nel 1560 nella sua Descrittione dei luoghi sacri della città di Napoli  che si svolgeva il sabato precedente la prima domenica di maggio – e che ancora oggi si celebra – in ricordo del trasferimento delle reliquie del santo dal territorio di Pozzuoli alle Catacombe di Capodimonte denominate poi, per questo, di San Gennaro.

Si vedono – portati a spalla – i busti dei primi santi patroni di Napoli (Sant’Aspreno, San Severo, Sant’Agrippino, Sant’Eufemio, Sant’Atanasio, Sant’Aniello), convergere processionalmente da destra e da sinistra a gruppi di tre, verso il busto argenteo di San Gennaro contenente la reliquia del cranio.

Il busto – eccezionalmente barbuto – è esposto su un altare eretto in un Sedile o Seggio cittadino. A fianco si vede avvicinarsi l’ampolla del sangue (una sola, non due come oggi) verso cui guarda il busto di San Gennaro. All’incontro delle due reliquie avveniva la liquefazione. Partecipano o assistono alla solenne processione sacerdoti, diaconi, canonici, religiosi, dame, cavalieri, popolo.

E’ partita all’alba del 2024 una raccolta fondi pubblica per restaurare tale preziosissima tavola in precario stato di conservazione. Occorre un intervento conservativo in grado di garantirne il pieno stato di salute e una maggiore godibilità. Il progetto di recupero è stato avviato dall’Associazione AeneA – costituita da giovani storici dell’arte – affiancando il parroco, dell’ordine dei Mercedari, da un secolo titolari della chiesa. Oltre al restauro della predella si rende necessario il restauro dell’intero Polittico, una Madonna del Rosario e Giudizio Universale, con pannelli raffiguranti il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno.

La predella è praticamente inedita perché è venuta alla luce di recente dopo un occultamento durato 250 anni. L’altare tardo barocco degli anni trenta del Settecento l’aveva nascosta alla vista. Il terremoto dell’Irpinia del 1980 ha smosso i marmi e svelato la predella. Anche gli studi più recenti sul grande polittico che lo racchiude non ne parlano fatta eccezione … Il restauro servirà per la piena valorizzazione del dipinto e della chiesa, fondata nel 1560 e affidata ai francescani osservanti, che conserva opere di C. Fanzago, D. A. Vaccaro, G.B. Lama, V. Diano, M. Curia. Dalla confinante Arciconfratemita dell’Immacolata Concezione e Purità di Maria de’ nobili in Montecalvario, partiva, il sabato santo, la celebre Processione del Battaglino celebratissima nel Sei e nel Settecento.

Tutti possono contribuire al restauro. Obiettivo di raccolta per la sola predella: 7.500 entro marzo 2024. Codice IBAN dedicato alla raccolta fondi: IT26 I030 6967 6845 1078 8540 820 (Banca Prossima – Intesa San Paolo, conto n. 55000 5107 088540820 intestato a AENEA). Indicare la causale ‘Restauro predella di San Gennaro’.

Le donazioni effettuate tramite bonifico sono fiscalmente deducibili per le imprese e detraibili per i privati in dichiarazione dei redditi.

Attilio Antonelli, presidente di AeneA

 

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