Rachelina Ambrosini e la Fondazione che porta il suo nome

Rachelina Ambrosini
Rachelina Ambrosini
Rachelina Ambrosini

La vita di Rachelina

Rachele Ambrosini nacque il 2 luglio 1925 a Pietradefusi (AV), nella frazione di Venticano, da Alberto e Filomena Sordillo. Fin da piccola mostrò un carattere docile e buono, così come una certa predisposizione per l’assistenza al prossimo e per la carità verso i più bisognosi. Era solita aiutare i bambini poveri del paese e la sua breve vita fu tutta un susseguirsi di bontà e di privazioni. Fu indubbiamente aiutata dall’ambiente familiare in cui cresceva, poiché il papà medico, molto stimato in paese, e la mamma, affabile e dolce, nutrivano saldi valori cristiani. Rachelina, com’era chiamata in famiglia, cresceva nel migliore dei modi, diligente e bravissima a scuola. All’età di quattro anni raccontò di aver avuto in giardino l’apparizione della Madonna, evento in seguito al quale iniziò a raccogliersi in preghiera e a fare penitenze.

Le malattie e la morte

L’anno successivo all’apparizione contrasse una forma di morbillo particolarmente aggressiva, ma questa volta ebbe l’apparizione di sant’Antonio, che intervenne per guarirla. Purtroppo il santo le predisse anche che sarebbe andato a prenderla all’età di quindici anni. Ristabilitasi in salute, Rachelina proseguì gli studi fino alla prima ginnasiale, quando i genitori decisero di mandarla in un collegio. Per lei, così legata alla famiglia fu un duro colpo. Studiò presso un liceo di Bari e poi a Roma in un prestigioso istituto di suore, sempre affrontando il distacco con spirito di sacrificio ma con serenità.

Raggiunto il quindicesimo anno di età, Rachelina iniziò ad avere malesseri diffusi, febbre e tremori. La diagnosi fu impietosa, si trattava di una forma gravissima di meningite. Fu ricoverata in ospedale a fine febbraio 1941, dove ricevette anche la visita del Bambinello dell’Ara Coeli, cosa che la riempì di gioia ma che non le evitò il peggio. Nonostante i medici fossero ottimisti, morì il 10 marzo 1941, all’età di quindici anni, così come le aveva predetto sant’Antonio. La salma fu traslata a Venticano per i funerali, nella chiesa parrocchiale, dove tuttora si trova la tomba.

Il processo di beatificazione e la Fondazione Rachelina Ambrosini

Rachelina Ambrosini
Palazzo Ambrosini – foto Tommaso M. Ferri

La causa di canonizzazione e beatificazione fu avviata nel 1959 con le testimonianze di moltissime persone che l’avevano invocata e vista in sogno. Molti dichiararono di essere stati guariti da malattie o aiutati a ritrovare la fede perduta. Il giorno 8 aprile 1995 si chiuse il processo diocesano di canonizzazione e il 10 maggio 2012 è stato promulgato il decreto che l’ha dichiarata ‘Venerabile’.
Per volontà dei genitori distrutti dal dolore, fu istituita una fondazione con sede nel palazzo di famiglia. Attualmente l’ente è presieduto dall’avvocato Tommaso Maria Ferri, discendente della famiglia di Rachelina, e dedito in prima persona alle attività della Fondazione. Tra le attività caritatevoli, costruzione di ospedali, istituzione di centri di ascolto, corsi di formazione per infermiere, apertura di scuole e di centri di accoglienza.

La Fondazione Rachelina Ambrosini dal 2011 è membro della FAO/ERP Educational for Rural People e partner di Medici con l’Africa CUAMM. Il Palazzo Ambrosini, oltre a raccogliere i ricordi, gli effetti personali e i documenti della famiglia di Rachelina, riceve spesso visite di ospiti illustri. Sono passati di là, tra gli altri, gli ambasciatori di Honduras, Filippine, Timor Est, Stati Uniti, Canada, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Europea, il fondatore di Medici con l’Africa CUAMM. Una storia straordinaria partita da un piccolo paese irpino e diffusasi in tutto il mondo.

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