lunedì, 25 Ott, 2021 Espresso napoletano

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Riapre la Chiesa di Santa Luciella, custode del teschio con le orecchie

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Con la riapertura in sicurezza dei luoghi più belli e affascinanti di Napoli riapre al pubblico anche la chiesa di Santa Luciella ai Librai. Un piccolo santuario nel cuore del centro antico, situata proprio a vico Santa Luciella, che collega San Biagio dei Librai a San Gregorio Armeno.

La storia

Una chiesa antica fondata nel 1327 da Bartolomeo di Capua, giurista e consigliere di Carlo II d’Angiò e di Roberto I che ordinò la costruzione anche della chiesa di San Maria di Montevergine e commissionò i bellissimi portali gotici per S. Lorenzo Maggiore e S. Domenico Maggiore.

Nel tempo i pipernieri, (gli artisti che scolpivano le pietre dure e che lavorando con lo scalpello temevano che le schegge, schizzando dalla pietra, potessero conficcarsi negli occhi) presero in custodia la chiesa. I Pipernieri erano devoti a Santa Lucia, la protettrice della vista, e le dedicarono la piccola chiesa. Restaurata nel XVIII secolo, nel 1748 la chiesetta divenne sede dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione SS. Gioacchino e Carlo Borromeo.

Il teschio

Nell’ipogeo della chiesa è situato un raro esemplare di cranio con cartilagini mummificate, ribattezzato come il celebre “teschio con le orecchie”. Alla reliquia i fedeli erano soliti rivolgere le proprie preghiere, nella speranza che, udendole, potesse inviarle a chi di dovere nell’aldilà.

L’identità dell’uomo al quale apparteneva il teschio con le orecchie è ad oggi ancora sconosciuta e avvolta in un mitico alone di mistero. Al momento, l’unico dato certo è quello relativo alle sue origini: secondo gli studiosi, il cranio custodito all’interno dell’ipogeo della chiesa di Santa Luciella ai Librai di Napoli risale al Seicento.

La leggenda del teschio è legata al culto delle anime pezzentelle, ovvero quelle anime sconosciute, anonime, abbandonate e senza una degna sepoltura, i cui scheletri venivano dimenticati nelle fosse comuni. Attraverso l’adozione di un teschio, il fedele poteva alleviare la pena dell’anima pezzentella, ricevendo grazie in cambio.

Le visite

La chiesa è rimasta chiusa per trentacinque anni dal 1980 per i forti danni causati dal terremoto ed è stata da qualche tempo riaperta dopo il recupero a cura dell’associazione “Respiriamo Arte” grazie a un progetto di crowdfunding e alle donazioni del Pio Monte di Misericordia.

Proprio in questi giorni sono riprese le visite guidate per vedere la chiesetta e l’ipogeo di Santa Luciella, visite possibili a coppie o gruppi familiari di massimo quattro persone accompagnati dalla guida dell’Associazione “Respiriamo Arte” seguendo le normative vigenti con mascherina, distanziamento e tutte le precauzioni necessarie.

Attualmente i giorni di apertura sono il lunedì, mercoledì e venerdì, nella fascia oraria dalle 10:30 alle 13:30. E’ possibile prenotare una visita contattando l’Associazione “Respiriamo Arte” su facebook, al numero 3314209045, o inviando una mail a respiriamoarte@gmail.com.