Ricordando il giovane napoletano, immolatosi per salvare delle vite

copertina collage di foto
copertina collage di foto

Il Corpo dei Vigili del Fuoco, silenzio ed efficienza. Uomini e opere d’arte in simbiosi.

Dall’alluvione di Firenze, 1967, al terremoto dell’80; da quello del Friuli a quello dell’Aquila, sino a quello dell’Emilia; dagli allagamenti di Sardegna e Basilicata, se conoscete un Vigile del Fuoco o avete avuto bisogno del suo aiuto, ne avrete certamente notato l’efficienza, la riservatezza, la capacità di lavorare con grande sveltezza e nel silenzio più assoluto. Per uomini e cose, minori o di grande lignaggio. Interrotto soltanto dall’accettare, se sollecitato, di sentirsi Amico, Fratello.

vigili-del-fuoco-incendio

E’ capitato alla vostra cronista, rimasta fuori casa per un blocco della serratura: non una scalfittura ai vetri, non una preoccupazione, non un senso di alterigia, eppure questi Peter Pan angelicati dovevano arrivare, ‘tranquillamente’,  soltanto ad un quinto piano di un palazzo di una strada piuttosto trafficata!

Sono trascorsi vent’anni dalla nascita dell’Associazione Carlo La Catena. Onore e gloria al Vigile del Fuoco – questo era il suo nome –  che, lungo il puntuale spirito del Corpo, non pensò neppure per un attimo a sé ma soltanto, 27 luglio 1993, a salvare prima di tutto le vite umane e, poi, di limitare al massimo, per ciò che fosse possibile, i danni dovuti allo scoppio dell’autobomba di fianco alla Galleria di Arte Moderna ed al Padiglione di Arte contemporanea, lungo la Villa reale di Milano.

Erano gli anni terribili, gli anni ‘stragisti’, 1992-93, contrassegnati dagli omicidi, di origine mafiosa anch’essi, dei giudici Falcone, Morvillo, della scorta e, pochi mesi dopo, di Borsellino.

capaci

Aveva soltanto venticinque anni Carlo La Catena, vigile del fuoco napoletano, quando, con altri  tre colleghi, ‘ragazzi’ anch’essi, ed un Vigile della Polizia municipale, perse la vita, non riuscendo purtroppo a salvare un marocchino senza fissa dimora, perché addormentato su di una panchina.

Piccoli incontri, il più delle volte sconosciuti, grande emozione. Fortunatamente le Associazioni private spesso funzionano.

Quest’anno si è tenuta, nel Salone dei Busti di Castel Capuano, la cerimonia della terza edizione del Premio fondato dall’Associazione intitolata al Vigile del Fuoco della nostra città. Onorificenza divisa in due sezioni, quella del ‘Premio nazionale Carlo La Catena’, autorizzato dal Ministero dellInterno, 2012, soltanto una Pergamena di merito, dedicata al personale del Corpo, distintosi in salvataggi umani o di opere d’arte – commissione presieduta dall’Ingegnere Gregorio Agresta, dirigente generale del Corpo -; la seconda, la ‘Medaglia d’argento alla memoria e all’impegno civico’, la cui commissione è presieduta dal già Procuratore Capo di Napoli, l‘Emerito Giovandomenico Lepore. E anche la splendida ‘modestia’ dei premi, a fronte del valore di questi uomini, speciali sino ad essere pronti a perdere la vita. Persino per salvare un’opera d’arte.

Lepore

E tanti, in questi tre anni sono stati ricordati anche per questa propensione. Ecco perché non ne citiamo i nomi: l’anonimato fa parte del loro vivere, del loro spendersi.

L’Associazione, nel corso del tempo, ha attuato la promozione e la valorizzazione delle attività dei VVFF, per non disperdere il sacrificio di tante vittime e per rinforzare lo spirito di corpo.

Una missione davvero la loro, vissuta forse con orgoglio, mai, però, ostentato.

Forse da quando esiste quest’Associazione e, poi, il Premio, sarà più facile, per ogni ‘distratto’ lettore o ascoltatore, notare le azioni di ogni Vigile del Fuoco. Una domanda, da parte del Presidente, Nicola Perna, “Perché in questa unicità, in questa assoluta comunione d’intenti, ad un ragazzo che ha salvato vite ed opere d’arte, nella sua città, Napoli, non viene dedicata una strada o, almeno un vicoletto? Forse il coraggio, la capacità e la volontà di affrontare ogni sfida non sono ancora sufficienti per meritare questo riconoscimento?”.

carlo la catena

 

 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE