lunedì, 29 Nov, 2021 Espresso napoletano

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Ricordando quando Napoli fece voto a San Gennaro

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Napoli si prepara a vivere con il consueto entusiasmo uno dei momenti più attesi dell’anno dall’intera popolazione, la festa di San Gennaro, amatissimo patrono, che attraverso il prodigio della liquefazione del sangue regala, per tradizione secolare, favorevoli auspici alla città tutta. Per la festa patronale si prevedono momenti di intensa spiritualità per i fedeli, che sicuramente numerosi, come ogni anno, lunedì 19 settembre affolleranno la cattedrale, ma anche una serie di eventi culturali correlati, organizzati dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, per consentire alla cittadinanza e ai turisti di vivere a 360 gradi la ricorrenza.

Tra gli eventi in programma ce n’è uno che si annuncia particolarmente scenografico, una rievocazione teatralizzata in abiti d’epoca dedicata a San Gennaro che affonda le radici nella storia cittadina, da sempre intrecciata alla devozione al Santo. “1527 – Quando Napoli fece voto a San Gennaro”: questo il titolo scelto per la rievocazione storica della sottoscrizione del voto a San Gennaro degli Eletti dei Sedili di Napoli, le antiche circoscrizioni amministrative.

Domenica 18 settembre, alle ore 10, in Duomo, verrà rappresentata questa teatralizzazione scritta da Stefano Iaconis, organizzata con l’associazione “Borboni si nasce!”, che vedrà come voce narrante Antonio Bessarione. Sulla scena il ricordo di un momento particolarmente difficile del capoluogo partenopeo, vissuto tra il 1525 e il 1527: l’esercito francese era alle porte, pronto ad invadere la città; un’epidemia aveva sterminato gran parte della popolazione; la natura sembrava accanirsi contro i cittadini attraverso terremoti ed eruzioni.

Gli Eletti dei Sedili pensarono che solo l’aiuto del santo patrono potesse portare nuova luce e nuova speranza, e decisero di fare voto a San Gennaro, stipulando addirittura un contratto notarile, con il quale si impegnavano a costruire una nuova grande cappella dove custodire le sue sacre reliquie e il Tesoro, accumulato in secoli di lasciti e donazioni. Fu così che nacque la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, e l’Eccellentissima Deputazione che ha ancora oggi il compito di gestirla.

La rappresentazione teatralizzata del voto fatto dagli Eletti sarà accompagnata da interventi di Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Paolo Jorio e Francesco Andoli, e verrà conclusa dalla benedizione del cardinale Crescenzio Sepe. Quindi, tutti fuori dalla chiesa, perché dalle 10,45 alle 13 avrà luogo un grande Corteo storico con figuranti in abiti rinascimentali, che rappresenteranno i membri dei Sedili di Napoli e degli antichi casali di Cava de’ Tirreni; la manifestazione è organizzata sempre dall’associazione “Borboni si nasce!”, in collaborazione con l’ASTC (Associazione Sbandieratori Trombonieri Cavalieri) e con la Compagnia d’arme “La Rosa e la Spada”.

Il corteo partirà da Via Duomo per poi proseguire per Via Tribunali, Vico delle Zite, via Vicaria Vecchia, Via San Biagio dei Librai, Piazza San Domenico Maggiore, Vico San Domenico, e ritornare quindi, attraversando di nuovo Via Tribunali, in Via Duomo, davanti alla Cattedrale. L’evento rientra nel più ampio programma di manifestazioni della terza edizione di “Imago mundi – Feste e santi della città di Napoli”, che sotto la direzione artistica di Giulio Baffi mira a valorizzare in chiave turistica e culturale alcune importanti feste religiose partenopee che ricorrono nel mese di settembre, quella di San Gennaro, quella della Madonna di Piedigrotta e quella di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Marianella.  Queste feste, momenti forti di fede e condivisione, sono anche parte della memoria storica di Napoli, e della sua identità culturale, tradizioni quindi da salvaguardare e promuovere.