martedì, 20 Apr, 2021 Espresso napoletano

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Ritrovati filmati inediti delle eruzioni del Vesuvio

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Il Vesuvio scatena sempre un inguaribile fascino in chiunque lo osservi. Quando si è in treno, magari di ritorno da un viaggio, non è raro ritrovarsi seduti accanto a qualche turista che, alla vista del vulcano, esclama estasiato il suo nome e inizia a fotografarlo finché il treno entra in stazione. E anche in noi, che siamo ormai abituati alla sua ombra, scatena una miriade di sensazioni diverse. Se pensiamo al suo passato, viene da chiedersi come appariva quando non era così quieto, come durante le sue eruzioni. L’incredibile ritrovamento di una bobina anni 30, contenente tre filmati fino ad ora inediti, si unisce a un compendio di testimonianze scritte e visive che continua ad affascinare appassionati e studiosi.

Il ritrovamento

La bobina è stata acquistata, da un collezionista americano, dal fisico Giovanni Ricciardi circa 9 anni fa. Risale agli anni 30 e contiene tre riprese eseguite da Roberto Troncone rispettivamente delle eruzioni del 1906, del 20 e del 25. Soprattutto quella del 1906 rappresenta un ritrovamento incredibile e impensabile, visto che le riprese erano ritenute perse per sempre. Il particolare “tesoro” ha trovato posto sul sito del giornalista Ferruccio Fabrizio Stramp.it, contenente anche un servizio RAI di TGR Campania che mostra le immagini delle eruzioni. Già note alla comunità scientifica, le immagini inedite possono oggi essere riscoperte e visionate da tutto il mondo.

“𝑅𝑖𝑐𝑐𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖 𝑜𝑟𝑎 ℎ𝑎 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑖𝑙 𝑓𝑖𝑙𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑙𝑢𝑖 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜 “𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜” – scrive Troncone sul suo sito – 𝑐ℎ𝑒 𝑆𝑡𝑟𝑎𝑚𝑝 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑣𝑎. 𝐿𝑒 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑖 𝑖𝑛𝑒𝑑𝑖𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑒𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑖𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎 𝑒𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒”.

Non possiamo che invitarvi a visionare questi filmati del Vesuvio in prima persona. Grazie al web stanno raggiungendo in questi attimi anche gli angoli più remoti della rete.

Classe 95, laureato in comunicazioni e da sempre amante delle parole e di ciò che sono in grado di trasmettere. Con un libro sempre in borsa, ho iniziato a provare il desiderio di raccontare del mondo in prima persona. Col tempo le mie passioni si sono allargate e nutrite, ma il mio motto resta sempre lo stesso: non fermarsi mai in superficie.