Rossella Catapano: Non chiamatemi artista!

Rossella Catapano
Rossella Catapano

Rossella Catapano racconta la sua esperienza di Jewelry Designer. 

Rossella Catapano non è un’artista, idea gioielli, cose «vere». Lo stile della designer partenopea è spiritoso e naïf, ma nonostante ciò rigoroso, coscienzioso e schematico.

Gioielli di Rossella Catapano

La sua passione per il mondo dei gioielli nasce durante l’infanzia quando, sempre a stretto contatto con la madre – il suo punto di riferimento e titolare di un negozio di gioielleria –, sogna di diventare, da grande, simile a lei.

Crescendo impara di poter plasmare il mondo che la circonda, secondo le forme che maggiormente la toccano nel profondo.

Rossella Catapano si laurea in Scienze della Comunicazione, e successivamente affina le sue competenze nell’ambito della gioielleria frequentando il Politecnico di Milano, instaurando un legame particolarmente forte con la Professoressa Cappellieri, che tutt’ora la sprona e la segue nei suoi successi. È lì che Rossella Catapano impara il reale significato delle parole «fare moda»: le sue creazioni sono ispirate dalla vita di tutti i giorni; non è fuorviata dall’aspirazione alla «forma pura», né ottusa dalla necessità di stupire a tutti costi: lei trae idee da ciò che vede ogni giorno attorno a sé.

Rossella, come nasce la tua linea di gioielli? 

Dopo gli studi, e grazie all’esperienza acquisita affiancando mia madre nella gestione del suo negozio, ho iniziato a schizzare dei bozzetti molto elementari.

Un giorno, per gioco, ne proposi alcuni al laboratorio al quale ci affidavamo, e a cui attualmente mi rivolgo; non posso dimenticare le risate con cui accolsero i miei primi progetti – e che contraddistinguono ancora la reazione a ogni mia nuova idea – che però lasciano sempre spazio alla voglia di sperimentare e scommettere sulla riuscita della nuova impresa. All’inizio, alle mie creazioni, era dedicato un angolo del negozio di famiglia, ma ben presto, anche mediante l’utilizzo dei social networks – quali Facebook e Istagram – hanno avuto un boom e una diffusione inattesi.

Non immaginavo neanche potessero essere apprezzati da un così vasto pubblico: a partire dalla ragazzina, fino ad arrivare alla signora di una certa età, che dapprima scettica, finisce con l’indossare i miei gioielli con frequenza e disinvoltura.

Lavorazione orafa

Perché è più giusto definirti una «creativa» piuttosto che un’artista?

Culturalmente siamo abituati a credere che il design vada di pari passo con la creazione di oggetti strani, arzigogolati, scioccanti. La mia idea è molto diversa: credo nell’armonia della forma; anche nella semplicità c’è design.

Nel mio lavoro tutto inizia con uno schizzo, ma quello è solo il punto di partenza: sottoposto all’orafo, questi ne da una sua interpretazione, e da lì partono una serie di revisioni e modifiche, finché il gioiello non raggiunge un livello di fattibilità, «indossabilità» e comodità soddisfacenti. Requisiti fondamentali, e che ci tengo a testare personalmente: ogni gioiello da me realizzato infatti, nasce come prototipo, e come tale deve superare un «periodo di prova», durante il quale lo indosso per alcuni giorni, prima di essere prodotto su più ampia scala e venduto.

Come s’innesca nella tua mente la «magia» del creare?

Per creare gioielli non basta conoscere i rudimenti tecnici. L’ispirazione per creare un oggetto nasce piuttosto da qualsiasi cosa si presenti alla vista, e  chissà per quale motivo, attrae particolarmente l’attenzione; un oggetto, una pianta, un profumo, un momento, una canzone creano una «scena», un’immagine nitida. La magia è nel cogliere e decodificare dei segnali: tutti sono in grado – in potenza – di creare, ma solo in pochi si soffermano nel modo e con il tempo necessari affinché il processo abbia luogo.

Si potrebbe affermare che dietro i tuoi gioielli si celino delle vere e proprie storie?

Assolutamente sì. Guardando i miei bijoux si nota l’elementarità dei tratti: il sole, l’ombrello, la nuvola sono tanto semplici quanto riassuntivi. La mela che cade dall’albero rievoca il senso della vita, la pianta il cui fiore è costituito da un cuore, ad esempio, allude invece allo sbocciare dell’amore… tutto ciò che creo è molto concettualizzato.

Rossella Catapano Gioielli

Questo aspetto del tuo lavoro si ricollega in qualche modo anche alla tua laurea in scienze della comunicazione?

Certo! L’iter di studi mi è servito tantissimo: chi crea deve comunicare qualcosa, altrimenti un oggetto sarà sempre sterile. Ecco il motivo per il quale ogni mio gioiello racconta una storia; è sintesi d’esperienza.

A proposito di esperienza, la tua formazione si è divisa tra Napoli e Milano: come ritieni che queste due città ti abbiano influenzata?

Milano è l’unica città europea in Italia: colpisce per dinamicità, apertura e offerta culturale – basti pensare alle innumerevoli scuole di design, alle mostre, agli eventi – è un continuo stimolo per la mente. La spinta partenopea è la sua innegabile bellezza: si nasconde ovunque si guardi… ma questo è tutto. Il «mondo circostante» non tange la città, che resta abitudinaria, chiusa e uguale a se stessa… la vita è un divenire, e Napoli è statica.

Il divenire è anche un guardare al futuro; in questo momento hai un «nel cassetto» che intendi realizzare?

Ho visto dei meravigliosi cuscini a Panarea, mi hanno molto emozionata. Sono caratterizzati da dipinti particolarissimi: mi piacerebbe fare qualcosa del genere, magari con la pelle…

Un cambio di rotta, ma non di stile. Quello non si discute!

Rossella Catapano

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE