Rossella Erra, la voce del popolo in Tv

Rossella Erra
Rossella Erra

“Oggi le donne nel mondo della televisione non solo hanno voce in capitolo, ma molte volte sono la voce”. – Rossella Erra

 

Rossella Erra ha conquistato il cuore dei telespettatori italiani facendosi ambasciatrice del pubblico in tante trasmissioni televisive di successo, come Ballando con le stelle Vieni da me

Abbiamo intervistato Rossella Erra per conoscere la persona che si cela dietro il personaggio che porta in Tv, e abbiamo piacevolmente scoperto che non c’è differenza tra queste due essenze: Rossella Erra è sempre sé stessa, sia dal vivo che in televisione. (Leggi qui l’intervista precedente a Lorenzo Maffia)

Rossella, sei una donna che vive il mondo della televisione dall’interno. Vorremmo partire proprio da questo: come si è evoluto il ruolo della donna in Tv?

La figura della donna nella televisione è cambiata tantissimo in questi anni. Non si dà più spazio solo alle belle donne, che spesso erano solo delle figure decorative, delle bamboline messe lì per puro ornamento. L’uomo era il protagonista dello spettacolo, mentre le donne erano solo un contorno, un bel viso truccato con un corpo perfetto. Oggi, grazie a Dio, non è più solo una questione di forma. La donna, finalmente, ha voce in capitolo in tanti settori del mondo dello spettacolo, proprio come nella vita reale.

Ci sono tante conduttrici che portano avanti i programmi dalla loro creazione alla loro gestione. Un esempio per me è Milly Carlucci, che è direttrice artistica di Ballando con le Stelle. Insieme a Giancarlo De Andreis, che è il capo-progetto, decide le scenografie, le musiche, il tipo di racconto, consiglia il trucco, il parrucco e il modo di vestirsi. Lascia comunque a tutti noi che partecipiamo alla trasmissione una grande libertà di espressione, che è un’altra conquista della donna. In passato, molti conduttori uomini imponevano anche il loro modo di pensare e di vedere le cose. Invece, una professionista come Milly non lo fa: dà una grande libertà a tutti quanti.

Un altro esempio è Mara Venier, che ha una conduzione del tutto personale di Domenica In. Ormai siamo alla quattordicesima edizione e il programma ha l’impronta totale di Mara. Lei gestisce le interviste e l’andamento del programma. Decide anche le tempistiche. Anche Antonella Clerici, nel programma È sempre mezzogiorno, ricopre gli stessi ruoli. Il programma ha comunque il totale imprinting di Antonella, sempre nel rispetto di tutto lo staff di lavoro.

Oggi le donne nel mondo della televisione non solo hanno voce in capitolo, ma molte volte sono la voce. Certo, su delle cose restiamo ancora indietro. Ci sono ancora tante limitazioni, tanti pregiudizi e tante barriere. E, senza offesa, nel mio piccolo, anche io subisco questi pregiudizi. Ho la grande fortuna che è cambiato il cliché della donna bella e formosa, ma la donna è un essere pensante. Io lavoro in televisione fondamentalmente perché non ho questo fisico prorompente e bello, ma ho un cervello e mi si dà la possibilità di esprimerlo. Purtroppo, però, i commenti sulla mia forma fisica, sulla mia provenienza e sul mio dialetto non si sprecano. Sono una persona che ha sempre studiato, ma a prescindere da questo sono un essere pensante. Eppure, in quanto donna e in quanto donna grassa, purtroppo vengo snobbata in molte cose, accantonata e mi viene impedito di fare certe cose.

Però poi incontro persone come Milly Carlucci, Simona Ventura e Paola Perego che prescindono dalla forma fisica e guardano quello che posso fare all’interno del loro programma, il supporto che posso dare mentalmente. Ecco, per me il ruolo della donna è tanto cambiato, ma a volte sembra che non sia mai cambiato… però non voglio lamentarmi perché sono molto fortunata ad essere adesso dove sono.

Hai assunto il ruolo di ‘ambasciatrice del pubblico’ in Tv. Ma come sei passata da essere ‘pubblico’ a essere ‘protagonista’?

Innanzitutto, per vent’anni sono stata una commercialista. Avevo fatto formazione professionale, ma un episodio molto sfavorevole ha cambiato la mia vita. Mia mamma si è ammalata gravemente e io, mentre la accudivo, continuavo ad andare al lavoro. Tutto questo ha creato una rottura con il mio lavoro. Quando mia mamma è morta, la frattura era insanabile. Nel giro di una settimana, quindi, ho perso mamma, soldi e lavoro.Poi, non è avvenuto tutto dalla sera alla mattina. Ci sono stati mesi di depressione e di ricerca di un altro lavoro. A quarantatré anni, una donna non trova facilmente un altro lavoro, anche nel mio settore, dove ero rinomata. Avevo saputo che mi era stata fatta terra bruciata attorno. A un certo punto ho messo a frutto le mie conoscenze e la mia passione per la televisione, che è sempre stata un’ancora di salvezza nella mia vita, il mio angolo di paradiso, dove potevo vivere qualche ora nel mio mondo, il mondo dei personaggi che avrei voluto incontrare e con cui avrei voluto parlare. Così ho letto sui social di un provino per il ‘pubblico variabile’ di Vieni da me. Ho mandato un video e mi hanno chiamata.

Quando sono andata a fare il provino, hanno cominciato a farmi domande su conduttori, attori e cantanti. Si sono accorti che, oltre a sapere della loro vita professionale, sapevo anche chi era sposato con chi, chi aveva tradito chi, i figli con chi li avevano fatti e tutti questi gossip. Da investigatrice dei social, sono diventata l’ambasciatrice del pubblico di Rai Uno, una figura che in televisione non c’era mai stata: la signora che di solito sta a casa e che invece poi all’improvviso va in televisione e riesce a parlare con i suoi miti.

Questo mi ha cambiato sicuramente la vita, ma il cambio c’è stato quando in quel programma è arrivata Milly Carlucci. È lì che è nato il nostro amore, è scoccata la scintilla. Lei è riuscita a vedere in me qualcosa che in quel momento nessuno aveva ancora fatto sviluppare. Mi ha voluto a Ballando con le Stelle perché mesi prima la capo-progetto di Vieni da me, una donna, mi chiese di scrivere una lettera per Milly Carlucci. Sapeva del mio legame con mamma e Milly, per Ballando con le Stelle. Io scrissi che Milly era il filo rosso che mi collegava a mia mamma. Quando lei arrivò a Vieni da me per presentare Ballando con le Stelle di quell’anno, a un certo punto Caterina Balivo si alzò, lesse questa lettera (io non lo sapevo) e Milly si avvicinò a me, mi prese le mani e mi disse: ‘Mi dispiace per tua mamma’. Io le dissi: ‘Non ti preoccupare, non ti dispiacere, perché sabato, quando inizierà di nuovo Ballando con le Stelle, è come se sentissi ancora mia mamma accanto a me’. Lei disse: ‘Beh, facciamo una cosa per sentirla ancora più vicina: vieni a Ballando con le Stelle’.

Da quel momento è iniziata un’esperienza nuova per me. Sono diventata all’improvviso una sorta di giornalista, inviata del programma Vieni da me col mio cellulare. Facevo i video, le video-interviste ai concorrenti e poi il lunedì andavano in onda in trasmissione per fare il talk. In quel momento Milly mi ha dato questa grande possibilità. Poi è finito Ballando con le Stelle ed è iniziato Il cantante mascherato. Milly mi ha voluto come inviata per il programma Vieni da me, e così ho fatto anche Il cantante mascherato. Quando è finito Vieni da me ed è arrivato il Covid, il pubblico non poteva essere presente e Milly ha pensato di mettere me come rappresentante del pubblico. Da quel momento è nato il grande amore tra me, Milly e Giancarlo De Andreis.

Devo parlare anche di Giancarlo. È un uomo che tiene da conto le donne, e nel mio caso c’è un continuo ascolto reciproco. Non mi ha mai imposto cose, né lui né Milly, e mi hanno fatto vivere la trasmissione sempre con una grande libertà. Oggi non è facile una cosa del genere. Io dico sempre le cose così come le penso, non c’è una sovrastruttura,  nulla. Guardo quello che succede e vivo il momento. Molte volte questo viene visto come un difetto, perché sono irruente e passionale, e dico la mia.

L’ho fatto perché in passato hanno provato a schiacciarmi, anche nel mondo del lavoro, e ci sono riusciti. Ho perso il lavoro, gli affetti, e penso che la vita sia stata abbastanza fetente con me. Allora, soprattutto quando ho perso mia mamma e i soldi di vent’anni di lavoro, ho deciso di reagire, di non stare più zitta, di dire le cose con educazione, ma dirle. E soprattutto, di sorridere sempre e dare affetto. Io, avendone perso tanto, ho deciso che è comunque bello dare affetto, perché se ne riceve altrettanto. E se non lo ricevo, perché c’è una persona davanti che non lo vuole, non fa niente. Non è tempo sprecato, è sprecato per la persona che non lo vuole ricevere.

Tornando alla voce del popolo, molti dicono: ‘Ma noi non ci riconosciamo, ma tu non ci rappresenti!’. Ma io non ho questa presunzione. Se mi è stato dato un ruolo, io questo ruolo lo svolgo come mi viene. Ho la pretesa soltanto di rappresentare chi si sente rappresentato da me. Chi non si sente rappresentato, andasse a cercare qualcun altro, non mi offendo.

A proposito di pubblico, e soprattutto di haters… quanto hanno influito i social network?

I social sono molto importanti, però ricordiamoci che ci sono programmi e programmi, canali e canali. Lo zoccolo duro della Rai resta comunque formato dalle persone che guardano la televisione, e molte delle quali non hanno i social. I social sono una cartina tornasole. Tuttavia, è pur vero che un programma come il Grande Fratello oggi ha degli ascolti molto più bassi rispetto a 3-4 anni fa, ma va molto forte sui social. A livello di ascolti, siamo intorno ai 2 milioni di telespettatori, che era impensabile, e a una percentuale di share che ha iniziato col 20% ed è scesa al 15-16%. Quindi, vedi, è tutto molto relativo.

Ci sono fette di pubblico. Io posso rappresentare sicuramente un pubblico come me, un po’ over, che non ha i social per comunicare. Probabilmente, se facessi il Grande Fratello, andrei a rappresentare un pubblico molto più giovane, ma che non è più il pubblico della Rai, dove io sono attualmente. Quindi, dipende dalla trasmissione, dal canale, dall’orario. Ci sono tante persone, per esempio, che guardano la Rai e non guardano i canali Mediaset. Ed è una cosa di cui io tengo conto. Ci sono tante altre persone che guardano Terra amara, Uomini e donne, C’è posta per te…

C’è posta per te, per esempio, è un successo che ha una fascia di pubblico molto ampia, dal più giovane al più grande. Quindi è tutto molto relativo, però funziona a prescindere dal social. Ballando con le Stelle ha una quotazione social, ma il programma fa anche un ascolto a prescindere dai social.  Un altro esempio può essere Temptation Island, che va forte sia sui social che in termini di ascolto. Quando le due cose si trovano è un grande successo. Quando le due cose vanno abbastanza di pari passo è anche un successo. Quando una cosa va e l’altra non va incomincia a diventare preoccupante, perché comunque vuol dire che anche il programma incomincia a perdere una sua identità. 

Oggi sei la voce del popolo, ma se un domani dovessi avere un tuo programma, di cosa parlerebbe?

Io vorrei fosse un programma molto familiare, come se fossimo ‘a casa mia’, dove si possono fare delle chiacchiere in completa allegria, del sano gossip, ricamare su quello che accade, parlare delle fiction. Sai: ‘A che punto siamo rimasti?’. ‘Uh, speriamo che succede questo, speriamo che succede quest’altro’. Poter parlare di viaggi… e potere anche un po’ cucinare, perché la cucina è l’altra mia passione. Cucinare, eh… per me mangiare è un piacere, e per tanti non lo è, invece: a tanti basta l’insalatina. Questo della cucina forse non è un format innovativo, lo so, però secondo me è genuino. Quando tu cerchi troppo l’innovazione, alla fine ti allontani da quelle che sono le cose vere della vita.

E allora speriamo di poterci vedere presto ‘a casa tua’!

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